mercoledì 28 marzo 2018

Focus Francia. Arnaud Beltrame, patriota europeo e cattolico tradizionalista (di E.Nistri)

L’ennesimo crimine del fondamentalismo islamico in Francia suscita diverse considerazioni. La prima è il fatto che l’opinione pubblica europea si sta abituando a questo “terrorismo in franchising” che colpisce a intermittenza e almeno all’apparenza senza una logica preordinata. È finita da tempo l’era delle fiaccolate in favore di Charlie Hebdo e della libertà di fare satira (magari anche di cattivo gusto, come emerso dopo il terremoto ad Amatrice). Certo, le vittime della strage di Carcassonne e di Trèbes sono state per fortuna meno numerose che in altre occasioni, ma resta il fatto che l’Europa si sta assuefacendo all’idea che sia una cosa normale finire schiacciati sotto una macchina o sgozzati ad opera di fanatici. Ci può essere del buono in questa mitridatizzazione di fronte al pericolo: l’angoscia non può paralizzare la vita di una nazione. Ma al tempo stesso sussiste il rischio di una sottovalutazione dei rischi sottesi al fenomeno migratorio e all’applicazione del principio dello jus soli.
L’ultimo terrorista islamista di Cacassonne
Il terrorista di Carcassonne era un marocchino cui era stata concessa la cittadinanza francese, che aveva convertito al fanatismo islamico una ragazza francese, che viveva di espedienti ma si trovava a piede libero. Anche se ha agito da solo, non era un isolato: nel quartiere dove viveva le troupestelevisive recatesi dopo il delitto sono state minacciate e aggredite da giovani magrebini e l’ex sindaco di Carcassonne, un socialista, ha auspicato che non sia sepolto nel territorio cittadino, per evitare il rischio di pellegrinaggi. Il criminale ha sgozzato il tenente colonnello Arnaud Beltrame (pugnalato al collo, nell’eufemistico linguaggio degli inquirenti), con un rituale ricco di significati nella subcultura del fanatismo islamico.
Arnaud Beltrame, patriota europeo
Proprio la figura di Beltrame, offertosi in ostaggio al posto di  una donna nel supermercato della strage, merita una riflessione che trascende l’effimera esaltazione retorica. Classe 1973, l’ufficiale apparteneva a una generazione cresciuta all’insegna della celebre frase di Brecht “beati i popoli che non hanno bisogno di eroi”: affermazione lapalassiana che però, decontestualizzata, è stata utilizzata come strumento di propaganda antimilitarista. Per fortuna non l’ha mai presa sul serio: lo dimostra la sua carriera, dal liceo militare di Saint-Cyr a un reggimento di artiglieria, dalla partecipazione alle missioni di pace all’ingresso nella Gendarmerie. Il suo ultimo gesto non è il riscatto, ma il compimento di una vita e ha ottenuto un plauso unanime, o meglio quasi unanime, visti i commenti deliranti di un esponente di “La France Insoumise”, per altro subito tacitato dai suoi compagni, che si è scagliato contro i “lèches-culs qui chougnent  sur la mort d’un colonel de gendarmerie”. Il suo gesto ricorda quello di Salvo D’Acquisto più di quanto potrebbe sembrare, e non solo perché la Gendarmerie è l’equivalente francese dell’Arma. Se l’eroico vicebrigadiere italiano si sacrificò per salvare dei civili dalla rappresaglia di un esercito di occupazione inferocito dal nostro voltafaccia dell’Otto settembre, il tenente colonnello francese è morto per salvare i connazionali dalla ferocia di quella che potrebbe essere l’avanguardia di  un esercito di occupazione ancora più spietato.
Un combattente cattolico
C’è tuttavia un altro aspetto della figura di Arnaud Beltrame su cui è doveroso soffermarsi: il suo spessore etico-religioso. Il colonnello proveniva da una famiglia laica che non l’aveva nemmeno fatto passare a Comunione, era sposato civilmente (in Francia, però, non esiste l’istituto del matrimonio concordatario e le due cerimonie avvengono separatamente), era stato affiliato alla massoneria, che ha rivendicato la sua appartenenza alla “Respectable Loge Jérôme Bonaparte de Rueil-Nanterre”. Il quotidiano cattolico “La Croix” ha però precisato come negli ultimi anni ne avesse preso le distanze, intraprendendo un percorso diverso, e ha parlato senza precisare la fonte di persone “a lui vicine”. Forse, l’unica testimonianza certa, se non fosse vincolata al segreto del confessionale, sarebbe quella del sacerdote che negli ultimi anni era divenuto suo direttore spirituale: padre Jean-Baptiste, canonico dell’abbazia di Lagrasse. Con lui Beltrame aveva intrapreso un percorso di avvicinamento alla fede, cominciato quasi casualmente con una visita al monastero. La lettera in cui il sacerdote rievoca il suo rapporto col tenente colonnello e la moglie, le sue visite all’abbazia, il lungo itinerario di preparazione al matrimonio religioso, la cui celebrazione era prevista per il 9 giugno, è facilmente rintracciabile su vari siti cattolici, fra cui Stilum Curiae, il blog dell’ex vaticanista della “Stampa” Marco Tosatti.
C’è tuttavia un altro illuminante dettaglio nella conversione religiosa del tenente colonnello. Quella di Lagrasse non è un’abbazia qualsiasi. I canonici della Mère de Dieu, che la amministrano dal 2004, appartengono a quell’arcipelago di comunità religiose tradizionaliste che hanno ottenuto, grazie al motu proprio Ecclesia Dei, voluto da Giovanni Paolo II, il permesso di celebrare la liturgia utilizzando ancora il messale del 1962; in altri termini, come si dice semplificando, “dicono la messa in latino”, espressione impropria perché l’odierna messa in volgare non è la semplice traduzione del vecchio messale di San Pio V, ma ha conosciuto considerevoli mutamenti anche di contenuto.
Questioni liturgiche a parte, è interessante notare come l’eroico tenente colonnello non sia stato attratto da un cristianesimo conciliare e conciliante, il cristianesimo che sta riabilitando la teologia della liberazione affiancandole magari la teologia dell’immigrazione. Ad affascinarlo è stato un cattolicesimo virile e tradizionalista, quasi “templare”: il suo era il Cristo delle cattedrali, non quello dei presepi multietnici o Lgtb. Anche il suo sacrificio può essere letto in questa chiave. Certo, anche senza conversione, un alto senso del dovere associato all’etica laica della République avrebbero potuto indurre Beltrame alla stessa scelta, ma non è da escludere che la conversione e la conseguente fede in una vita ultraterrena abbiano contribuito a infondere in lui quel supplemento d’anima, quella virgola di eroica follia indispensabili per affrontare a viso aperto una morte quasi certa. Del resto, anche Salvo D’Acquisto era uno spirito profondamente religioso ed è stato avviato per lui un processo di canonizzazione, che l’ha proclamato “servo di Dio”. Oggi c’è chi auspica che la Chiesa riconosca le virtù eroiche del tenente colonnello Arnaud Beltrame, morto per una Francia che credeva di non avere più bisogno di eroi. E che anche per questo oggi si trova ad averne un disperato bisogno.

martedì 13 marzo 2018

ETSIAM OMNES EGO NON (di Ascanio Ruschi)


