mercoledì 29 marzo 2017
martedì 28 marzo 2017
Un libro di Pucci Cipriani – dal natio Borgo Selvaggio (di Aldo Giovannini)
È tempo di libri (ultimamente ne abbiamo presentati una diecina su OK!Mugello, cioè di coloro che hanno l’educazione civica nel portarci a conoscenza dell’evento, poiché non possiamo indovinarlo- ndr), libri dicevamo di storia, di arte, di cultura, di folclore e quant’ altro (quegli di politica gli lasciamo agli eruditi), ricordiamo che sabato prossimo 8 aprile 2017, a Borgo San Lorenzo, per iniziativa del Circolo “La Terrazza” di Ronta e delle Edizioni Solfanelli, con il patrocinio del Comune di Borgo San lorenzo, verrà presentato a Borgo San Lorenzo, alle ore 17, presso la Sala “Pio La Torre” (Via Giotto, davanti alla Confraternita di Misericordia) il libro di Pucci Cipriani : “Dal natio Borgo Selvaggio : quando ancora c’era la Fede e si pregava in latino” (Solfanelli) con la prefazione del Prof. Massimo de Leonardis, Ordinario di Storia delle Relazioni Internazionali e Direttore del Dipartimento Studi Giuridici dell’Università Cattolica di Milano e la postfazione di Cosimo Zecchi. Alla presentazione interverranno, insieme all’autore e all’editore, Giovanni Tortelli, Docente Universitario e Lorenzo Gasperini Pubblicista.
Porteranno il saluto i consiglieri comunali Patrizio Baggiani e Luca Ferruzzi e leggeranno brani del libro Gabriele Bagni e Guido Scatizzi. Modererà l’incontro Cosimo Zecchi.
Il libro dell’amico Pucci Cipriani, appartenente ad una famiglia che affonda le radici in Borgo dal lontano ‘600, dopo la pubblicazione “L’Altra Toscana : Diario di un Conservatore” (Controrivoluzione, 2005) e ” La memoria negata : appunti per una storia della Tradizione” (Solfanelli) chiude con “Dal natio Borgo selvaggio” una trilogia dedicata alla Toscana e l’autore, come è stato scritto : “Non si rinchiude in uno sdegnoso silenzio…e in queste pagine non si celebra la Tradizione con quello stile ampolloso a cui ci hanno abituato i mille anniversari celebrativi di eventi storici più o meno manipolati” ma ci si basa sui ricordi del passato, un passato certamente “nostalgico” ma che per l’autore dimostra come ancora, ai suoi tempi, nonostante i cambiamenti e le rivoluzioni avvenute la vita fosse vissuta ancora in una “società a misura d’uomo” dove ancora la chiave veniva “tenuta nella toppa”.
I tanti ricordi d’infanzia (corredati da oltre cento foto d’archivio) passano in rassegna la vita paasena e i tanti personaggi : le grandi feste, le veglie, i funerali e la visita dei camposanti, le processioni, i comizi politici, lo sport, le commedie in vernacolo e i filodrammatici, i circhi, i balli, le fiere, i cantastorie…e poi alcuni avvenimenti a lui cari come la nascita del bambino di un suo caro amico proprio la notte di San Lorenzo mentre l’autore era al suo balcone a cercar di vedere le stelle cadenti.
Il libro si chiude con una cronaca toccante di un sacerdote “sentinella vigile” della Tradizione in mezzo ai monti di Gaviserri e a due racconti,che, sia pur di fantasia, sono senz’altro autobiografici e commoventi.
Chiosa il professor Massimo de Leonardis, Ordinario di Storia delle Relazioni Internazionali all’Università di Milano :
“- Dopo il Pucci Cipriani editore, scrittore politico, organizzatore di eventi, giornalista di rara efficacia, negli anni più recenti ho conosciuto meglio un altro aspetto della sua personalità, quello di letterato e memorialista, cantore di una Toscana “diversa” come recita il titolo del suo volume del 2005…Non sarò mai capace di scrivere pagine così toccanti e poetiche come quelle di Pucci, ma i miei ricordi di fanciullezza, sia pure in un ambiente così diverso , la metropoli milanese e non Borgo San Lorenzo, sono in qualche caso simili. Anch’io da ragazzo nelle strade nel mio quartiere incontravo frati che mi salutavano con ‘Pace e bene’ o ‘Sia lodato Gesù Cristo’ , non ‘buongiorno’, ‘buonasera’ o ‘buon pranzo’.”
Insomma, sembra dirci questo illustre cattedratico ” tutto il mondo è paese” e i cambiamenti epocali iniziano dalle “piccole cose”. Così è…se vi pare!-“. Appuntamento per i borghigiani e gli amici sabato 8 aprile 2017 alle ore 17 nella Saletta “Pio La Torre”; sarà un bagno di vera e autentica “borghigianità”.
Il frontespizio del libro di Pucci Cipriani con un bel paesaggio innevato di Borgo San Lorenzo del pittore Enrico Pazzagli.
http://www.okmugello.it/borgo-san-lorenzo/pucci-cipriani-natio-borgo
Incontro della Tradizione Cattolica. Civitella del Tronto 11 marzo 2017. Relazioni del pomeriggio
XXX Incontro della Tradizione Cattolica presso l'Hotel Fortezza di Civitella del Tronto, 10-12 marzo 2017. Sabato 11 giornata di convegno su due temi: 1917-2017 centenario delle apparizioni di Fatima; le tappe della Rivoluzione. In questo filmato si possono vedere le relazioni del pomeriggio: Massimo De Leonardis (Brexit), Andrea Asciuti (la marcia per la vita), Rodolfo De Mattei (un progetto web contro il Gender), don Angelo Citati (il "Sola Scriptura" luterano alla prova della ragione), Roberto De Mattei (Lutero nel suo tempo e nel nostro), Lorenzo Gasperini (il Risorgimento: la Rivoluzione italiana), Andrea Sandri (la Rivoluzione negli studi giuridici), Cristina Siccardi (la Rivoluzione nell'arte), Carlo Manetti (il caso dei Francescani dell'Immacolata).
lunedì 27 marzo 2017
Incontro della Tradizione Cattolica. Civitella del Tronto 11 marzo 2017. Relazioni della mattina
XXX Incontro della Tradizione Cattolica presso l'Hotel Fortezza di Civitella del Tronto, 10-12 marzo 2017. Sabato 11 giornata di convegno su due temi: 1917-2017 centenario delle apparizioni di Fatima; le tappe della Rivoluzione. In questo filmato si possono vedere le relazioni della mattina: dopo i saluti (Pucci Cipriani, don Mauro Tranquillo, Fabrizio Di Stefano) hanno parlato Guido Vignelli (a un secolo da Fatima nella prospettiva del trionfo del Cuore Immacolato di Maria), Massimo Viglione (il ruolo del 17 nel meccanismo rivoluzionario e il 2017 tra sovversione generale e speranza), Carlo Manetti (l'infiltrazione della Rivoluzione nei partiti della Destra), Marco Solfanelli (comunicazioni editoriali), Patrizia Fermani (la profanazione delle tombe reali a Saint Denis e il suicidio della Civiltà).
venerdì 24 marzo 2017
giovedì 23 marzo 2017
mercoledì 15 marzo 2017
lunedì 13 marzo 2017
Resoconto del XXX Incontro della "Fedelissima" Civitella del Tronto 2017
Venerdì sera, alle ore 19, don Mauro Tranquillo, della Fraternità San Pio X presente a Civitella, insieme all'altro confratello don Angelo Citati, ha celebrato la S. Messa "ad memoriam" di Pietro Golia e di Fabio e Claudio Bernabei, scomparsi in quest'ultimo anno. Sia Pietro Golia che Fabio e Claudio Bernabei, tante volte erano saliti alla Rocca della "Fedelissima" condividendo con noi la buona battaglia.
Alle 21 di venerdì 10, si è svolta la caratteristica e suggestiva "Via Crucis" per le vie di Civitella e, un centinaio di persone, con in mano i flambeau, hanno seguito la Via della Croce, guidata da don Mauro Tranquillo, don Angelo Citati e il sottoscritto, in cui sono state cantati i bei versi del Metastasio, mentre il commento delle stazioni era quello classico e mistico a un tempo di Sant'Alfonso M. de' Liguori. Una cerimonia commuovente e che "prende il cuore" come hanno affermato i tanti giovani che quest'anno, per la prima volta, erano a Civitella del Tronto.
La mattina, dopo le SS. Messe celebrate alle ore 7,30 da don Angelo Citati (secondo le intenzioni di alcun i convegnisti) e da Don Mauro Tranquillo (ad memoriam delle vittime del terremoto) alle ore 8,30 (molte le confessioni e le Comunioni). Alle ore 10 si sono aperti, nel salone dell'Hotel "Fortezza", gremito di persone, i lavori del XXX Convegno della "Fedelissima" Civitella del Tronto dal titolo : "1917 - 2017" Nel centenario delle Apparizioni di Fatima le tappe della Rivoluzione : 1517 (Lutero) - 1717 (Massoneria) - 1917 (Comunismo) - 2017 (Rivoluzione genetica), Convegno organizzato dalla Comunione Tradizionale e da "Controrivoluzione" (www.controrivoluzione.it) e che ha visto confluire nella città abruzzese decine e decine di persone provenienti da ogni parte d'Italia, dal Veneto e dal Trentino, dalla Calabria e dalla Sicilia. Pucci Cipriani, Direttore di "Controrivoluzione", ha salutato i convegnisti ricordando gli amici scomparsi in questo ultimo anno a cominciare dal sessantasettenne Pietro Golia, l'Editore e giornalista napoletano :
"instancabile organizzatore di convegni ed eventi culturali a Napoli dove, nel 1970 aveva formato il circolo "Controcorrente" e, nel 1994, l'omonima Casa Editrice che aveva donato alla Tradizione numerosissimi testi "revisionisti" della Storia delle Due Sicilie e anche opere di grandi autori come i due volumi monumentali "Due Secoli insieme" di Alexander Solgenitzin, oltre alla "Napoli Spagnola" di Francisco Elias de Tejada."
"Poi, Fabio Bernabei, deceduto,a cinquantadue anni, per un "ritorno" di un tumore diagnoticatogli a sedici anni : "Socio fondatore del Centro Culturale Lepanto e di Famiglia Domani ; di Fabio si ricorda il suo grande impegno nella "guerra alla droga" come Direttore della testata online "Osservatorio Droga" e le sue importanti pubblicazioni contro questo flagello: "Kannabis medica ?" (libro presentato a Firenze dalla Comunione Tradizionale, anni orsono, durante un Convegno nell'Auditorium della Regione Toscana a Firenze); "Chiesa e omosessualità" (Fede e Cultura 2009); "Cristianofobia. Quale libertà per l'apostolato cattolico di oggi?" (Solfanelli).