Splende il sole sulla fortezza di Civitella del Tronto, ultimo baluardo militare del Regno delle Due Sicilie.
Splende il sole sulle facce sorridenti dei molti giovani (e non) che venerdì scorso, 9 marzo, sono giunti da ogni parte della penisola per ricordare i difensori della “Fedelissima”, che resistettero per duecento giorni (8 settembre 1860 – 20 marzo 1861) all’assedio delle truppe piemontesi, alle quali si arresero tre giorni dopo la proclamazione dell'Unità d'Italia.
E per tre giorni ci siamo stretti, in preghiera – con la celebrazione della S. Messa di sempre - all’ombra della fortezza di Civitella, ove sventolava fiero il bianco vessillo borbonico, per ricordare che il sacrificio di quei difensori non fu vano.
Sono stati giorni di preghiera, di riflessione, ma anche di risate e di brindisi.
Di abbracci con i vecchi e i nuovi amici, che entusiasti ci hanno ringraziato (ma non a noi è dovuto il ringraziamento!) ripromettendosi di ritornare a Civitella il prossimo anno.
Sono state notti passate a chiacchierare di storia e filosofia, e a cantare le gesta di cavalieri e briganti. Notti di preghiera, con la via crucis per le strette vie del paese, fiocamente illuminate dai vecchi lampioni e dalle candele della processione, ma riscaldate dal canto virile del Salve Regina.
Sono stati tre giorni intensi, di conferenze di altissimo livello, ricche di riflessioni sul passato e di preziose indicazioni per il futuro. Di libri venduti (a decine!) e di nuovi progetti per gli anni a venire.
Tre giorni volati via con la stessa velocità di un battito d’ali. Tre giorni di cameratismo, il cui ricordo, son sicuro, è indelebilmente scolpito nel cuore di ogni partecipante.
E sono tanti (quasi un centinaio) coloro che dal venerdì alla domenica hanno voluto testimoniare la fedeltà ai valori immortali della Tradizione, alla S. Messa di sempre, nonché ricordare coloro che resistettero sulla fortezza (ma anche nei villaggi e nei boschi degli Abruzzi, nei quali si nascondevano i briganti) fino all’estremo sacrificio.
Per loro abbiamo pregato e brindato; in loro ricordo ci siamo inerpicati verso la rocca, recitando il S. Rosario, per poi innalzare il vessillo del Regno delle Due Sicilie al canto di “Cristus Vincit”.
E proprio l’ultimo giorno, la domenica, al momento dell’ascensione alla fortezza, una lieve pioggia ha voluto bagnare i nostri passi e i nostri volti, quasi a voler piangere quei soldati sconosciuti che, spes contra spem, hanno combattuto per il Trono e per l’Altare.
A loro, eroici difensori di un mondo che andava scomparendo, vanno le nostre preghiere e la nostra imperitura riconoscenza, consapevoli che il loro lascito è prima di tutto spirituale.
Come loro, siamo oggi chiamati a combattere la Buona Battaglia, che prima di tutto è una battaglia spirituale (chissà ancora per quanto…). Per questo, siamo sicuri, anche nei prossimi anni ci ritroveremo a Civitella del Tronto, per gridare con forza, dai bastioni della rocca

ETSIAM OMNES, EGO NON!

Ascanio Ruschi

lunedì 12 marzo 2018

Bilancio del XXXI Convegno della Tradizione

"Altri combattono e muoiono per una conquista, una terra, un'idea di gloria, per un convincimento magari o un ideale, ma noi moriamo per una cosa di cuore: la bellezza.
Qui non c'è vanità, non c'è successo, non c'è ambizione. Noi moriamo per essere uomini ancora. Uomini che la violenza e l'illusione non li piega e che servono la fedeltà,l'onore, la bandiera e la Monarchia, perché son padroni di sé e servitori di Dio"
Carlo Alianello, "L'Alfiere" 

Ricorderanno gli amici che da innumerevoli anni seguono i nostri Incontri della Tradizione della "Fedelissima" Civitella del Tronto la storia degli ultimi giorni della Fortezza assalita dall'esercito invasore dei piemontesi tricolorati: solo il gesto vile del Comandante Ascione che si vendette ai nemici e aprì, nottetempo, le porte della Cittadella rese possibile l'espugnazione della medesima e il massacro degli eroici difensori della Rocca con in testa il Maggiore Messinelli, Sopito di Bonaventura e il francescano p. Leonardo Zilli da Campotosto che furono fucilati venduti - scrive Giacinto De Sivo - "come Cristo da Giuda , per trenta miseri denari "
Gli ultimi mesi che hanno preceduto il XXXI Incontro della Tradizione della "Fedelissima" Civitella del Tronto sono stati per me una sorta di "Calvario" non tanto per il tradimento di un amico (che credevo) fraterno - ai tradimenti ormai ci sono abituato - ma perché quell'ex amico (che io non intendo più nominare) ebbe l'ardire di telefonarmi, alla vigilia del Convegno, invitandomi a mettermi contro la Tradizione e addirittura a "rinnegare" la "mia" Civitella come lui ha fatto. Tradire gl'incontri della Tradizione Cattolica, tradire gli amici fedeli al nostro mondo, tradire me stesso, tradire quello in cui ho creduto e in cui credo tuttavia, quello che ho amato e tuttavia amo. Come se il vile Ascione avesse chiamato, alla vigilia del tradimento, il Maggiore Messinelli, Sopito di Bonaventura e padre Leonardo Zilli, invitandoli a disertare...
Nonostante la bontà dei tre personaggi il Giuda sarebbe stato fucilato per alto tradimento se prima i difensori della Rocca non lo avessero linciato.

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Nonostante gli alberghi di Civitella e dei dintorni fossero tutti al completo, nonostante le molte telefonate giunte... ero in ansia alla vigilia di questo Convegno... all'ansia si univa l'amarezza per quanto ho detto sopra.
Ma già all'arrivo nella piazza della "Fedelissima" ansia e amarezza sono svanite... ed è svanito anche il mio risentimento per quell'ex amico il cui nome non nominerò mai più perché, come avevamo scritto nella presentazione del nostro programma: "I Convegni di Civitella hanno come costante la lettura della Storia alla luce della Rivelazione Divina e la consonanza con coloro che della Tradizione sono stati e sono alfieri fedeli a cominciare in campo ecclesiale dalla Fraternità San Pio X"  per cui, come prevedibile "Nel corso degli anni molti amici si sono uniti a noi, altri hanno compiuto brevi passaggi per approdare ad altri lidi. Ringraziamo la Divina Provvidenza per i primi e stendiamo un velo pietoso sui secondi".
Dunque stendo un velo pietoso sul "traditore" e stendo un velo pietoso su tutti i traditori della Santa Tradizione, su quei falsi tradizionalisti che pensano di "far pari" con tutti calandosi le brache diu giorno e facendo i "duri e puri di notte"... avendo in cambio dal potere (ecclesiastico e civile) - la facoltà di creare "riserve indiane" dove - come un tempo i pellerossa - venir rinchiusi... con la concessione, ogni tanto, di indossare i loro "antichi vestiti", un tempo fatti di lustrini e diademi, oggi di... trine e merletti, musichine settecentesche, riverenze, confetti, alchermes, con cipria  saponette "Cadum" profumate... 
Ecco al nostro arrivo il giovane civitellese Daniele D'Emidio già sul posto a far gli "onori di casa" e poi, ad uno ad uno, da ogni parte d'Italia, arrivano i convegnisti e, a sera, con l'Onorevole Fabrizio Di Stefano, colonna del Convegno, facciamo già la "conta": almeno cento persone sistemate nei vari alberghi e accolte tutte con calore da Ascanio Ruschi, anima della Tradizione, nobile di origine e di cuore : ecco Massimo de Leonardis uno dei fondatori dei Convegni civitellesi e dell'ANTI 89, Rodolfo de Mattei, Patrizia Fermani, Massimo Viglione,  l'editore Marco Solfanelli al quale tanto deve la Tradizione cattolica, quindi Virginia Coda Nunziante, la Presidente della Marcia per la Vita, giunta per presentare l'ottava edizione di questa marcia "pro life" del 19 maggio (sabato) a Roma e alla quale ci ritroveremo, tutti... giungono da Napoli due vecchi e cari amici, il Magistrato Alfonso D'Avino e il Professor Enzo Gallo da sempre in prima linea in difesa della Fede e della Dottrina di sempre e poi i giovani romani con Alessandro Elia e la foltissima delegazione Toscana,  formata da trenta ragazzi e ragazze, capeggiata da Cosimo Zecchi e dall'effervescente Lorenzo Gasperini che ha compreso, meglio di ogni altro, lo "spirito" di Civitella; i giovani e non più giovani del Lombardo veneto, con Stefano Colombo e Beghin... vengono da Milano,  Vicenza e Verona; quelli di di Rimini con Francesco Tosi, il "mago" della comunicazione (insieme ad Andrea Asciuti che ha fatto una serie di stupende fotografie), i giovani della "Valvibrata" con l'entusiasta Emanuel Silvestri che fu con noi, all'Alzabandiera sulla Rocca, insieme a tutta la sua classe e al professor Cerreta cinque anni orsono, a pochi giorni della "Maturità classica " ; ecco lo storico Fulvio Izzo che mi promette un suo articolo "revisionista" sul così detto Risorgimento per il prossimo numero di "Controrivoluzione", Cesaremaria Glori, amico fedele, da buon Tenente Alpino, era già lì, da due giorni, a "presidiare" il posto... insieme ad altri cari amici provenienti dal Molise, dalla Puglia, dalla Val d'Aosta, dalla Liguria e dall'Emilia.
Giunge da Albano Laziale don Mauro Tranquillo, il Cappellano dell'ANTI 89, succeduto all'indimenticabile don Giorgio Maffei che fu a Civitella fino a pochi giorni prima della sua morte e che resta nei nostri cuori. Don Mauro guiderà la stupenda "Via Crucis" coadiuvato dai tre chierichetti toscani : Fabio, Ivan e Alessandro. Sono sedicenni, i più giovani, che hanno esitato molto prima di decidersi a venire in Terra d'Abruzzo e, poi, alla fine, dei tre giorni mi dicono felici e contenti "Peccato...sono passati troppo in fretta queste stupende giornate" e, accanto a loro, con lo stesso spirito, il "decano" il Professor Carlo Regazzoni, un grande studioso, un personaggio affascinante, viene da Basilea con la propria Lancia,come ogni anno, e, al termine, gli ho detto: "Ora professore ripartirà per Basilea,piano piano..." e lui sorridendo mi ha risposto sicuro "No, no... forte forte... voglio arrivare a casa in nottata..." L'anno prossimo anche il professor Carlo Regazzoni sarà nel novero degli oratori. Don Mauro il venerdì pomeriggio celebra, di fronte a moltissimi fedeli, la S.Messa cattolica, la Messa in rito romano antico, la Messa di sempre e di tutti,  "ad memoriam" di Ornella Di Stefano, la cara mamma dell'Onorevole Fabrizio Di Stefano, scomparsa nel 2017, e, la mattina del sabato, alle ore 10 quella "ad memoriam" di Giorgio Cucentrentoli, scomparso recentemente, un fiorentino amante della tradizione autore anche di un libro assai interessante . "La difesa della 'Fedelissima' Civitella del Tronto"...e, poi, la mattina la S. Messa solenne "ad memoriam" di tutti i Martiri della Tradizione. Stupenda l'omelia di don Mauro, tante le confessioni e le Sante Comunioni....
Il Convegno di quest'anno - pubblicheremo di volta in volta tutti gli interessantissimi interventi su "Controrivoluzione" - aveva per titolo "1918 - 2018:  I tempi drammatici della storia" e infatti il 2018 è il centenario di un avvenimento epocale : la fine della Grande Guerra che segnò la scomparsa di gran parte di quanto restava dell'Europa tradizionale.A livello diverso è stato ricordato anche il cinquantesimo anniversario dell'enciclica "Humanae Vitae", il quarantesimo anniversario del crimine dell'aborto (bellissima, in proposito, la conferenza del prof. Roberto de Mattei che ripercorre la storia dei "referendum" sull'aborto (elencando anche i tradimenti di molti) che ha prodotto sei milioni di vittime; senza dimenticare il fenomeno grottesco ma gravido di conseguenze della contestazione sessantottarda; inoltre ricorre quest'anno il quarantennale dell'elevazione al Soglio Pontificio di Giovanni Paolo II, premessa di uno dei fattori del crollo dei regimi comunisti (quest'ultimo quarantennale verrà ricordato con un saggio della prof.ssa Cristina Siccardi su "Controrivoluzione").
Due le cartoline commemorative di Civitella un omaggio a Giovannino Guareschi (il "padre" di don Camillo e Peppone) nel cinquantenario della morte (+1968) e una dedicata al Maestro Giovanni Gasparro, un grandissimo pittore contemporaneo, con la riproduzione di una sua opera: "San Pio V e San Carlo Borromeo difendono il Cattolicesimo dall'Islam e dall'eresia protestante". Il Maestro Giovanni Gasparro, che è giunto insieme ad un altro illustre personaggio, l'architetto Andrea De Meo Arbore, ci ha onorato con la sua presenza per i tre giorni - ha servito la S.Messa a don Mauro Tranquillo - e ha presentato tre sue opere stupende che hanno destato in tutti i convegnisti ammirazione e consenso.
E poi, a sera, i canti della Tradizione guidati da Mario Di Felice, che parlano di "Falci e spade della Vandea" pronte alla battaglia, di Restaurazione, di fedeltà, onore, coraggio...parole sconosciute agli azzimati seguaci della falsa tradizione che sembra uscita dal cilindro di un pretigiatore democristiano....
Sulla Rocca la mattina, il sole è stato coperto da nere nubi e, sotto la pioggia, l'alzabandiera al Canto del Christus Vincit... mentre la bandiera candida con i Gigli dei Borboni si innalzava e garriva al lieve vento della incipiente primavera... le belle parole di Massimo de Leonardis e di Ascanio Ruschi e, poi, tutti nella chiesa di S. Jacopo per un "De profundis" davanti al sacello in cui sono conservati i resti dei soldati caduti nella difesa della "Fedelissima"-
Sì, ancora una volta tutti insieme in nome della Tradizione, quella Santa Tradizione che ancora - e la dimostrazione è il successo grande del nostro Convegno - riesce a sedurre gli animi dei giovani che hanno gridato in coro su quella piazza, piena di sangue e di gloria: "Viva Cristo Re - Viva la Tradizione - Viva Re Francesco (Dio guardi!)".