Fabio ricevette alcuni premi giornalistici per i suoi scritti contro la droga tra cui, a Dublino, il prestigioso "Veronica Guerin". Ma la più bella medaglia sul suo petto furono i furenti attacchi dei radicali e, in particolare, quelli della "mammana" radicale Emma Bonino. A pochi mesi di distanza dalla morte di Fabio Bernabei, per un infarto, è deceduto anche il fratello Claudio,di qualche anno maggiore, anche lui combattente della "buona battaglia", collaboratore del Centro Culturale "Lepanto" e di "Famiglia Domani", giornalista e scrittore di vaglia che, tra l'altro, collaborò, insieme al fratello Fabio, a "Controrivoluzione".
Sia Pietro Golia che i fratelli Fabio e Claudio Bernabei furono con noi a Civitella anche come oratori e, mentre li additiamo, come esempio, ai nostri giovani, raccomandiamo l'anima di questi tre cari amici scomparsi al Signore - ha concluso Cipriani - che certamente avrà tenuto conto della loro milizia cattolica in difesa della Dottrina e della Fede"
Quindi don Mauro Tranquillo, si è detto orgoglioso di partecipare a questi convegni della Tradizione e, dopo aver portato il saluto ai convegnisti di don Marco Nelly, Superiore "pro tempore" in Italia, che già in passato aveva partecipato agli Incontri della "Fedelissima", ha ricordato come in tutti questi anni, non sia mancata agli amici l'assistenza spirituale dei sacerdoti della Fraternità tra cui, per vent'anni, quello del caro don Giorgio Maffei che volle finire i propri giorni nella Casa di Rimini della Fraternità San Pio X.
E infatti, come, poi, ricorderà Pucci Cipriani, la S. Messa cattolica in rito romano antico, la Messa di sempre e di tutti, è stata sempre celebrata a Civitella del Tronto.
Quindi è stata letta, dall'avvocato Ascanio Ruschi, la prolusione al Convegno del professor Massimo de Leonardis, una delle figure storiche di Civitella, quest'anno impossibilitata a partecipare, ma che ha voluto essere lo stesso, in spirito, vicino a noi. Ecco la prolusione
Con molto rammarico non posso essere tra voi quest'anno.
La mia assenza è dovuta a ragioni strettamente personali.
Altri, unitosi a noi in anni recenti, hanno invece deciso di non condividere più la nostra linea. Magari dopo aver avuto ampio spazio per le loro attività, nemmeno più segnalano il nostro convegno nei loro siti.
Purtroppo il mondo tradizionalista talvolta soffre di settarismo e di presunzione.
Pullulano i teologi improvvisati che tranciano giudizi sprezzanti per chi magari non li condivide, non avendo la pretesa di assurgere alle loro vette di pensiero. Talvolta ci si scaglia più di frequente con quelli più vicini.
Tipico ad esempio l'atteggiamento di chi ogni volta che un prelato autorevole, come il Cardinale Burke o il Vescovo Schneider, prende posizioni tradizionaliste si affretta a fargli le pulci ricordando presunte sue mancanze del passato.
Talvolta si ha la sensazione che si preferisca essere pochi, puri e duri e ad esempio si vede come fumo negli occhi un riconoscimento formale da parte della Santa Sede della Fraternità San Pio X, del quale non mi nascondo i rischi ma preferisco vedere i vantaggi.
Qualcuno è passato da posizioni sedevacantiste al silenzio
Abbiamo talvolta dato fiducia a chi non la meritava interamente. Scrittori di best seller che ora tacciono di fronte alla crisi della Chiesa e intervengono solo ogni tanto su temi innocui che non suscitano alcuno scandalo, magari spaventati dalle reazioni suscitate da qualche loro timida critica.
Desta pena l'atteggiamento di chi ora dice che il papa non si critica mai, lo si serve soltanto.Il Sommo Pontefice lo si rispetta sempre per il suo alto Ufficio, ma può e deve essere oggetto di "correzione fraterna"-
Ho fatto notazioni polemiche, ma senza fare nomi, proprio per non cadere anch'io nell'errore del settarismo e dell'attacco ad hominem.
Civitella ed il periodico "Controrivoluzione" hanno dato spazio a tutti, anche a chi non ha dimostrato di meritarlo, ma hanno sempre mantenuto una linea con alcuni capisaldi fermi: la difesa della Santa Messa e della liturgia tradizionali, la venerazione per il grande Vescovo Marcel Lefebvre e il sostegno alle opere da lui create, la rivendicazione del modello di società tradizionale basta sul Trono e sull'Altare .
Che la Provvidenza ci conceda di proseguire ad multos annos.
prof. Massimo de Leonardis
Ordinario di Storia delle Relazioni Internazionali e Direttore dell'istituto di Studi Giuridici dell'Università Cattolica di Milano
Quindi il saluto, particolarmente gradito, dell'Onorevole Fabrizio Di Stefano che ha ricordato il suo approccio alla Tradizione e ai Convegni di Civitella che partì dal 1989 quando, allora Presidente del Fuan, all'Università di Camerino, invitò Pucci Cipriani a commemorare le Insorgenze antigiacobine. "Da allora - ha detto l'onorevole Di Stefano - non sono mancato una volta a questi Convegni che hanno alimentato la mia Fede e vi ringrazio di esser venuti anche quest'anno a Civitella nonostante le calamità naturali che hanno colpito questa mia amata terra."
Quindi Fabrizio Di Stefano, che ha partecipato a tutte le manifestazioni dei tre giorni, ha voluto far dono ai convegnisti di un suo bel libro, fatto insieme a Piero Carducci :"Il Mezzogiorno e lo sviluppo negato: dal 1861 al 2011" (Ed. Nous) nel quale : "L'analisi che abbiamo voluto (fare) vuole rendere omaggio ad una memoria storica rimossa e ai così detti "briganti", rappresentati in maniera del tutto travisata e faziosa nell'immaginario collettivo"
Con il canto del "Salve Regina" intonato da don Mauro Tranquillo si sono aperti i lavori e Guido Vignelli, già assistente del professor Augusto Del Noce, ha fatto un mirabile affresco sulle prospettive del trionfo del Cuore Immacolato di Maria, a un secolo dalle Apparizioni Fatimite, argomento ripreso nella bella relazione dell'amico Massimo Viglione, Docente Universitario, e storico delle Insorgenze italiane, che ha parlato su : "Il ruolo del 17 nel meccanismo rivoluzionario e il 2017 tra sovversione generale e speranza", sempre a proposito della Rivoluzione particolarmente toccante la relazione della Professoressa Patrizia Fermani, emerita dell'Università di Padova, che ha parlato di uno dei più barbari crimini della Rivoluzione francese (che in Italia ha la sua trista espressione nel così detto Risorgimento) come la "Profanazione delle Tombe reali a Saint Denis e il suicidio della Civiltà" ricordando quando la canaglia rivoluzionaria profanò quelle tombe dei Re di Francia, sciogliendo quei resti, quelle ossa, nella calce viva; Poi l'editore Marco Solfanelli ha presentato le novità della sua Casa Editrice (era stato allestito un grande banco librario nel gremitissimo salone delle conferenze) e ha presentato l'ultimo numero (il n.126) della rivista quadrimestrale "Controrivoluzione" (www.controrivoluzione.it) che ormai ha pubblicato già i suoi tre numeri annui e il cui abbonamento annuo (tre numeri al prezzo di Euro 15 - un numero Euro 6) può partire da qualsiasi numero.
L'Avvocato Ascanio Ruschi ha quindi letto la relazione dell'amico Massimo de Leonardis sulla "Brexit" e che verrà pubblicata sul n. 127 di "Controrivoluzione".
Nel pomeriggio alle 15,30 sono ripresi i lavori con una interessante comunicazione sul gender di Rodolfo de Mattei - autore anche due importantissimi libri emtrambi pubblicati dalla Casa Editrice Solfanelli: "Gender diktat - Origini e conseguenze di un'ideologia totalitaria" e "Dalla sodomia all'omosessualità" - che ha presentato il sito www.osservatoriogender.it un progetto web contro il gender, mentre Andrea Asciuti, ricordando la sua "via della vera conversione" che lo ha portato ad abbracciare la Tradizione anche grazie ai Convegni della "fedelissima" Civitella del Tronto, ha presentato, partendo dalla su di insegnante, la settima edizione della Marcia per la Vita www.marciaperlavita.it, ribadendo l'importanza di questa grande manifestazione antiabortista, in difesa della famiglia naturale, che si terrà a Roma il pomeriggio del 20 maggio p.v., dopo anni di inerzia e di boicotaggi da parte di pseudo difensori della vita. Asciuti ha ricordato che non servono i così detti "leoni della tastiera" o i critici di professione che non riescono a mettere in fila cinque persone, ma gente che si dia da fare e che si impegni nella difesa della vita.
Poi due stupende relazioni in riguardanti il cinquecento anni di Lutero con la relazione del M.R. Don Angelo Citati della FSSPX che ha fatto un excursus perfetto sulla dottrina eretica dii Lutero con il "Sola Scriptura luterano alla prova della ragione" e quella del prof Roberto de Mattei con "Lutero nel suo tempo e nel nostro"
Il giovane Lorenzo gasperini, una delle più brillanti e promettenti figure del tradizionalismo, redattore di "Controrivoluzione", ha parlato de "Il Risorgimento come la Rivoluzione italiana" e ha dimostrato come, filosoficamente, esista un neppure troppo sottile filo rosso che lega il sovversivo Mazzini a gentile e Gramsci e quindi il legame tra tre filoni di una stessa Rivoluzione: Risorgimentalismo, Fascismo, Comunismo.
Quindi la relazione sulla Rivoluzione negli Studi giuridici tenuta da un bravissimo Andrea Sandri, Docente dell'Università Cattolica di Milano - il prof. Sandri ha fatto il suo eccellente esordio quest'anno tra i relatori del Convegno di Civitella - , del prof. Carlo Manetti che ha parlato dell'infiltrazione rivoluzionaria nei partiti politici, a cominciare dalla così detta destra evoliana e gnostica, della professoressa Cristina Siccardi che - dulcis in fundo - ha trattato della rivoluzione nell'arte con la presentazione del suo nuovo libro che uscirà in libreria il 20 marzo p.v. dal titolo: "L'arte di Dio. Sacri pensieri, profane idee" www.artedidio.it (Cantagalli editore) e che rappresenta un vero e proprio grande evento culturale. Apprezzato, come sempre, l'intervento di Cristina Siccardi, una vera colonna della Tradizione.