PUCCI CIPRIANI

giovedì 1 marzo 2018

DIAMO LO SFRATTO A RENZI E AL GOVERNO DELLA "MORTE" E DELL'INVASIONE ISLAMICA

Mancano pochi giorni al fatidico appuntamento elettorale di domenica 4 marzo e ci si appresta a votare mentre ancora, nonostante le promesse "a caldo" del parolaio Renzi e di tutta la sua banda governativa, nelle zone terremotate, ad Amatrice, a Norcia, a Camerino e in tutta la popolazione è sotto la neve: sono state consegnate solo poche case prefabbricate inagibili, senza riscaldamento. Nonostante la tenacia della popolazione la "ricostruzione" non avanza e, anzi, una burocrazia stupida, di stampo "sovietico" impedisce alla libera iniziativa di progredire e semmai manda la forza pubblica a cacciare di casa una povera vecchia che non vuol lasciare la sua terra, la terra nella quale è nata e vissuta.
Intanto, aiutati dalle ONG, che si son scoperte associazioni corrotte con gran parte del personale pedofilo, continuano in tutta Italia gli sbarchi (sono rallentati in periodo elettorale, ma continuano inesorabili) e, mentre i "caporioni" sinistrorsi dicono che così dovrà essere per effetto della globalizzazione e per volere dell'Europa dei banchieri, si apprende che questa fiumana di clandestini non fuggono da nessuna guerra e nemmeno da carestie... sono, detto con un nuovo vocabolo, che va ad alimentare il nuovo vocabolario orwelliano, politicamente corretto, "migranti climatici".
E le navi continuano a far sbarcare, insieme a molti "migranti climatici" e pochi "richiedenti asilo", una marea di "manodopera del crimine" che, poi, ritroveremo, a spacciar droga ai crocicchi delle strade e davanti (o dentro) alle scuole, a formare bande di piccoli e grandi delinquenti che durante la notte — e non soltanto durante la notte — in molti quartieri delle grandi città o dei piccoli paesi aggrediscono la gente, rubano, stuprano... forse pochi sanno che alcune linee ferroviarie hanno diminuito le corse e, addirittura, eliminato quelle notturne in quanto il personale non riesce a contenere le decine di aggressioni ai viaggiatori da parte di "bande" di immigrati, molto spesso sotto l'effetto della cocaina.
La gente che vive nei quartieri, ormai sotto il controllo delle mafie orientali o nigeriane, quando calano le prime ombre della sera, si chiude in casa, impaurita... la stessa paura che non abbandona i cittadini quando escono di casa con la paura di essere scippati, derubati, aggrediti.
A Macerata un gruppo di immigrati nigeriani, ha fatto a pezzi una povera ragazza, nascosta poi in due trolley, dopo che i "pezzi" erano stati lavati "con candeggina" per togliere le impronte. L'assassino è Innocent Oseghale (spacciatore con permesso di soggiorno scaduto, investiva gli introiti dello spaccio di droga nelle "corse dei cani") insieme a due complici Desmond Lucky e Lucky Awelima... ma guai a dirlo.
L'ordine di scuderia, eseguito diligentemente dai giornalisti — pennivendoli di regime, è quello di tacere o, al massimo, minimizzare: Pamela Mastropietro, ospite di una comunità, non è stata uccisa ma è morta — ben gli sta — per "overdose" e i poveri nigeriani, impauriti, l'hanno squartata soltanto perché, impauriti dallo Stato cattivo, volevano, innocentemente, liberarsi del corpo.
Poi un giovane psicopatico e, con in casa libri e bandiere naziste, inizia una "sparatoria" (fortunatamente senza vittime, ma facendo una diecina di feriti) per — dice lui — "vendicare la ragazza fatta a pezzi dagli spacciatori".
E allora ecco il pretesto. Si mobilitano in tutta Italia — guidati dall'ANPI e dai delinquenti dei Centri sociali — orde di capelluti nullafacenti che, in nome di un "risorgente Fascismo" (è risorto invece l'estremismo rosso), manifestano in tutta Italia attaccando, con bombe carta, molotov, sassi e spranghe, la Polizia e i Carabinieri, tra i quali si registrano molti feriti... episodi culminati nel tentativo di linciaggio, in parte riuscito, di un carabiniere, mentre in prima fila una "professoressa", a volto scoperto, invita ad ammazzare i poliziotti...
Nel nostro Paese ormai sono milioni le persone "sotto la soglia di povertà" mentre, in nome dell'Europa e di una cricca di Mondialisti (Bildberg, Trilaterale, ecc.) il Governo Monti finì per portare a compimento l'opera di Mortadella Prodi (che era entrato nell'euro) e fare dell'Italia un Paese a "sovranità limitata" ("Occorre cedere, ogni volta, un pezzo di 'sovranità nazionale' per rimanere in Europa"; così sentenziò l'economista in Loden) mettendo in atto una serie di tasse, balzelli, e leggi che favorivano e favoriscono tuttavia le Multinazionali del Mondialismo Massonico, le Banche e "uccidono" le piccole imprese (quello che un tempo si chiamava il "Popolo delle partite IVA”), sempre più tasse anche sulla casa che già, con le occupazioni e l'impunità per questo reato, fa sì che la proprietà privata non sia più un "sacro principio"... poi pensò la Fornero, con la sua legge infame e demenziale, a compiere l'opera togliendo i legittimi diritti ai lavoratori che, dopo quaranta anni, chiedevano di andare in pensione... tagliando e decurtando i già magri vitalizi dei pensionati ma senza toccare le "pensioni d'oro".
A tutto si aggiunga un'iniqua e insostenibile politica fiscale per cui il cittadino diventa una mucca da mungere... e quindi da abbattere. Ricordiamo quei dolorosissimi suicidi di persone disperate e "strozzate" dalle banche e dalle leggi montiane.
Poi l'Europa — questo immondo Moloc — che ti obbliga a prendere gl'immigrati e ti impone l'islamizzazione forzata della società e ti manda, in continuo, alcune "direttive" in cui invita (leggi impone, data la codardia e la viltà dei nostri governanti) a varare alcune leggi che prevedono ulteriori "sacrifici e sangue"...
A questo aggiungi i servizi che non funzionano... una scuola la cui distruzione iniziò nei lontani anni Settanta, con la riforma "scassatutto" della scuola media, voluta nel Sessantotto dalle sinistre e approvata, con l'acquiescenza vile della DC, che ha abolito ogni "meritocrazia", insomma la scuola dei Todos Caballeros, una scuola che ha perso ogni prestigio divenuta una sorta di "diplomificio"... mentre la mammana Bonino, quella che si è vantata di aver fatto oltre 10.000 aborti con una pompa di bicicletta, questa strega in turbante guru dei "poteri forti" delle élite europee parla già di abolire il Liceo Classico e, seppur ancora fuori dal Parlamento, sentenzia sull'inutilità delle materie letterarie per poter "cancellare il pensiero" una volta per tutte e creare un avvenire tutto digitale... meno latinisti e più "robotica".
Ma soltanto pochi toccano la parte più dolente di questa società che, in questi cinque anni di disastrosa dittatura laicistica-renziana, ha, addirittura, subito un mutamento antropologico, con l'introduzione del divorzio breve, del matrimonio pederastico, della diffusione della deroga, praticamente libera, dopo che si accetta la "modica quantità", dell'eutanasia "nascosta" e, infine, dell'aberrazione dell'introduzione del gender nelle scuole: ovverosia non esistono più i due sessi, il maschile e la femminile, come ci ha insegnato la Genesi, ma un ventaglio LGTB (lesbiche - gay - trans - bisex) per cui nelle scuole vengono mandati "esperti" (sic) — e la Fedeli sulla scia della Fornero è una sostenitrice, oltre che della scuola asinina, del gender — che insegnano ai ragazzi che non si nasce maschi o femmine ma... ciascuno sceglierà, a tempo e comodo, se essere un uomo, una donna, un transessuale, un finoc... pardon un gay. E, conseguentemente, l'educazione (si fa per dire!) nelle scuole andrà in questo senso "invertito": poi c'è l'utero in affitto richiesto a gran voce dall'italico femminismo rosso... e naturalmente l'affido dei minori a coppie omosessuali. In tante scuole hanno precorso i tempi ed hanno vietato i nomi "papà" e mamma...
E mentre dall'introduzione della criminale legge sull'aborto (1978) ad oggi si sono avuti milioni di aborti, mentre le persone anziane vengono messe in ospizi-lager, mentre un Ministro della Repubblica "Padoan" afferma spudoratamente che i conti sono al lumicino per colpa degli anziani che vivono troppo a lungo (e quindi BENVENUTA EUTANASIA), il Partito Forza Italia, invece di pensare ai bambini tracimati giornalmente nei mattatoi ospedalieri, scopre l'animalismo e incarica la Michela Brambilla (quella che, in diretta televisiva, leva la cispa ai cani e alle tigri) di fondare un partito per salvare "gli agnellini" (altro che i bambini che costan troppo e... rompono i maroni) mentre Berlusconi, il puttaniere massone di Arcore, in un prato verde, con la rossa Brambilla e la Pascale, fa da sponsor agli "animali" e agli "animalisti" allattando col biberon un agnellino... come, poi, farà anche la Boldrini...