Erano già le venti e, nonostante i molti interventi pomeridiani (senza soste) tutti erano ancora, come ammaliati, al proprio posto quando il professor Carlo Manetti, con la sua solita verve e simpatia, ha riassunto la persecuzione incredibile e violenta subita dai frati francescani dell'Immacolata. Comunque, per dare a tutti la possibilità di non perdere queste perle di saggezza, questi stupendi interventi, a fine settimana verranno pubblicati tutti in video, integralmente, grazie al lavoro dell'operatore Marco Marocchini.
La mattina della domenica, dopo la S. Messa in rito romano antico celebrata da don Mauro in memoria dei Martiri della Tradizione, con la partecipazione di tanti fedeli, una lunga processione, con tutte le bandiere degli Stati preunitari, si è diretta, recitando il S. Rosario e cantando laudi mariane, partendo dall'hotel "Fortezza", verso la Rocca della "Fedelissima" dove davanti al pennone il giovane civitellese Daniele D'Emidio ha fatto l'Alzabandiera, mentre i presenti hanno intonato il Christus Vinvit. Quindi Ascanio Ruschi ha commemorato brevemente i difensori dell'ultimo Baluardo del Regno felice di Re Francesco (Dio guardi!) e Pucci Cipriani ha salutato "alla voce" i Martiri, al grido di : "Viva Cristo Re! Viva la Tradizione! Viva re Francesco!"
Poi, nella chiesa di S. Jacopo alla Rocca, davanti alla parete nella quale sono conservate le ossa degli ultimi difensori della Cittadella Borbonica, don Mauro ha benedetto sia "i vivi" che "i morti" e tutti, coralmente, insieme al sacerdote, hanno recitato il De Profundis.
L'appuntamento per l'anno prossimo...sempre la seconda settimana di marzo, con lo stesso entusiasmo e la stessa Fede fedeli al motto: Non mi arrendo, "Etiamsi omnes ego non!"
Gabriele Bagni
Alle 21 di venerdì 10, si è svolta la caratteristica e suggestiva "Via Crucis" per le vie di Civitella e, un centinaio di persone, con in mano i flambeau, hanno seguito la Via della Croce, guidata da don Mauro Tranquillo, don Angelo Citati e il sottoscritto, in cui sono state cantati i bei versi del Metastasio, mentre il commento delle stazioni era quello classico e mistico a un tempo di Sant'Alfonso M. de' Liguori. Una cerimonia commuovente e che "prende il cuore" come hanno affermato i tanti giovani che quest'anno, per la prima volta, erano a Civitella del Tronto.
La mattina, dopo le SS. Messe celebrate alle ore 7,30 da don Angelo Citati (secondo le intenzioni di alcun i convegnisti) e da Don Mauro Tranquillo (ad memoriam delle vittime del terremoto) alle ore 8,30 (molte le confessioni e le Comunioni). Alle ore 10 si sono aperti, nel salone dell'Hotel "Fortezza", gremito di persone, i lavori del XXX Convegno della "Fedelissima" Civitella del Tronto dal titolo : "1917 - 2017" Nel centenario delle Apparizioni di Fatima le tappe della Rivoluzione : 1517 (Lutero) - 1717 (Massoneria) - 1917 (Comunismo) - 2017 (Rivoluzione genetica), Convegno organizzato dalla Comunione Tradizionale e da "Controrivoluzione" (www.controrivoluzione.it) e che ha visto confluire nella città abruzzese decine e decine di persone provenienti da ogni parte d'Italia, dal Veneto e dal Trentino, dalla Calabria e dalla Sicilia. Pucci Cipriani, Direttore di "Controrivoluzione", ha salutato i convegnisti ricordando gli amici scomparsi in questo ultimo anno a cominciare dal sessantasettenne Pietro Golia, l'Editore e giornalista napoletano :
"instancabile organizzatore di convegni ed eventi culturali a Napoli dove, nel 1970 aveva formato il circolo "Controcorrente" e, nel 1994, l'omonima Casa Editrice che aveva donato alla Tradizione numerosissimi testi "revisionisti" della Storia delle Due Sicilie e anche opere di grandi autori come i due volumi monumentali "Due Secoli insieme" di Alexander Solgenitzin, oltre alla "Napoli Spagnola" di Francisco Elias de Tejada."
"Poi, Fabio Bernabei, deceduto,a cinquantadue anni, per un "ritorno" di un tumore diagnoticatogli a sedici anni : "Socio fondatore del Centro Culturale Lepanto e di Famiglia Domani ; di Fabio si ricorda il suo grande impegno nella "guerra alla droga" come Direttore della testata online "Osservatorio Droga" e le sue importanti pubblicazioni contro questo flagello: "Kannabis medica ?" (libro presentato a Firenze dalla Comunione Tradizionale, anni orsono, durante un Convegno nell'Auditorium della Regione Toscana a Firenze); "Chiesa e omosessualità" (Fede e Cultura 2009); "Cristianofobia. Quale libertà per l'apostolato cattolico di oggi?" (Solfanelli).
Fabio ricevette alcuni premi giornalistici per i suoi scritti contro la droga tra cui, a Dublino, il prestigioso "Veronica Guerin". Ma la più bella medaglia sul suo petto furono i furenti attacchi dei radicali e, in particolare, quelli della "mammana" radicale Emma Bonino. A pochi mesi di distanza dalla morte di Fabio Bernabei, per un infarto, è deceduto anche il fratello Claudio,di qualche anno maggiore, anche lui combattente della "buona battaglia", collaboratore del Centro Culturale "Lepanto" e di "Famiglia Domani", giornalista e scrittore di vaglia che, tra l'altro, collaborò, insieme al fratello Fabio, a "Controrivoluzione".
Sia Pietro Golia che i fratelli Fabio e Claudio Bernabei furono con noi a Civitella anche come oratori e, mentre li additiamo, come esempio, ai nostri giovani, raccomandiamo l'anima di questi tre cari amici scomparsi al Signore - ha concluso Cipriani - che certamente avrà tenuto conto della loro milizia cattolica in difesa della Dottrina e della Fede"
Quindi don Mauro Tranquillo, si è detto orgoglioso di partecipare a questi convegni della Tradizione e, dopo aver portato il saluto ai convegnisti di don Marco Nelly, Superiore "pro tempore" in Italia, che già in passato aveva partecipato agli Incontri della "Fedelissima", ha ricordato come in tutti questi anni, non sia mancata agli amici l'assistenza spirituale dei sacerdoti della Fraternità tra cui, per vent'anni, quello del caro don Giorgio Maffei che volle finire i propri giorni nella Casa di Rimini della Fraternità San Pio X.
E infatti, come, poi, ricorderà Pucci Cipriani, la S. Messa cattolica in rito romano antico, la Messa di sempre e di tutti, è stata sempre celebrata a Civitella del Tronto.
Quindi è stata letta, dall'avvocato Ascanio Ruschi, la prolusione al Convegno del professor Massimo de Leonardis, una delle figure storiche di Civitella, quest'anno impossibilitata a partecipare, ma che ha voluto essere lo stesso, in spirito, vicino a noi. Ecco la prolusione
Con molto rammarico non posso essere tra voi quest'anno.
La mia assenza è dovuta a ragioni strettamente personali.
Altri, unitosi a noi in anni recenti, hanno invece deciso di non condividere più la nostra linea. Magari dopo aver avuto ampio spazio per le loro attività, nemmeno più segnalano il nostro convegno nei loro siti.
Purtroppo il mondo tradizionalista talvolta soffre di settarismo e di presunzione.
Pullulano i teologi improvvisati che tranciano giudizi sprezzanti per chi magari non li condivide, non avendo la pretesa di assurgere alle loro vette di pensiero. Talvolta ci si scaglia più di frequente con quelli più vicini.
Tipico ad esempio l'atteggiamento di chi ogni volta che un prelato autorevole, come il Cardinale Burke o il Vescovo Schneider, prende posizioni tradizionaliste si affretta a fargli le pulci ricordando presunte sue mancanze del passato.
Talvolta si ha la sensazione che si preferisca essere pochi, puri e duri e ad esempio si vede come fumo negli occhi un riconoscimento formale da parte della Santa Sede della Fraternità San Pio X, del quale non mi nascondo i rischi ma preferisco vedere i vantaggi.
Qualcuno è passato da posizioni sedevacantiste al silenzio
Abbiamo talvolta dato fiducia a chi non la meritava interamente. Scrittori di best seller che ora tacciono di fronte alla crisi della Chiesa e intervengono solo ogni tanto su temi innocui che non suscitano alcuno scandalo, magari spaventati dalle reazioni suscitate da qualche loro timida critica.
Desta pena l'atteggiamento di chi ora dice che il papa non si critica mai, lo si serve soltanto.Il Sommo Pontefice lo si rispetta sempre per il suo alto Ufficio, ma può e deve essere oggetto di "correzione fraterna"-
Ho fatto notazioni polemiche, ma senza fare nomi, proprio per non cadere anch'io nell'errore del settarismo e dell'attacco ad hominem.
Civitella ed il periodico "Controrivoluzione" hanno dato spazio a tutti, anche a chi non ha dimostrato di meritarlo, ma hanno sempre mantenuto una linea con alcuni capisaldi fermi: la difesa della Santa Messa e della liturgia tradizionali, la venerazione per il grande Vescovo Marcel Lefebvre e il sostegno alle opere da lui create, la rivendicazione del modello di società tradizionale basta sul Trono e sull'Altare .
Che la Provvidenza ci conceda di proseguire ad multos annos.
prof. Massimo de Leonardis
Ordinario di Storia delle Relazioni Internazionali e Direttore dell'istituto di Studi Giuridici dell'Università Cattolica di Milano
Quindi il saluto, particolarmente gradito, dell'Onorevole Fabrizio Di Stefano che ha ricordato il suo approccio alla Tradizione e ai Convegni di Civitella che partì dal 1989 quando, allora Presidente del Fuan, all'Università di Camerino, invitò Pucci Cipriani a commemorare le Insorgenze antigiacobine. "Da allora - ha detto l'onorevole Di Stefano - non sono mancato una volta a questi Convegni che hanno alimentato la mia Fede e vi ringrazio di esser venuti anche quest'anno a Civitella nonostante le calamità naturali che hanno colpito questa mia amata terra."