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Questa, amici lettori, la situazione tragica dell'Italia. Dunque domenica andremo a depositare il nostro voto nell'urna e inutile sarebbe farsi prendere dalla "disperazione" (tanto non c'è niente da fare!) o da un idiota ottimismo (tanto lo "Stellone" d'Italia aggiusterà tutto!). L'uomo della Tradizione sta con i piedi per terra e si pone la domanda: cosa fare, in concreto, per arginare la situazione?
Innanzi tutto punire i colpevoli del disastro e cercare di vincere la competizione (nonostante una legge elettorale macchinosa e demenziale). Nessun partito, nessuna forza politica, in questo parlamento e in quello a venire, rappresenta i nostri ideali, ma sarebbe sbagliato rinunciare alla battaglia. I responsabili del disastro sono innanzi tutto i partiti della Sinistra, da quella renziana, ai duri e puri di LEU, dal socialismo e ambientalismo alla fogna radicale (Emma Bonino delle Pompe da bicicletta, Della Vedova — l'ex sodale di Gianfranco Fini — Cappato e altri personaggi da voltastomaco)... poi ci sono i Quisling (e sono un po' in tutti i partiti) che non vanno votati per cui bisogna stare alla larga da gente che ha già tradito, facendo passare, in combutta con il PD, tutte le leggi che hanno capovolto i principi morali... sono personaggi squallidi, senza faccia, pronti a riunirsi nuovamente e a vendersi al miglior offerente (a chi offre la miglior poltrona). Ricordiamo, tanto per essere precisi, gente come la Lorenzin, il Lupi (quello dei rolex), Gabriele Toccafondi, l'ex cameriere di Denis Verdini, quello che, per essere "à la page", ha scoperto la pedofilia di don Milani, Fitto che, insieme alla Carfagna, non manca occasione per affermare che le "conquiste civili" (leggi criminali come l'aborto!) non verranno toccate, Tosi, l'ex leghista che si battè, insieme ai comunisti, per distruggere il centrodestra a Verona...
Occorre essere realisti e puntare dunque a vincere, per questo, pur apprezzando la testimonianza, ad esempio, del PDF (Partito della Famiglia) in cui sono confluite tante persone buone che si sono battute in difesa della vita e che ha visto anche lo sforzo coraggioso di Mario Adinolfi, riteniamo di non votarlo, considerando "voto inutile".
Quanto invece alla "falsa destra" di CasaPound sarà bene precisare, con fermezza, che quel partito va messo alla stessa stregua della "Strega" Bonino in quanto nelle dichiarazioni, più e più volte rilasciate dai suoi caporioni, si legge che "l'aborto deve essere gratuito e fatto nelle strutture ospedaliere" e che "l'eutanasia non è un delitto ma un diritto"... salvo poi annacquare il tutto nel programma come la dichiarazione di essere contrari all'utero in affitto... come se questo giustificasse l'ammissione di un crimine odioso verso l'essere più indifeso: il nascituro, fatto a pezzi, con l'aborto.
Discorso diverso con "Forza Nuova" di Roberto Fiore che, a parte nostalgismo, sui principi morali non ha mai ceduto. Ma anche questo sarà un "voto non utile"...
Il centrodestra vede la Lega Nord e Fratelli d'Italia (ripetiamo ogni formazione politica è lontana dai nostri ideali!) che hanno votato contro leggi come il "divorzio breve", il matrimonio sodomitico, il gender etc. e che si battono contro l'islamizzazione della società.
Lo stesso non si può dire di Forza Italia che ha lasciato nelle votazioni "libertà di coscienza" e così, tra assenti e favorevoli, molti parlamentari forzisti si sono resi complici del varo di dette leggi (va dato il voto solo alla presenza di persone che si conoscono).
Pertanto il nostro invito è quello di votare comunque la coalizione di centrodestra dando la preferenza a persone che si sono distinte nella "difesa della vita dal concepimento alla morte naturale"... scegliendo preferibilmente Lega e Fratelli d'Italia.
Possiamo dire con Francesco Agnoli che, in un suo articolo sul quotidiano "La Verità" chiosa a proposito del voto cattolico utile:

"Non la scelta perfetta (è mai esistita?), ma una scelta realistica, già sperimentata ai tempi di Papa Pio X ma, pur con meno ufficialità ed evidenza, anche nell'era di Camillo Ruini, quando la CEI si schierò di fatto contro la sinistra sia in occasione del referendum del 2005, sia nel 2007 quando il primo Family day contribuì a far cadere il governo Prodi. In entrambi i casi la Chiesa Italiana agì in pieno accordo con Papa Benedetto XVI".

Una nota finale che mi sento di dover fare. A Roma la mammana Emma Bonino, messa in lista grazie allo pseudocattolico Tabacci, ha il primo posto in lista per il centrosinistra opposta a Federico Iadicicco (Fratelli d'Italia) per il centrodestra a cui va il nostro pieno sostegno. Per questo raccomando agli amici romani questo nome che, oltre tutto, ha anche il sostegno del Family Day (insieme ad altri cattolici come Attilio Fontana (in Lombardia) e poi Gaetano Quagliarello, Olimpia Tarzia, Eugenia Roccella, Simone Pillon.
In Toscana abbiamo due cari amici che, da tanti anni si battono in difesa per la Vita al nostro fianco, GIOVANNI DONZELLI (Fratelli d'Italia) candidato per il centrodestra nel Collegio di Firenze alla Camera e LORENZO GASPERINI (Lega Nord) candidato per il centrodestra alla Camera per Livorno-Pisa-Poggibonsi. Non limitatevi a votarli ma fateli votare.
Insomma, amici lettori, domenica, in giornata, rechiamoci a depositare la nostra scheda nelle urne e diamo lo sfratto a Renzi e a tutta la sua Banda!

 Pucci Cipriani

lunedì 26 febbraio 2018

COMUNICATO URGENTE DI "CONTRORIVOLUZIONE" SULL'INCONTRO DELLA TRADIZIONE CATTOLICA DELLA "FEDELISSIMA" CIVITELLA DEL TRONTO

Comunichiamo che in occasione del Convegno della Tradizione Cattolica della "Fedelissima" Civitella del Tronto (che si terrà venerdì 9, sabato 10 e domenica 11 marzo 2018), gli alberghi convenzionati (Hotel "Fortezza" - Hotel "Zunica" e Hotel "Ermocolle") sono già al completo. Pertanto tutti coloro, che partecipano al Convegno e che vogliano pernottare il venerdì 9 e il sabato 10, ove non lo avessero fatto, sono pregati di prenotare subito ai seguenti alberghi in prossimità di Civitella del Tronto: 

HOTEL MIAMI - Viale Vibrata, 2 - 64010 Villa Lempa (frazione di Civitella) tel. 0861 - 919183
Camera singola - Euro 45,00
Camera doppia - Euro 65,00

HOTEL SCACCO ROSSO - Via Piave, 23 - S. Egidio alla Vibrata tel. 0861 - 843 139
Camera singola - Euro 35,00
Camera doppia - Euro 60,00
Camera tripla - Euro 75 00 

Ai giovani che rientrano nella categoria "tariffa ridotta" e che hanno prenotato verrà assegnata la camera venerdì pomeriggio alle 17,30.

giovedì 22 febbraio 2018

Il voto a chi difende la Tradizione Cattolica e la nostra identità!


Sub Christi Regis Vexillis militare gloriamur
Organo Ufficiale dell’ANTI 89 Diretto da Pucci Cipriani



ETIAMSI OMNES EGO NON 


Lettera della Comunione Tradizionale
Il voto a chi difende la Tradizione Cattolica e la nostra identità!


La Democrazia totalitaria dominante oggi in Italia è quanto mai lontana dalla Tradizione; nessuna forza politica presente in questo o nel futuro Parlamento rispecchia il nostro modello ideale; sarebbe tuttavia un gesto sterile rinunciare ad esprimere il proprio voto nell'unica occasione in cui i cittadini possono manifestare la loro volontà, che avrà comunque un peso.

Noi crediamo che il voto vada dato sulla base di convinzioni profonde. I concetti di Destra e di Sinistra non hanno per noi perso valore. Perciò i partiti di sinistra non potranno mai avere il nostro suffragio, né il parolaio Renzi che ci ha regalato le unioni omosessuali, il Gender, l'eutanasia "nascosta" e i cui verbi sono sempre declinati al futuro (ridurremo le tasse?!), né l'ennesimo magistrato che ha compromesso il prestigio della toga dichiarando di aver sempre votato a sinistra e capeggiando un partito scissionista.

Il Movimento Cinque Stelle pur non ufficialmente tale, è in larga parte di sinistra, con tutte le caratteristiche di una rivolta di demagoghi e incompetenti.

Una così detta "estrema destra", Casa Pound, prevede nel suo programma: "aborto gratuito per chi lo voglia nelle strutture pubbliche", affermando anche che "l'eutanasia non è un delitto ma un diritto di tutti i cittadini". Va accostata alla strega Bonino, che merita solo il nostro disprezzo.

Il sistema elettorale non consente di esprimere preferenze per i candidati, ma solo di scegliere un partito. Nell'ambito del centro-destra la Lega e Fratelli d'Italia hanno votato contro le leggi LGTB. Occorre contribuire al loro successo — preferendo naturalmente tra i due simboli (Lega e Fratelli d'Italia) quello in cui sia il nome di qualcuno che si sia speso in difesa della vita dal concepimento ala morte naturale e per i valori della Tradizione — che rassicurerebbe contro ogni cedimento della coalizione. 

Pucci Cipriani
Ascanio Ruschi

Firenze, 22 febbraio 2018 - Cattedra di San Pietro ap

martedì 13 febbraio 2018

RITRATTI IN PUNTA DI... SPILLO. DON MILANI E IL SUO SCUDIERO!