Quindi Fabrizio Di Stefano, che ha partecipato a tutte le manifestazioni dei tre giorni, ha voluto far dono ai convegnisti di un suo bel libro, fatto insieme a Piero Carducci :"Il Mezzogiorno e lo sviluppo negato: dal 1861 al 2011" (Ed. Nous) nel quale : "L'analisi che abbiamo voluto (fare) vuole rendere omaggio ad una memoria storica rimossa e ai così detti "briganti", rappresentati in maniera del tutto travisata e faziosa nell'immaginario collettivo"
Con il canto del "Salve Regina" intonato da don Mauro Tranquillo si sono aperti i lavori e Guido Vignelli, già assistente del professor Augusto Del Noce, ha fatto un mirabile affresco sulle prospettive del trionfo del Cuore Immacolato di Maria, a un secolo dalle Apparizioni Fatimite, argomento ripreso nella bella relazione dell'amico Massimo Viglione, Docente Universitario, e storico delle Insorgenze italiane, che ha parlato su : "Il ruolo del 17 nel meccanismo rivoluzionario e il 2017 tra sovversione generale e speranza", sempre a proposito della Rivoluzione particolarmente toccante la relazione della Professoressa Patrizia Fermani, emerita dell'Università di Padova, che ha parlato di uno dei più barbari crimini della Rivoluzione francese (che in Italia ha la sua trista espressione nel così detto Risorgimento) come la "Profanazione delle Tombe reali a Saint Denis e il suicidio della Civiltà" ricordando quando la canaglia rivoluzionaria profanò quelle tombe dei Re di Francia, sciogliendo quei resti, quelle ossa, nella calce viva; Poi l'editore Marco Solfanelli ha presentato le novità della sua Casa Editrice (era stato allestito un grande banco librario nel gremitissimo salone delle conferenze) e ha presentato l'ultimo numero (il n.126) della rivista quadrimestrale "Controrivoluzione" (www.controrivoluzione.it) che ormai ha pubblicato già i suoi tre numeri annui e il cui abbonamento annuo (tre numeri al prezzo di Euro 15 - un numero Euro 6) può partire da qualsiasi numero.
L'Avvocato Ascanio Ruschi ha quindi letto la relazione dell'amico Massimo de Leonardis sulla "Brexit" e che verrà pubblicata sul n. 127 di "Controrivoluzione".
Nel pomeriggio alle 15,30 sono ripresi i lavori con una interessante comunicazione sul gender di Rodolfo de Mattei - autore anche due importantissimi libri emtrambi pubblicati dalla Casa Editrice Solfanelli: "Gender diktat - Origini e conseguenze di un'ideologia totalitaria" e "Dalla sodomia all'omosessualità" - che ha presentato il sito www.osservatoriogender.it un progetto web contro il gender, mentre Andrea Asciuti, ricordando la sua "via della vera conversione" che lo ha portato ad abbracciare la Tradizione anche grazie ai Convegni della "fedelissima" Civitella del Tronto, ha presentato, partendo dalla su di insegnante, la settima edizione della Marcia per la Vita www.marciaperlavita.it, ribadendo l'importanza di questa grande manifestazione antiabortista, in difesa della famiglia naturale, che si terrà a Roma il pomeriggio del 20 maggio p.v., dopo anni di inerzia e di boicotaggi da parte di pseudo difensori della vita. Asciuti ha ricordato che non servono i così detti "leoni della tastiera" o i critici di professione che non riescono a mettere in fila cinque persone, ma gente che si dia da fare e che si impegni nella difesa della vita.
Poi due stupende relazioni in riguardanti il cinquecento anni di Lutero con la relazione del M.R. Don Angelo Citati della FSSPX che ha fatto un excursus perfetto sulla dottrina eretica dii Lutero con il "Sola Scriptura luterano alla prova della ragione" e quella del prof Roberto de Mattei con "Lutero nel suo tempo e nel nostro"
Il giovane Lorenzo gasperini, una delle più brillanti e promettenti figure del tradizionalismo, redattore di "Controrivoluzione", ha parlato de "Il Risorgimento come la Rivoluzione italiana" e ha dimostrato come, filosoficamente, esista un neppure troppo sottile filo rosso che lega il sovversivo Mazzini a gentile e Gramsci e quindi il legame tra tre filoni di una stessa Rivoluzione: Risorgimentalismo, Fascismo, Comunismo.
Quindi la relazione sulla Rivoluzione negli Studi giuridici tenuta da un bravissimo Andrea Sandri, Docente dell'Università Cattolica di Milano - il prof. Sandri ha fatto il suo eccellente esordio quest'anno tra i relatori del Convegno di Civitella - , del prof. Carlo Manetti che ha parlato dell'infiltrazione rivoluzionaria nei partiti politici, a cominciare dalla così detta destra evoliana e gnostica, della professoressa Cristina Siccardi che - dulcis in fundo - ha trattato della rivoluzione nell'arte con la presentazione del suo nuovo libro che uscirà in libreria il 20 marzo p.v. dal titolo: "L'arte di Dio. Sacri pensieri, profane idee" www.artedidio.it (Cantagalli editore) e che rappresenta un vero e proprio grande evento culturale. Apprezzato, come sempre, l'intervento di Cristina Siccardi, una vera colonna della Tradizione.
Erano già le venti e, nonostante i molti interventi pomeridiani (senza soste) tutti erano ancora, come ammaliati, al proprio posto quando il professor Carlo Manetti, con la sua solita verve e simpatia, ha riassunto la persecuzione incredibile e violenta subita dai frati francescani dell'Immacolata. Comunque, per dare a tutti la possibilità di non perdere queste perle di saggezza, questi stupendi interventi, a fine settimana verranno pubblicati tutti in video, integralmente, grazie al lavoro dell'operatore Marco Marocchini.
La mattina della domenica, dopo la S. Messa in rito romano antico celebrata da don Mauro in memoria dei Martiri della Tradizione, con la partecipazione di tanti fedeli, una lunga processione, con tutte le bandiere degli Stati preunitari, si è diretta, recitando il S. Rosario e cantando laudi mariane, partendo dall'hotel "Fortezza", verso la Rocca della "Fedelissima" dove davanti al pennone il giovane civitellese Daniele D'Emidio ha fatto l'Alzabandiera, mentre i presenti hanno intonato il Christus Vinvit. Quindi Ascanio Ruschi ha commemorato brevemente i difensori dell'ultimo Baluardo del Regno felice di Re Francesco (Dio guardi!) e Pucci Cipriani ha salutato "alla voce" i Martiri, al grido di : "Viva Cristo Re! Viva la Tradizione! Viva re Francesco!"
Poi, nella chiesa di S. Jacopo alla Rocca, davanti alla parete nella quale sono conservate le ossa degli ultimi difensori della Cittadella Borbonica, don Mauro ha benedetto sia "i vivi" che "i morti" e tutti, coralmente, insieme al sacerdote, hanno recitato il De Profundis.
L'appuntamento per l'anno prossimo...sempre la seconda settimana di marzo, con lo stesso entusiasmo e la stessa Fede fedeli al motto: Non mi arrendo, "Etiamsi omnes ego non!"
Gabriele Bagni
lunedì 6 marzo 2017
venerdì 3 marzo 2017
Presentazione: "L'Arte di Dio. Sacri pensieri, profane idee" di Cristina Siccardi (Cantagalli Editore)
A Civitella del Tronto Cristina Siccardi interverrà su "La Rivoluzione nell'arte", anticipazione della prossima uscita del libro "L'Arte di Dio. Sacri pensieri, profane idee" (Cantagalli Editore) - www.artedidio.it
Programma del XXX Incontro della "Fedelissima" Civitella del Tronto 2017 * 10 - 11 - 12 marzo *
1917 - 2017 Centenario delle apparizioni di Fatima:
Le tappe della rivoluzione.
1517 Lutero - 1817 Massoneria - 1917 Comunismo - 2017 Rivoluzione genetica
Conferenze di SABATO 11 MARZO 2017
all'Hotel Fortezza
di Civitella del Tronto (TE)
PROLUSIONE AL CONVEGNO A CURA
DEL PROFESSOR MASSIMO de LEONARDIS
Conferenze
• Guido Vignelli, "A un secolo da Fatima nella prospettiva del trionfo del Cuore Immacolato di Maria”
• Massimo de Leonardis, "Rivoluzione e Controrivoluzione in Europa" alla luce dei Messaggi di Fatima”
• Massimo Viglione, "Il ruolo del 17 nel meccanismo rivoluzionario e il 2017 tra sovversione generale e speranza”
• Patrizia Fermani, "La profanazione delle Tombe reali a Saint Denis e il suicidio della Civiltà”
• Roberto de Mattei, "Lutero nel suo tempo e nel nostro”
• Don Angelo Citati, "Il 'Sola Scriptura' luterano alla prova della ragione”
• Carlo Manetti, "L'infiltrazione della Rivoluzione nei partiti della Destra”
• Lorenzo Gasperini, Il Risorgimento : la Rivoluzione italiana”
• Cristina Siccardi, "La Rivoluzione nell’Arte”
• Andrea Sandri, "La Rivoluzione negli Studi Giuridici”
• Elisabetta Frezza, "L'abbraccio mortale Tra il gender e l'Amoris Laetitia”
• Roberto Dal Bosco, "2017: l'orrore della Rivoluzione genetica”
Interventi
• Carlo Manetti, "I Francescani dell'Immacolata : Storia di una persecuzione”
• Marco Solfanelli, "Presentazione della rivista 'Controrivoluzione' e delle novità editoriali della Casa Editrice Solfanelli”
• Virginia Coda Nunziante, Gabriele Bagni e Andrea Asciuti, Presentazione della settima edizione della “marcia per la Vita” che si terrà a Roma il 20 maggio 2017
• Don Stefani Carusi, "Lo spirito del Principe di Canosa nella Rivoluzione risorgimentale”
• Rodolfo de Mattei, "Presentazione di www.osservatoriogender.it: un progetto web contro il gender”
mercoledì 1 marzo 2017
CONVEGNO DELLA TRADIZIONE CATTOLICA DELLA "FEDELISSIMA" CIVITELLA DEL TRONTO
Per Iddio, la Patria e il Re (etiamsi omnes ego non!)
Cari amici vi ricordo il Convegno della Tradizione Cattolica che si terrà presso la "fedelissima" Civitella del Tronto (TE) venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 marzo 2017. Leggete attentamente il programma. Vi informo con questo messaggio che gli alberghi di Civitella sono esauriti e che comunque potete prenotarvi per la notte del 10 (venerdi) e dell'11 (sabato) presso i seguenti alberghi specificando che la prenotazione è per il Convegno della Tradizione:
Hotel "Miami" a Villa Lempa
tel. 0861 919183
Camera singola euro 45 con colazione - Camera doppia Euro 65 con colazione
Hotel "Concord" a S. Egidio alla Vibrata
tel. 0861 840470
Camera singola euro 40 con colazionbe - Camera doppia Euro 65 con colazione
I due alberghi si trovano nei paraggi di Civitella del Tronto a sette minuti di auto.
Il Convegno si svolgerà presso l'Hotel "Fortezza" di Civitella del Tronto dove consumeremo anche i pasti.
Vi aspetto tutti a Civitella la prossima settimana.
LJC
PUCCI CIPRIANI
Cari amici vi ricordo il Convegno della Tradizione Cattolica che si terrà presso la "fedelissima" Civitella del Tronto (TE) venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 marzo 2017. Leggete attentamente il programma. Vi informo con questo messaggio che gli alberghi di Civitella sono esauriti e che comunque potete prenotarvi per la notte del 10 (venerdi) e dell'11 (sabato) presso i seguenti alberghi specificando che la prenotazione è per il Convegno della Tradizione:
Hotel "Miami" a Villa Lempa
tel. 0861 919183
Camera singola euro 45 con colazione - Camera doppia Euro 65 con colazione
Hotel "Concord" a S. Egidio alla Vibrata
tel. 0861 840470
Camera singola euro 40 con colazionbe - Camera doppia Euro 65 con colazione
I due alberghi si trovano nei paraggi di Civitella del Tronto a sette minuti di auto.
Il Convegno si svolgerà presso l'Hotel "Fortezza" di Civitella del Tronto dove consumeremo anche i pasti.
Vi aspetto tutti a Civitella la prossima settimana.
LJC
PUCCI CIPRIANI
venerdì 24 febbraio 2017
PELOSINI E IL MAESTRO DOMENICO (di Ascanio Ruschi)
Il nome di Narciso Feliciano Pelosini è oggi
sconosciuto ai più. Eppure egli fu, nella seconda metà dell’ottocento, una
figura di un certo rilievo, a livello toscano e anche nazionale, sia come
politico, che come avvocato, ma anche come uomo di cultura e letterato. Oggi
grazie alla preziosissima opera dell’editore Marco Solfanelli si deve la
riscoperta della sua opera maggiore, e più conosciuta, il “Maestro Domenico”
appunto.
Ma chi era il Pelosini? Narciso Feliciano –
questi i nomi di battesimo – nasce a Fornacette di Calcinaia, provincia di Pisa,
nel 1833, da una famiglia benestante, ma certamente non ricca e non nobile.
Instradato alla vita ecclesiastica nel seminario di Montepulciano, scopre ben
presto di non avere la vocazione sacerdotale (un fratello invece si farà
prete), e si iscrive all’Università di Pisa per studiare diritto. Si laurea
all’Università di Siena nel 1854, non prima di aver dato alle stampe una prima
raccolta di poesie, dal titolo “Poesie italiane”. Già dal titolo dell’opera, si
evince il clima culturale e sociale in cui è immerso il Pelosini. Di cui egli
stesso risente. Pisa è al centro dei fermenti unitari, e certamente il Pelosini
non è estraneo a questo fermento politico. Infatti in questo periodo entra in
contatto con i circoli culturali di tendenza liberale, grazie ai quali conosce
e stringe amicizia, tra gli altri, anche con il Carducci, il quale lo ricorda
nelle sue memorie come un “giovane d'
idee avanzate, non fervente cattolico come dipoi”.
Dopo una breve parentesi di docenza alla scuola
di Scienze Aziendali di Firenze “Cesare Alfieri”, ove insegna diritto penale,
si dedica definitivamente alla professione forense. Grazie alla sua ars oratoria, alla battuta pronta e
sagace, diviene in breve un avvocato piuttosto conosciuto anche oltre i confini
toscani, e partecipa ad importanti processi, arrivando anche a difendere
Giacomo Puccini. Peraltro l’episodio è spassosissimo: il Puccini, era un
appassionato cacciatore, e si recava spesso in riva al lago di Massaciuccoli a
sparare nella riserva del Marchese Ginori Lisci, col permesso del proprietario
ovviamente. Se non che, con l’aiuto di un boscaiolo del posto, iniziò ad andare
di frodo, fino a che una sera non fu fermato da due carabinieri. Instaurato il
giudizio per il reato di caccia di frodo e porto d’armi abusivo avanti al
Pretore di Bagni San Giuliano, il Pelosini ne assunse la difesa, e con
un’accorata arringa difensiva, nella quale sostenne che non essendo stato
trovato il corpo del reato, e cioè l’anatra contro cui il colpo di fucile del
Puccini era diretto, mancava la prova del fatto, e che il suo assistito si era
recato in riva al lago solo per provare delle nuove cartucce per il fucile. Fu
così che il Puccini fu assolto. In cambio, oltre ad un lauto pranzo offerto, il
Pelosini ricevette in regalo uno spartito con dedica autografa dell’illustre
musicista.
Ma torniamo alla vita del Pelosini. Intorno agli
anni sessanta egli si riavvicina al cattolicesimo e assume posizioni sempre più
critiche nei confronti del liberalismo e dell’unificazione. Evidentemente gli
avvenimenti cui egli assiste, lo influenzano fortemente, tanto da fargli
rivedere le sue posizioni di liberale moderato. Questo periodo di forte
conversione e di critica al liberalismo, culmina nel 1871 con la pubblicazione
– a proprie spese - della “fiaba” Maestro Domenico, che stasera abbiamo il
piacere di presentare. L’opera, apertamente antirisorgimentalista, da’ il via a
nuovi contrasti con il Carducci e con i circoli liberali toscani. Contrasti
che, anche a causa del carattere piuttosto burbero e oltremodo schietto del
Pelosini, negli anni successivi si acuiranno sino ad una rottura netta.
Tra il 1882 e il 1890 è per due volte Deputato
nel gruppo della Destra, e poi diviene Senatore del Regno; in tale ambito la
sua attività politica è principalmente orientata nella riforma del diritto
penale. Muore a Pistoia nel 1896, ove si è ritirato nell’ultimo periodo,
profondamente sfiduciato per l’evoluzione, o meglio l’involuzione, della
società italiana post unificazione.
Tratteggiata così brevemente la vita del
Pelosini, se ne ricava una figura piena di sfaccettature, variegata, complessa
nei modi ma schietta e sincera nei pensieri. Certamente egli non fu un
pensatore della Restaurazione, uno strenuo difensore legittimista, un esponente
di quel connubio tra Trono e Altare che ispirò tanti intellettuali
ottocenteschi. Ma questa particolarità non lo rende meno interessante, anzi. E
proprio questo suo percorso, intellettuale e religioso, dal liberalismo a
posizioni più tradizionalmente orientate, ne fa una figura di rilievo, e degna
di attenzione.
Il percorso di conversione, e la
radicalizzazione della critica risorgimentalista, ci fanno capire come il
Pelosini si trovò a confrontarsi con la realtà, che evidentemente non era
quella tanto vagheggiata e auspicata da chi si era fatto promotore
dell’unificazione. Egli si mosse lungo binari di assoluto realismo, scevri di
connotati ideologici, anche se ovviamente pieni di idealità e di sentimenti. Il
riavvicinamento al cattolicesimo più profondo, gli permise di aprirsi ad una
visione della societas
tradizionalmente orientata, fondata sui sani principi cristiani del buon vivere
e dell’unicuique suum.
Egli da liberale moderato, non ostile per
partito preso al processo di unificazione, si spostò su posizione politiche di
difesa delle piccole patrie, fondate sulla comunione delle credenze e degli
affetti. Non una idealizzazione del bel tempo che fu (inteso come luogo
astratto, come aveva fatto l’illuminismo con la teoria del buon selvaggio),
bensì la concreta e triste constatazione che l’invenzione dell’Italia
risorgimentale aveva distrutto quel collante fondamentale costituito
dall’appartenenza alla stessa terra (la Toscana lorenese e granducale) e alla
stessa fede, così come trasmessa dalla Chiesa Cattolica. Quel che descrive il
Pelosino, e soprattutto quel che egli contesta, è frutto dell’esperienza
diretta, di chi addirittura, in quegli anni tormentati, fu protagonista della
vita culturale toscana e poi di quella politica nazionale. Un osservatore
dunque assolutamente in medias res,
testimone oculare di quella rivoluzione politica e sociale della seconda metà
dell’ottocento.
Egli contesta alacremente la “Nuova Italia”
fatta di repubblicani anticlericali, di massoni e di politicanti di mestiere
che aveva portato alla caduta di Roma e alla fine dello Stato della Chiesa. La
descrizione del tempo che fu che il Pelosini fa in una lettera dedicatoria al
Guerrazzi – anch’egli uno dei grandi delusi del post risorgimento -, è
mirabile: “Erano buona gente que’ nostri
vecchietti della campagna toscana. Avevano de’ pregiudizi, e di molti;
crescevano ed invecchiavano un po’ alla carlona: ma il cuore era buono, il
costume severo, la vita semplice, tranquilla ed agiata (…). Lavoravano per sé e
per i figliuoli: davano ordine alle cose della famiglia e del Comune; temevano
più Dio del Codice penale; e, ignari anco del nome non che dell’ufficio e degli
arnesi del boia, lasciavano inoperosi gli sbirri ed i carcerieri”. Ecco
dunque i principi immortali ai quali si richiama il Pelosini, e che sono poi
quelli sostanzialmente espressi dal Maestro Domenico.
Come nota opportunamente Gianandrea de
Antonellis, che ha curato l’introduzione del libro, “il racconto Mastro Domenico costituisce dunque un interessante
contributo letterario alla causa tradizionalista con un sostanziale rifiuto
dell’Unità italiana, almeno nei termini e nelle modalità con cui essa è stata
realizzata: con pochi tratti Pelosini mette bene in evidenza il contrasto tra
la semplicità dell’antico costume ed il materialismo dell’era unitaria,
riuscendo a far intendere ai propri lettori il senso della caduta da un
magnifico passato fatto di pratiche religiose, sano lavoro e culto della
famiglia ad un presente che consiste in un caos organizzato, frutto di una
rivoluzione in cui si intersecano furbizie e accaparramenti tra lusso e
utilitarismo. Così il racconto diventa messaggio e denuncia: vengono passati in
rassegna l’oppressione del potere, la stoltezza della burocrazia, la superficialità
della stampa, l’inettitudine della politica, la volgarità dei costumi, la
diffamazione della religione”.