Dalla parte di Caino – ovvero da parte di coloro che, dopo aver preso seggi e remunerazioni, in nome del centrodestra, della destra, dei "valori non negoziabili", passati allegramente all'altra sponda... ovvero alla Sinistra del gender, dell'all'aborto, dell'eutanasia, del caos, delle tasse, della Fornero – ora hanno scoperto un nuovo Santo, don Lorenzo Milani, quello che si batté contro la scuola meritocratica, il "prete rosso" , che precorse la rivoluzione sessantottarda e proclamò che: "L 'obbedienza non è più una virtù ma la peggiore delle tentazioni"; ma c'è di più, ovvero, una lettera dello stesso don Milani al suo amico e "Compagno" Giorgio Pecorini che, tra l'altro, recita testualmente:
"Quando si vuol bene davvero ai ragazzi, bene come gliene può volere solo la mamma che li ha fatti o il maestro che li ha partoriti alla vita dello spirito, o il prete che non ha donna o figli fatti per mezzo del pipì ma solo figli fatti per mezzo dei Sacramenti e della Parola allora il problema della scuola confessionale o non confessionale diventa assurdo, ozioso. Quei due preti mi domandavano se il mio scopo finale nel far scuola fosse di portarli alla Chiesa o no (...) E io come potevo spiegare a loro così pii e così puliti che io i miei figli li amo, che ho perso la testa per loro, che non vivo che per farli crescere, per farli aprire, per farli sbocciare, per farli fruttare? (...) E che se un rischio corro per l'anima mia non è certo quello di aver poco amato, ma piuttosto d'amare troppo (cioè di portarmeli anche a letto!) . (...) la gente non crede a chi non ama.... E chi potrà mai amare i ragazzi fino all'osso senza finire di metterglielo anche in culo se non un maestro che insieme a loro ami Dio e tema l'inferno e desideri il paradiso? "
(Cfr. Lettera di Don Milani a Giorgio Pecorini, da Barbiana il 10 novembre 1959 in Giorgio Pecorini "Don Milani! Chi era costui?" pp.386-391, Ed. Baldini e Castoldi, 1996)
Le recenti vicende del "Forteto", poi, ancora brucianti e angoscianti, vedono protagonisti (nonostante gli imbarazzati e imbarazzanti "distinguo") coloro che alle idee di don Milani si ispirarono (cerca su Google Il Covile n. 729 Catastrofe del Cattocomunismo fiorentino).
E ci voleva questo "incipit" per capire il personaggio di cui farò un breve ed essenziale ritratto : l'illustrissimo signore Onorevole Gabriele Toccafondi, Sottosegretario del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca... insomma un pezzo da novanta della politica italiana...
Questo illustre personaggio nasce a Firenze nel 1972; ancor ragazzino era già un "personaggio anonimo" ma che, proprio per questo, amava farsi notare stando giornate intere attaccato alle gonnelle del parroco... insomma di quei "vota...nidi" che facevano esclamare al buon prete : ma a casa tua non vai mai?
Cresciuto così, tra la sagrestia, il "circolino", la nutella, le merendine, e qualche raro calcio al pallone (meglio non affaticarsi... il lavoro uccide) frequentò anche l'Istituto Tecnico e l'Università anche se – si dice – lo studio e i libri non siano mai stati il suo forte. L'ultima lettura dell'Onorevole Sottosegretario, stando al mio fantasioso "informatore", risalirebbe a "Piccolo Alpino" di Salvator Gotta quando ancora la mamma lo metteva a letto, dopo avergli fatto fare i compiti.
Poi conosce Cielle e don Giussani (i maligni dicono che il Gius, in realtà, non lo abbia mai voluto incontrare) e cresce, immagino, facendo amicizie ed esperienze nella "Compagnia delle Opere" , in odore di "tangenti", non troppo stimata dall'On. Rocco Buttiglione che, una volta, in un incontro televisivo disse, a bruciapelo, a un Dirigente della medesima Compagnia che avrebbero dovuto osservare l'Undicesimo Comandamento; e alla domanda dell'interlocutore, stupito, che chiedeva cosa recitasse l'Undicesimo Comandamento, Buttiglione rispose sornione:  "Ruba un po' meno!"
Ma anche in CL il Leccafondi (come veniva chiamato) tenne sempre un "profilo basso" imparato da un motto che regnava nelle sagrestie e nelle sezioni periferiche democristiane: "Per sopravvivere non importa saper nuotare, basta saper fare il morto... stare a galla" e, infatti, attaccato alla giacca del Rettore Franco Scaramuzzi che, ormai vecchio e pieno di acciacchi, vede nel personaggio un angelo custode , e se lo porta, nel 1999, in Consiglio Comunale per il Centrodestra mettendolo in una delle liste che lo appoggiano, mi sembra quella degli "Amici del gatto e del cane" (quindi, a differenza dei partiti, qui non c'è bisogno di molte preferenze... ne bastano una trentina). E del cane il "Leccafondi" ha tutte le doti: sa fiutare, scodinzolare, uggiolare, guaire di fronte al padrone e, massimamente, è esperto nell'arte del leccaculismo.
Il Signor Nessuno, vestito in grisaglia, un "lupacchiotto" impertinente, con la faccina del bambino viziato con l'eterno "broncino", il ricciolo vago, galleggia, fa il morto, non pesta i piedi a nessuno, lo chiamano "Ragazzi son con voi!", infatti dà ragione a tutti, non si schiera. Raccontano che nel quinquennio una sola volta abbia chiesto la parola e, di fronte a un Consiglio Comunale allibito, che, finalmente, sentiva la sua voce, abbia sibilato: "Sarò breve, Signor Sindaco, ho chiesto la parola solo per domandare se sia possibile chiudere quella finestra là in fondo perché qui passa lo spiffero... e io non vorrei prendere la bronchite... già ieri mi faceva male la gola".
Da qui "Gabri", come lo chiamano gli intimi che siedono alla sua mensa, spicca il volo, conosce Verdini il ras "loggiatico" di Forza Italia, l'uomo che ha passato la vita a far leggi elettorali "ad personam" in quanto quando si è presentato non ha preso nemmeno il voto della moglie, il messia della Gran Loggia, quello che distruggerà completamente il centrodestra in Toscana, e Verdini, che non ha Patria né Bandiera, vede in questo giovanotto uno che se ne sta nel suo guscio, sa riportar l'osso e non rompe le scatole con gli ideali, principi e fesserie del genere, gli mette la livrea e lo imbarca sulla sua Filibusta: nel 2004 è eletto in Consiglio Comunale per Forza Italia, nel 2008 lo nomina Parlamentare per il Popolo delle Libertà e lo rinomina nel 2013, e dal 2008 al 2013, al servizio di Verdini, Gabriele Toccafondi diventa anche coordinatore di Forza Italia, quindi , praticamente, "caporione" del centrodestra a Firenze. Dal 2013 "Gabri" è al top infatti il duo Renzi-Verdini: premia il Quisling fiorentino che ha pugnalato alle spalle – insieme a Lupi, quello dei Rolex, Alfano (Vittorio Sgarbi definisce in TV il duo Alfano-Verdini "Due ladroni, due scorregge fritte") e altre fantasime–- Silvio Berlusconi e gli dà i "trenta denari" nominandolo nientemeno che Sottosegretario all'Istruzione, alla Università e alla Ricerca e, insieme al Ministro Maria Chiara Carrozza nel Governo Letta e sotto i Ministri Stefania Giannini e, ultima, "La più migliore" la Fedeli, è stato protagonista – ed ha ancora il coraggio di professarsi cattolico – della Legislatura, la più disastrosa del Dopoguerra , che ha praticamente – imponendo anche un cambiamento antropologico – distrutto quello che ancora rimaneva della Civiltà Cristiana.
C'è chi per questo, in attesa di un Giudizio Supremo a cui nessuno, nemmeno i furbetti sfuggiranno, non dormirebbe la notte o si ritirerebbe nella Trappa... cose troppo difficili perfino da pensare per il nostro "Gabri" che, poverino, fa sonni tranquilli e semmai alla Trappa va a mangiar la minestra dei frati e a mendicar voti, il quale , prevedendo di non aver più il tempo di lavorare si era già premunito entrando come dirigente in una RSA (Residenze Sanitarie Anziani) guadagnando (nulla di illegale sia ben chiaro!) così anche sui poveri vecchi costretti ad andare in Casa di Riposo; il Presidente della cooperativa RSA è Massimo Mattei, allora "Pupillo" di Renzi , Assessore del PD caduto in disgrazia per un giro di escort e dimessosi da ogni carica (dimostrando, almeno lui, una sua coerenza!), inoltre Gabriele "Leccafondi" ha molti agganci in Curia a cominciare da Enrico Viviano, l'ex portavoce del Card. Antonelli, che si fece assumere all'Opera del Duomo per due anni (2013-2015) prendendosi una liquidazione (ripeto due anni di (non)lavoro!) di 330.000 Euro (seicentosessantamilioni di vecchie lire), dopo naturalmente aver preso l'altra liquidazione dalla Curia e suscitando l'ira dei fiorentini che avevano versato 170.000 per i restauri del Battistero... soldi andati in tasca al Viviano, il confidente, l'amico, il suggeritore di Maniago, implicato nello scandalo di pedofilia della Regina della Pace e oggi, "ripescato" da Bergoglio e messo in una Commissione di (distruzione) liturgica per ostacolare l'opera del Cardina Sarah.
Le nostre fonti ci dicono che Gabri, prima della composizione delle liste sia andato ad elemosinare, piagnucolando, un posto in Forza Italia, ma sembra anche che l'avvocato Ghedini per poco non lo mettesse in orbita con un calcio nelle parti molli, per cui, parafrasando il Bollettino della Vittoria di Armando Diaz, potremmo scrivere a proposito del Nostro: "I resti di quello che fu uno dei più potenti e arroganti voltagabbana d'Italia risalgono in disordine le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza".
Ma "Leccafondi" non si perde d'animo e, fedele al motto Francia o Spagna purché se magna corre da Renzi e, rinfacciandogli i suoi servigi e le pugnalate date alle spalle di Berlusconi, ottiene un seggio blindato nel Collegio 1 di Firenze per "aiutare" il PD e le proprie finanze... e siccome contro il PD di Renzi i Liberi ed Uguali di Grasso schierano nello stesso collegio di Firenze 1 la figlia di Michele Gesualdi, Sandra (Onore al merito): va dato atto che i Gesualdi, idee non condivisibili a parte, almeno sono persone coerenti e serie e hanno seguito sempre il donmilameuccismocomunismo!) a Toccafondi hanno fatto un corso accelerato su don Milani (lui pensava fosse il priore di Roccacannuccia) e allora, il Leccafondi, si è entusiasmato di questa sua nuova conoscenza e, sembra, abbia voluto leggere anche la "Lettera a una Professoressa" dove il prete "rosso" minacciava i professori che rimpiangevano la vecchia scuola media di mandarli in Siberia quando i comunisti fossero venuti al potere.
Fa perfino un video il Toccafondi Gabriele dove spiega che lui don Milani ce l'ha nel cuore (in confronto i Gesualdi manco l'hanno conosciuto!) e che è andato a Barbiana, prima di iniziare la campagna elettorale (ha saputo "Gabrielino bello" che a Barbiana c'era stato anche Bergoglio, con tutti preti di Firenze... ma non avevano invitato però le vittime del "Forteto", la cooperativa rossa pedofila degli ex seguaci del donmilameuccismo) era stato – udite, udite – a pregare sulla tomba del prete fiorentino:

"perché nel Paese in questi cinque anni abbiamo fatto un percorso nel ricordo di don Milani. Avevo appena iniziato a fare il Sottosegretario nel 2013, quando Papa Francesco incontrò tutto il suo mondo".

E qui a me viene il vomito perché il Leccafondi si copre dietro don Milani e papa Francesco per giustificare tutte le infamie e i crimini commessi da questo governo che ha smantellato – Gabriele Toccafondi, in testa – ogni "principio non negoziabile" : ammettendo il divorzio breve, i matrimoni pederastici (quando, dopo "Piccolo Alpino" e "Lettera a una professoressa" il Toccafondi leggerà un altro libro – mi dice il prof.  Vincicio Catturelli  – dovrebbe cercare il brano della Bibbia in cui si narra la distruzione col fuoco delle città di Sodoma e Gomorra), l'eutanasia nascosta, il gender nelle scuole per cui si corrompe l'infanzia togliendo ai bambini anche l'unica cosa di cui eran certi: il Genere, infatti Dio ci ha creato maschi e femmine...
Ma di questo il Toccafondi se ne strafrega anzi, con la più grande faccia tosta, va balbettando ai suoi amici (anzi suoi ex amici) che lui, ha fatto di tutto, per "mitigare" le leggi... altrimenti avrebbero fatto ancor Peggio. (Torno a vomitare)
Ora Gabrielino passa dalla Curia alla Casa del popolo dove, dice lui, lo accolgono benissimo perché, ohibò, ora, di fronte ai compagni, fa sentire anche la sua voce e all' "I CARE" milaniano ha sostituito il "ME NE FREGO" fascista e incalza l'Iscariota:

"Me ne frego di chi urla più forte nel centro Destra".