Il racconto, non privo di elementi
autobiografici (si pensi al padre del Pelosini, che come il protagonista della
fiaba, svolge al contempo l’attività di artigiano e quella di insegnante)
sembra rispecchiare il travaglio interiore dei cattolici italiani che,
assopitisi nel periodo della Restaurazione, non si erano resi conto che nel
frattempo il potere temporale della Chiesa era andato distrutto. E’ ben
rappresentato lo sbalordimento e la pena di chi assistette, impotente, a così
rapide mutazioni di eventi, che solo pochi anni prima parevano impossibili.
Travagli e sbalordimenti che, probabilmente, furono dello stesso Pelosini.
Leggendo il racconto, mi è venuto in mente un
parallelo con i nostri tempi moderni. Ed in particolare mi riferisco la periodo
del ’68, la quarta rivoluzione (come dice il Del Noce), quella dei costumi, e
come tale, ancorché rivoluzione, non violenta ma non meno devastante.
Rivoluzione che tanto modificò i costumi e le
idee dell’occidente. Una società che cambiò repentinamente, in mentalità e
atteggiamenti, in opinioni e usanze, che solamente pochi anni prima erano
considerati tabù. Nessuno aveva avuto la premonizione di tale rivoluzione: gli
echi di tali cambiamenti, in Italia, erano lontani, venivano da oltreoceano, ma
non sembravano tali da far breccia nella compassata società del dopoguerra.
Forse, un attento osservatore, dagli esiti del Concilio Vaticano II, conclusosi
nel 1965, avrebbe potuto presagire la tempesta rivoluzionaria che presto si
sarebbe abbattuta sulla società italiana. Una Chiesa che, per una volta
antesignana delle svolte epocali, volle rompere con il passato, ed in nome di
una nuova fiducia nell’Uomo, ritenne che quanto sino ad allora detto e
predicato non doveva essere più detto e predicato. Si proclamò la nuova fiducia
nell’Uomo, un uomo che si fa Dio.
Ma cosa avrebbe detto e pensato, un novello
Maestro Domenico, addormentatosi alle soglie del ’68 e risvegliatosi qualche
anno dopo? A mio avviso avrebbe sicuramente fatto ancor più fatica a
riconoscere il proprio mondo. Quantomeno, nel secolo diciannovesimo, possiamo
essere sicuri che la Chiesa, anche se attaccata da più fronti, era ancora un
baluardo e un faro, cui ricorrere nei momenti di difficoltà. Oggi purtroppo,
assistiamo ad una confusione generalizzata, e la Chiesa, pur sempre Sposa
fedele di Cristo, pare scossa da scandali e da istanze interne
che ricordano i tempi bui delle eresie. Viene quasi voglia di fare come il
Maestro Domenico, e appisolarsi dolcemente all’ombra di un albero, e sperare di
svegliarsi in un altro mondo.
Ma fino a che il Signore non ci chiamerà nel Suo
Regno, il nostro compito rimane quello di combattere la nuova battaglia, rimanere
fedeli e coerenti, e vivere, come faceva il Maestro Domenico, “da buon cristiano e da galantuomo di stampo
antico”.
Ascanio Ruschi
"Alla riscoperta del Granducato di Toscana" (Firenze, 22 febbraio 2017)
Si è tenuto a Firenze, organizzato dal Presidente del Gruppo "Identità Toscana" Andrea Asciuti, dal Circolo Culturale "La Martinella" e da "Il Popolo della Vita", un importante Convegno dal titolo: "Alla riscoperta del Granducato di Toscana", con la presentazione del libro di Narciso Feliciano Pelosini : "Maestro Domenico" (Ed. Solfanelli).
Davanti a un numeroso e scelto pubblico hanno parlato, presentati da Andrea Asciuti che ha anche introdotto la serata, Alessandro Scipioni, Ascanio Ruschi e Pucci Cipriani.Alessandro Scipioni ha fatto un breve excursus storico sulle ragioni dell'Antirisorgimento: "Un'Italia fatta non in nome di ciò che univa, ovvero l'amore per le tradizioni e la religione cattolica, ma come atto di conquista, in alcuni casi feroce e antistorica".
Ascanio Ruschi, noto esponente della Tradizione toscana, ha parlato di Pelosini e della sua opera "Maestro Domenico" (riportiamo a parte suo interventocompleto).
Infine, il direttore di "Controrivoluzione" Pucci Cipriani, ha fatto un articolato interevento sul Granducato di Toscana, mettendone in evidenza le luci (il Buon Governo della "Toscanina" dei Lorena) e le ombre (la politica illuministica del Granduca Pietro Leopoldo associatosi al vescovo giansenista Scipione de' Ricci).
Infine Pucci Cipriani ha presentato il XXX Convegno della "Fedelissima" Civitella del Tronto che si terrà venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 marzo 2017 con il seguente titolo: "1917 - 2017 Centenario delle Apparizioni di Fatima, le tappe della Rivoluzione: 1517 (Lutero) - 1717 (Massoneria) - 1917 (Comunismo) - 2017 (Rivoluzione genetica)” .
Il programma completo è su www.controrivoluzione.it.
giovedì 23 febbraio 2017
Programma del XXX Incontro della "Fedelissima" Civitella del Tronto 2017 (10 - 11 - 12 marzo)
1917 - 2017 Centenario delle apparizioni di Fatima:
Le tappe della rivoluzione.
1517 Lutero - 1817 Massoneria - 1917 Comunismo - 2017 Rivoluzione genetica
Conferenze di SABATO 11 MARZO 2017
all'Hotel Fortezza
di Civitella del tronto (TE)
PROLUSIONE AL CONVEGNO A CURA
DEL PROFESSOR MASSIMO de LEONARDIS
Conferenze
• Guido Vignelli, "A un secolo da Fatima nella prospettiva del trionfo del Cuore Immacolato di Maria”
• Massimo de Leonardis, "Rivoluzione e Controrivoluzione in Europa" alla luce dei Messaggi di Fatima”
• Massimo Viglione, "Il ruolo del 17 nel meccanismo rivoluzionario e il 2017 tra sovversione generale e speranza”
• Patrizia Fermani, "La profanazione delle Tombe reali a Saint Denis e il suicidio della Civiltà”
• Roberto de Mattei, "Lutero nel suo tempo e nel nostro”
• Don Angelo Citati, "Il 'Sola Scriptura' luterano alla prova della ragione”
• Carlo Manetti, "L'infiltrazione della Rivoluzione nei partiti della Destra”
• Lorenzo Gasperini, Il Risorgimento : la Rivoluzione italiana”
• Cristina Siccardi, "La Rivoluzione nell’Arte”
• Andrea Sandri, "La Rivoluzione negli Studi Giuridici”
• Elisabetta Frezza, "L'abbraccio mortale Tra il gender e l'Amoris Laetitia”
• Roberto Dal Bosco, "2017: l'orrore della Rivoluzione genetica”
Interventi
• Carlo Manetti, "I Francescani dell'Immacolata : Storia di una persecuzione”
• Marco Solfanelli, "Presentazione della rivista 'Controrivoluzione' e delle novità editoriali della Casa Editrice Solfanelli”
• Virginia Coda Nunziante, Gabriele Bagni e Andrea Asciuti, Presentazione della settima edizione della “marcia per la Vita” che si terrà a Roma il 20 maggio 2017
• Don Stefani Carusi, "Lo spirito del Principe di Canosa nella Rivoluzione risorgimentale”
• Rodolfo de Mattei, "Presentazione di www.osservatoriogender.it: un progetto web contro il gender”
martedì 21 febbraio 2017
lunedì 13 febbraio 2017
IL MIO "BATTESIMO DI FUOCO" A CIVITELLA DEL TRONTO (di Gabriele Bagni)
Sono trascorsi ormai due anni da quando, per la prima volta, mi recai a Civitella del Tronto, quel paesino immerso nella Terra d'Abruzzo, che, con la sua Roccaforte, si erge ai piedi del gran Sasso. Era il 2014 e ancora frequentavo la Scuola Superiore, in attesa di dare la maturità. Non conoscevo quel paese ma respiravo quell'alone di misticismo che l'evocazione del nome destava nel nostro ambiente tradizionalista; tutti coloro che vi erano stati, partecipando ai convegni della Tradizione, ne conservavano un ricordo bellissimo e contavano i giorni in attesa di ritornarvi.
I primi che me ne parlarono - ero ancora un ragazzino - furono Renato Paolini e Paolo Ficcadenti, ma fu solo un altro caro e grande amico, Pucci Cipriani, noto storico e giornalista della Tradizione e promotore di questi importantissimi eventi, che riuscì a convincermi a partecipare.
Era venerdì sette marzo quando partimmo - l'appuntamento era a Borgo San Lorenzo, davanti al Bar del Vaticano (ora chiamato "Italia") dove l'amico Pucci offrì a tutti noi di Firenze e provincia una bella colazione con i famosi bomboloni alla panna di Paolo - e il Convegno: "Cattolici senza compromessi: contro il normalismo politico ed economico", sarebbe durato fino a domenica nove; tema impegnativo e difficile per uno studente come me ma io non mi lasciai impressionare.
Già durante il viaggio per Civitella mi trovai a mio completo agio, insieme a una bella e "cameratesca" compagnia : canti, preghiere, ma anche scherzi e lazzi, grandi risate...la gioia della Tradizione, vita e giovinezza della Chiesa, ci tenne compagnia.
E poi, all'arrivo, quella sorta di "battesimo del fuoco" con un bicchierotto di "Centerbe", di settanta gradi, che mi scombussolo' le budella...ma solo per poco! Prima della cena, alle 19, fu celebrata la S.Messa dal giovane sacerdote della Fraternità San Pio X don Mauro Tranquillo - appresi che, per la prima volta, il Cappellano dei Convegni civitellesi don Giorgio Maffei, dopo venti anni, aveva dovuto rinunziare (morirà l'anno dopo ultranovantenne) a salire alla Rocca ma ci fu vicino con il cuore e la preghiera - celebrò la Santa Messa tridentina : fu una cerimonia molto sobria, un tavolo allestito, come altare, con due candele e un Crocifisso, in una sala senza niente che potesse sembrare una chiesa o una cappella, ma fu lo stesso un momento nel quale terra e cielo si incontrarono... dalla modestia di quella sala, mentre il sacerdote scandiva le parole: "Hoc est enim Corpus meum" si passò subito alle schiere dei serafini e degli angeli e, noi tutti, fummo testimoni silenti di questo miracolo. Dopo cena la "Via Crucis" per le vie del borgo. E fu davvero una perla preziosa di quel convegno. Nel centro del paese semideserto (ormai poche sono le famiglie che abitano a Civitella) si scioglieva questa processione, non si vedeva niente a causa del buio della notte, solo tante fiaccole accese che sembrava scaldassero quell'aria gelida e quel silenzio freddo. Solo in alcuni punti, grazie alla luce dei rari lampioni, si poteva scorgere il Crocifisso e, accanto, il sacerdote che, con voce forte, rompeva quel silenzio con le note del Miserere nostri Domine. Tutti pregavano, contenti di ripercorrere, attraverso quei suggestivi vicoli, la via del Calvario di NSGC che volle percorrere, caricato di una pesante croce, per immolarsi per la nostra salvezza. Poche volte avevo assistito a momenti tanto belli e così colmi di devozione . Finita la processione il sacerdote, dalla scalinata della chiesa, impartì la benedizione con la Croce.
Tornammo all'albergo e mi addormentai con il pensiero: quali altre stupende sorprese vi saranno nei prossimi due giorni?
La mattina, dopo la colazione e la S. Messa celebrata nel solito salone ecco Pucci Cipriani che, insieme ad Ascanio Ruschi e al senatore Fabrizio Di Stefano, presenta il Convegno. In particolare Pucci Cipriani ricordò come, in questo Convegno della Tradizione vi siano, insieme ai vivi anche i morti che, infatti rivivono nelle nostre preghiere e nel "Memento" delle Sante Messe celebrate proprio "ad memoriam" di coloro che passarono, in vita, da Civitella con lo stesso spirito che, ora, è in noi. Poi sfilarono, al tavolo dei relatori, illustri storici, docenti universitari, giornalisti di grido, insomma una intera giornata ad ascoltare, quasi estasiato, quelle lezioni di gente sì illustre: il professor Massimo de Leonardis, il quel fece uno stupendo quadro dell'Impero asburgico e della "Felix Austria", il professor Roberto de Mattei, il mitico Presidente della Fondazione Lepanto, che ci mise in guardia dagli errori teologici e morali del cardinal Kasper, lo storico e giornalista Luciano Garibaldi, il biografo coraggioso del Commissario Luigi Calabresi, assassinato dai comunisti di Sofri , il dottor Carlo Manetti e la benemerita Cristina Siccardi (scrittrice di molte biografie di Santi fino a ... di Monsignor Marcel Lefebvre), le professoresse Patrizia Fermani e Elisabetta Frezza che affrontarono magistralmente i temi etici, mentre la dott.sa Virginia Coda Nunziante ci illustrò la Marcia per la Vita, contro il delitto di aborto, che, ogni anno, a maggio, viene organizzata a Roma.
E poi Danilo quinto, l'ex cassiere e militante radicale che ha incontrato Cristo dandone testimonianza con un suo libro : "Da servo di Pannella a libero servo di Dio" (Fede e Cultura - Verona), e, infine, due amici cari : Robetrto Dal Bosco che era stato a Firenze, con noi, per la presentazione del suo famoso (e profetico) libro : "Incubo a cinque stelle" (Fede e Cultura) e il mio coetaneo Guido Scatizzi, il più giovane tra gli oratori, esperto liturgista, che, appunto, parlò sulla distruzione della liturgia...E intanto guardavo il grande banco di libri (quanti titoli! E che titoli!) allestito dall'Editore Marco Solfanelli, pensando a quanti acquisti avrei fatto...e che feci : dal Messale romano, ai libri di de Tejada su Napoli Spagnola (Controcorrente), da Iuxta modum: il Vaticano II riletto alla luce della Tradizione di p. Serafino M. Lanzetta (Cantagalli) al monumentale ed eccezionale tomo di Roberto de Mattei : Concilio Vativano II : una storia mai scritta (Lindau), dal Risorgimento da riscrivere di Angela Pellicciari a "L'identità ferita" di Massimo Viglione (ambedue pubblicati dalla ARES), da Maestro Domenico di Pelosini (Edizioni Solfanelli) al libro di Francesco Agnoli e Pucci Cipriani sul Sessantotto (Fede e Cultura)... ammassati sui seggiolini dell'auto di Ascanio Ruschi avrebbero preso il posto di una persona.
Posso dire che rimasi estasiato da quei conferenzieri e che, per me, fu una giornata stupenda nella quale imparai più cose - e lo posso ben dire - che in tutti gli anni della scuola statale.
La domenica, invece, è il giorno più bello ed emozionante, ma anche quello più triste poiché finisci di stare in quel "piccolo paradiso terrestre" per tornare al "travaglio usato". Dopo la S. Messa solenne della domenica, una processione con le bandiere degli stati preunitari, sale, salmoidante, guidata dal cappellano e da Pucci Cipriani, alla Piazzaforte della "Fedelissima" Civitella del Tronto che fu, appunto, l'ultimo baluardo del Regno delle Due Sicilie. Eh già...e anche questa fu un'altra sorpresa : figuariamoci se a scuola possano raccontare ai ragazzi certe vicende e dire che, un pugno di soldati, fedeli al loro Re, resiste' a tutto l'esercito piemontese e alla ferocia belluina dei suoi generali, anche dopo la proclamazione del Regno d'Italia...stupendo le nazioni di tutto il mondo.Mentre da Torino a Catania sventolavano i tricolori, sul pennone della gloriosa Civitella del Tronto, svettava la Bandiera biancogigliata dei Bornoni.
Gli ultimi difensori furono fucilati, a Porta Napoli, dai "liberatori" piemontesi che vennero a "liberare il Sud" portando la libertà sulla punta delle loro baionette. Morì, fucilato dai pimontesi come un "bandito", anche p. Leonardo Zilli da Campotosto, l'eroico francescano che, combattendo lui stesso, portò il conforto della Fede ai soldati di Civitella.
Al canto del Christus vincit! issammo ancora sul pennone la bianca Bandiera borbonica. Fu un momento esaltante, avevo i brividi dell'emozione, in un certo senso, anch'io mi sentii partecipe della Storia, come quei soldati che combattereno senza arrendersi fedeli a Dio, alla Patria, al Re.
E dopo la breve e commuovente rievocazione di Massimo de Leonardis il saluto "alla voce" di Pucci Cipriani : "Viva Cristo Re" Viva Re Francesco!" Viva la Tradizione!" le preghiere e il De Profundis, con don mauro, nella chiesa di S. Jacopo alla Rocca, davanti ai resti degli eroici soldati.
In un mondo impazzito in cui sono sparite le certezze , in cui più nulla sembra esser vero, ove tutti svendono la libertà in cambio dei "falsi diritti", la triade Patria, Fede e Tradizione è a serio rischio. In questo mondo che non mi appartiene, falso e utopico, in cui regna il "volemose bene", occorre ancora combattere per riconquistare la nostra identità.
Ecco perché anche quest'anno nei giorni di venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 marzo 2017 sarò ancora Civitella del Tronto e lì potrò trovare la forza e le armi per combattere la buona battaglia e vincere quella corsa di cui parla proprio San Paolo: "... nelle corse molti sono i concorrenti ma uno solo vince il premio. Anche voi correte in modo di ottenerlo!"
Gabriele Bagni
I primi che me ne parlarono - ero ancora un ragazzino - furono Renato Paolini e Paolo Ficcadenti, ma fu solo un altro caro e grande amico, Pucci Cipriani, noto storico e giornalista della Tradizione e promotore di questi importantissimi eventi, che riuscì a convincermi a partecipare.
Era venerdì sette marzo quando partimmo - l'appuntamento era a Borgo San Lorenzo, davanti al Bar del Vaticano (ora chiamato "Italia") dove l'amico Pucci offrì a tutti noi di Firenze e provincia una bella colazione con i famosi bomboloni alla panna di Paolo - e il Convegno: "Cattolici senza compromessi: contro il normalismo politico ed economico", sarebbe durato fino a domenica nove; tema impegnativo e difficile per uno studente come me ma io non mi lasciai impressionare.
Già durante il viaggio per Civitella mi trovai a mio completo agio, insieme a una bella e "cameratesca" compagnia : canti, preghiere, ma anche scherzi e lazzi, grandi risate...la gioia della Tradizione, vita e giovinezza della Chiesa, ci tenne compagnia.
E poi, all'arrivo, quella sorta di "battesimo del fuoco" con un bicchierotto di "Centerbe", di settanta gradi, che mi scombussolo' le budella...ma solo per poco! Prima della cena, alle 19, fu celebrata la S.Messa dal giovane sacerdote della Fraternità San Pio X don Mauro Tranquillo - appresi che, per la prima volta, il Cappellano dei Convegni civitellesi don Giorgio Maffei, dopo venti anni, aveva dovuto rinunziare (morirà l'anno dopo ultranovantenne) a salire alla Rocca ma ci fu vicino con il cuore e la preghiera - celebrò la Santa Messa tridentina : fu una cerimonia molto sobria, un tavolo allestito, come altare, con due candele e un Crocifisso, in una sala senza niente che potesse sembrare una chiesa o una cappella, ma fu lo stesso un momento nel quale terra e cielo si incontrarono... dalla modestia di quella sala, mentre il sacerdote scandiva le parole: "Hoc est enim Corpus meum" si passò subito alle schiere dei serafini e degli angeli e, noi tutti, fummo testimoni silenti di questo miracolo. Dopo cena la "Via Crucis" per le vie del borgo. E fu davvero una perla preziosa di quel convegno. Nel centro del paese semideserto (ormai poche sono le famiglie che abitano a Civitella) si scioglieva questa processione, non si vedeva niente a causa del buio della notte, solo tante fiaccole accese che sembrava scaldassero quell'aria gelida e quel silenzio freddo. Solo in alcuni punti, grazie alla luce dei rari lampioni, si poteva scorgere il Crocifisso e, accanto, il sacerdote che, con voce forte, rompeva quel silenzio con le note del Miserere nostri Domine. Tutti pregavano, contenti di ripercorrere, attraverso quei suggestivi vicoli, la via del Calvario di NSGC che volle percorrere, caricato di una pesante croce, per immolarsi per la nostra salvezza. Poche volte avevo assistito a momenti tanto belli e così colmi di devozione . Finita la processione il sacerdote, dalla scalinata della chiesa, impartì la benedizione con la Croce.
Tornammo all'albergo e mi addormentai con il pensiero: quali altre stupende sorprese vi saranno nei prossimi due giorni?
La mattina, dopo la colazione e la S. Messa celebrata nel solito salone ecco Pucci Cipriani che, insieme ad Ascanio Ruschi e al senatore Fabrizio Di Stefano, presenta il Convegno. In particolare Pucci Cipriani ricordò come, in questo Convegno della Tradizione vi siano, insieme ai vivi anche i morti che, infatti rivivono nelle nostre preghiere e nel "Memento" delle Sante Messe celebrate proprio "ad memoriam" di coloro che passarono, in vita, da Civitella con lo stesso spirito che, ora, è in noi. Poi sfilarono, al tavolo dei relatori, illustri storici, docenti universitari, giornalisti di grido, insomma una intera giornata ad ascoltare, quasi estasiato, quelle lezioni di gente sì illustre: il professor Massimo de Leonardis, il quel fece uno stupendo quadro dell'Impero asburgico e della "Felix Austria", il professor Roberto de Mattei, il mitico Presidente della Fondazione Lepanto, che ci mise in guardia dagli errori teologici e morali del cardinal Kasper, lo storico e giornalista Luciano Garibaldi, il biografo coraggioso del Commissario Luigi Calabresi, assassinato dai comunisti di Sofri , il dottor Carlo Manetti e la benemerita Cristina Siccardi (scrittrice di molte biografie di Santi fino a ... di Monsignor Marcel Lefebvre), le professoresse Patrizia Fermani e Elisabetta Frezza che affrontarono magistralmente i temi etici, mentre la dott.sa Virginia Coda Nunziante ci illustrò la Marcia per la Vita, contro il delitto di aborto, che, ogni anno, a maggio, viene organizzata a Roma.
E poi Danilo quinto, l'ex cassiere e militante radicale che ha incontrato Cristo dandone testimonianza con un suo libro : "Da servo di Pannella a libero servo di Dio" (Fede e Cultura - Verona), e, infine, due amici cari : Robetrto Dal Bosco che era stato a Firenze, con noi, per la presentazione del suo famoso (e profetico) libro : "Incubo a cinque stelle" (Fede e Cultura) e il mio coetaneo Guido Scatizzi, il più giovane tra gli oratori, esperto liturgista, che, appunto, parlò sulla distruzione della liturgia...E intanto guardavo il grande banco di libri (quanti titoli! E che titoli!) allestito dall'Editore Marco Solfanelli, pensando a quanti acquisti avrei fatto...e che feci : dal Messale romano, ai libri di de Tejada su Napoli Spagnola (Controcorrente), da Iuxta modum: il Vaticano II riletto alla luce della Tradizione di p. Serafino M. Lanzetta (Cantagalli) al monumentale ed eccezionale tomo di Roberto de Mattei : Concilio Vativano II : una storia mai scritta (Lindau), dal Risorgimento da riscrivere di Angela Pellicciari a "L'identità ferita" di Massimo Viglione (ambedue pubblicati dalla ARES), da Maestro Domenico di Pelosini (Edizioni Solfanelli) al libro di Francesco Agnoli e Pucci Cipriani sul Sessantotto (Fede e Cultura)... ammassati sui seggiolini dell'auto di Ascanio Ruschi avrebbero preso il posto di una persona.
Posso dire che rimasi estasiato da quei conferenzieri e che, per me, fu una giornata stupenda nella quale imparai più cose - e lo posso ben dire - che in tutti gli anni della scuola statale.
La domenica, invece, è il giorno più bello ed emozionante, ma anche quello più triste poiché finisci di stare in quel "piccolo paradiso terrestre" per tornare al "travaglio usato". Dopo la S. Messa solenne della domenica, una processione con le bandiere degli stati preunitari, sale, salmoidante, guidata dal cappellano e da Pucci Cipriani, alla Piazzaforte della "Fedelissima" Civitella del Tronto che fu, appunto, l'ultimo baluardo del Regno delle Due Sicilie. Eh già...e anche questa fu un'altra sorpresa : figuariamoci se a scuola possano raccontare ai ragazzi certe vicende e dire che, un pugno di soldati, fedeli al loro Re, resiste' a tutto l'esercito piemontese e alla ferocia belluina dei suoi generali, anche dopo la proclamazione del Regno d'Italia...stupendo le nazioni di tutto il mondo.Mentre da Torino a Catania sventolavano i tricolori, sul pennone della gloriosa Civitella del Tronto, svettava la Bandiera biancogigliata dei Bornoni.
Gli ultimi difensori furono fucilati, a Porta Napoli, dai "liberatori" piemontesi che vennero a "liberare il Sud" portando la libertà sulla punta delle loro baionette. Morì, fucilato dai pimontesi come un "bandito", anche p. Leonardo Zilli da Campotosto, l'eroico francescano che, combattendo lui stesso, portò il conforto della Fede ai soldati di Civitella.
Al canto del Christus vincit! issammo ancora sul pennone la bianca Bandiera borbonica. Fu un momento esaltante, avevo i brividi dell'emozione, in un certo senso, anch'io mi sentii partecipe della Storia, come quei soldati che combattereno senza arrendersi fedeli a Dio, alla Patria, al Re.
E dopo la breve e commuovente rievocazione di Massimo de Leonardis il saluto "alla voce" di Pucci Cipriani : "Viva Cristo Re" Viva Re Francesco!" Viva la Tradizione!" le preghiere e il De Profundis, con don mauro, nella chiesa di S. Jacopo alla Rocca, davanti ai resti degli eroici soldati.
In un mondo impazzito in cui sono sparite le certezze , in cui più nulla sembra esser vero, ove tutti svendono la libertà in cambio dei "falsi diritti", la triade Patria, Fede e Tradizione è a serio rischio. In questo mondo che non mi appartiene, falso e utopico, in cui regna il "volemose bene", occorre ancora combattere per riconquistare la nostra identità.
Ecco perché anche quest'anno nei giorni di venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 marzo 2017 sarò ancora Civitella del Tronto e lì potrò trovare la forza e le armi per combattere la buona battaglia e vincere quella corsa di cui parla proprio San Paolo: "... nelle corse molti sono i concorrenti ma uno solo vince il premio. Anche voi correte in modo di ottenerlo!"
Gabriele Bagni
sabato 11 febbraio 2017
La mia Civitella (di Fabrizio Di Stefano)
Civitella del Tronto per me non è un posto qualsiasi. Proprio in questo luogo, infatti, ho cominciato a interrogarmi su alcuni passaggi storici che erano stati trascurati e dei quali ho sempre avvertito con forza l’importanza.
Quella storia che oggi mi fa amare la Fortezza, che Civitella ospita, come luogo fisico e ideale.
Civitella è il simbolo del fiero meridione d’Italia che non ha condiviso un’annessione caduta dall’alto e ottenuta con il sangue.
Se penso a questo capitolo della storia, mi vengono in mente i sentimenti dei vinti, le loro speranze disilluse, le loro libertà negate, le loro tradizioni calpestate, le loro intimità familiari violate e le loro ricchezze depredate.
Mi viene in mente cioè la lezione più intima di questa pagina della storia; una lezione che per me, per la mia vita, è stata l’importanza di difendere un’idea, qualunque essa sia, e il diritto di esprimerla e la volontà di difendere tale diritto.
Ogni volta, in questo posto, trovo quindi i motivi della mia militanza politica e rinnovo il giuramento di Fede che tanti valorosi prima di noi hanno fatto, ribellandosi alle facili tentazioni del laicismo e di una società in cui i termini piccolo, leggero e veloce sono sinonimi di migliore.
A Civitella respiro sempre la meditazione, il pignolo scrutinio della solitudine, la riflessione, la preghiera, il raccoglimento e per me, tornarci ogni anno, ha lo stesso valore delle tacche con la matita che i genitori facevano sul muro, quando eravamo piccoli, per misurare la nostra altezza; in questo caso, naturalmente, non è un’altezza che si misura con il metro ma una statura morale che si misura con la solidità dei propri principi, dei propri ideali, della Fede e delle proprie passioni.
E’ importante ritrovarsi a Civitella e in particolare quest’anno in cui la crisi dei nostri valori è stata vertiginosa; basti pensare alle unioni civili, alle posizioni tiepide di una parte del clero su queste ultime e ad alcune scelte del Papa che definirei discutibili.
Ritroviamoci quindi anche quest’anno per rinsaldare i valori, per riconciliare lo spirito, per rinforzare la Fede, sotto la sorridente e sempre immortale bandiera della Tradizione.
on. Fabrizio Di Stefano
Quella storia che oggi mi fa amare la Fortezza, che Civitella ospita, come luogo fisico e ideale.
Civitella è il simbolo del fiero meridione d’Italia che non ha condiviso un’annessione caduta dall’alto e ottenuta con il sangue.
Se penso a questo capitolo della storia, mi vengono in mente i sentimenti dei vinti, le loro speranze disilluse, le loro libertà negate, le loro tradizioni calpestate, le loro intimità familiari violate e le loro ricchezze depredate.
Mi viene in mente cioè la lezione più intima di questa pagina della storia; una lezione che per me, per la mia vita, è stata l’importanza di difendere un’idea, qualunque essa sia, e il diritto di esprimerla e la volontà di difendere tale diritto.
Ogni volta, in questo posto, trovo quindi i motivi della mia militanza politica e rinnovo il giuramento di Fede che tanti valorosi prima di noi hanno fatto, ribellandosi alle facili tentazioni del laicismo e di una società in cui i termini piccolo, leggero e veloce sono sinonimi di migliore.
A Civitella respiro sempre la meditazione, il pignolo scrutinio della solitudine, la riflessione, la preghiera, il raccoglimento e per me, tornarci ogni anno, ha lo stesso valore delle tacche con la matita che i genitori facevano sul muro, quando eravamo piccoli, per misurare la nostra altezza; in questo caso, naturalmente, non è un’altezza che si misura con il metro ma una statura morale che si misura con la solidità dei propri principi, dei propri ideali, della Fede e delle proprie passioni.
E’ importante ritrovarsi a Civitella e in particolare quest’anno in cui la crisi dei nostri valori è stata vertiginosa; basti pensare alle unioni civili, alle posizioni tiepide di una parte del clero su queste ultime e ad alcune scelte del Papa che definirei discutibili.
Ritroviamoci quindi anche quest’anno per rinsaldare i valori, per riconciliare lo spirito, per rinforzare la Fede, sotto la sorridente e sempre immortale bandiera della Tradizione.
on. Fabrizio Di Stefano
lunedì 6 febbraio 2017
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