Dopo corre a Sesto Fiorentino dove la Curia, seguendo il nuovo corso sovietico-bergogliano, ha svenduto, per "trenta denari" un terreno destinato al Culto Cattolico e lo ha fatto acquistare ai Musulmani per costruirci la Moschea, siglando il patto con il Gran Sinedrio al Completo: l'Imam fiorentino, il Rabbino, l'altro Imam Giuseppe Betori e il Rettore rosso dell'Università... a Sesto c'è rivolta: la popolazione è rimasta allibita e minaccia di vendicarsi con la Curia non versando l'otto per mille alla CEI cattocomunista e filomusulmana. Fratelli d'Italia ha affisso un grande cartello (6 metri per tre) in cui campeggia la scritta: "NON ALLA MOSCHEA PRIMA GLI ITALIANI" uno slogan condiviso, lì, a Sesto, non solo dai "destri" ma anche da molti "compagni" che sono stufi di questo calabrachismo di fronte all'invasione islamica.
Ma il Toccafondi Gabriele, a comando del Signor Padrone, abbaia : "A Sesto Fiorentino sembra partita la campagna elettorale. Che c'entra la preghiera con ‘prima gl'italiani’?"
E stavolta il "sagrestanino" ha preso proprio posizione... lontano il suo intervento per far chiudere la finestra!
Ma mal gliene incorse e, infatti, gli risponde Giovanni Donzelli, candidato alle elezioni nel proporzionale per FdI e combattivo Capo Gruppo in regione di FdI

"Non mi stupisce che l'ex capo del Centrodestra a Firenze e ora neorenziano Gabriele Toccafondi sia diventato, proprio nei giorni in cui si decidano i seggi (la polemica risale ad alcune settimane fa, n.p.c) , a favore dell'islamizzazione dell'Italia e si offenda a leggere la scritta "Prima gli italiani". Lui è libero di cambiare idea (del resto) in perfetto stile PD lui si interessa dei problemi di tutti meno che dei cittadini sestesi".

EXPLICIT
Rimandiamo all'Incipit: Leggano bene quello che ha detto don Milani, il nuovo idolo del Toccafondi nella lettera a Giorgio Pecorini. Lo stesso Signor Onorevole Sottosegretario si permise di dire, con la sua solita ignorante sicumera e con il suo solito cattivo gusto, tempo fa: "Saba grande poeta ma pedofilo!" dimostrando anche di non aver letto Saba che è davvero – provi a leggerlo il novello "Pioniere" donmilaniano – un grandissimo scrittore e poeta... forse "Gabri" un giorno imparerà che c'è anche un amore "ideale" superiore come quello di Dante per Beatrice. Rilegga ciascuno bene le parole di don Milani e poi consideri il personaggio Toccafondi che ha detto quello che ha detto...

UNA LETTERA - COMMENTO DEL PROF. VINICIO CATTURELLI DA MONTECATINI
Caro Pucci Cipriani,
ho letto il Suo "pezzo" benissimo! l'ultimo acciacco mi impedisce, per il momento, di scrivere – ho novantotto primavere suonate – ma non mi estraneo dal giornalismo che ho iniziato nei lontani anni all'Università di Buenos Aires. Spero ci vediamo domenica da Manlio, qui a Montecatini, e comunque il mio archivio è sempre a sua disposizione.
Dopo le manifestazioni piazzaioli della sinistra che, ora, fa il gioco delle parti, i moderati e gli estremisti... rivedo l'immagine della manifestazione di Macerata e una ragazza che issa un grande cartello: "La mia fica dice NO AL FASCISMO" ... in nome della parità dei sessi, delle pari opportunità e della par condicio il giovanotto capelluto che le sta vicino dovrebbe issarne un altro con la scritta "Il mio culo dice SI' AL COMUNISMO"... Il dare e l'avere, insomma, la doppia partita come si diceva un tempo...
L'aspetto allora domenica. E guardi un po' un vecchio in che discorsi è costretto a entrare.


Articolo di Pucci Cipriani

giovedì 8 febbraio 2018

XXXI INCONTRO DELLA TRADIZIONE DELLA “FEDELISSIMA” CIVITELLA DEL TRONTO (10/03/2018)

LE RELAZIONI DI SABATO 10 MARZO 2018


Ore 10 - Pucci Cipriani - Direttore di «Controrivoluzione» - Prolusione al Convegno Saluto di Don Mauro Tranquillo - FSSPX Saluto dell’Onorevole Fabrizio Di Stefano

Massimo de Leonardis - Storico - Ordinario di Storia delle Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica di Milano - “1918 - 2018: il Secolo delle Rivoluzioni”

Marco Solfanelli - Editore - Presentazione del nuovo numero di «Controrivoluzione» e delle novità editoriali della Casa Editrice «Solfanelli»

Massimo Viglione - Docente Universitario - Storico - Invasione islamica: «La Conquista della Mela d’Oro: Islam ottomano e Cristianità tra guerra di religione, politica e interessi commerciali» (1299-1739)

Andrea Sandri - Docente Università Cattolica di Milano - “Le Insorgenze cattoliche dimenticate: Cornovaglia, Smaland, e Maryland”

Rodolfo de Mattei - Scrittore, giornalista. Direttore di www.osservatoriogender.it - “La Rivoluzione di Internet”

Ascanio Ruschi - Avvocato - Presentazione della VIII Marcia per la Vita (Roma 19 maggio 2018) contro il crimine dell’aborto

Cristina Siccardi - Scrittrice - 1978 Tre Papi in un anno: dal dubbio, all’incoscienza passando per il sacrificio

Lorenzo Gasperini - Redattore di “Controrivoluzione” - “Augusto Del Noce e il Sessantotto: dal Surrealismo al Marxismo”

Roberto de Mattei - Docente Universitario - Presidente della Fondazione Lepanto - “1978 -2018 Dall’aborto all’Eutanasia”

Patrizia Fermani - Docente emerita nell’Università di Padova - “I DAT e la licenza umanitaria di uccidere”

Carlo Manetti - Docente Università private - “Il Sessantotto come conseguenza e non causa della crisi della chiesa. Il caso don Milani”

Alessandro Elia - Pubblicista - “Il Sessantotto: mistica della Rivoluzione”



L’ordine delle conferenze che si terranno nella giornata di Sabato all’Hotel “Fortezza” potrebbe essere cambiato.


Annunciamo con estremo piacere che sarà presente ai tre giorni dell’incontro il Maestro Giovanni Gasparro che esporrà tre sue opere all’Hotel “Fortezza” - all’opera del Maestro Gasparro “San Pio V e San Carlo Borromeo difendono il Cattolicesimo dall’Islam e dall’eresia protestante” abbiamo dedicato una delle due cartoline commemorative del XXXI Incontro della “Fedelissima” Civitella del Tronto.

mercoledì 7 febbraio 2018

XXXI INCONTRO DELLA TRADIZIONE DELLA “FEDELISSIMA” CIVITELLA DEL TRONTO 2018

1918 - 2018 I TEMPI DRAMMATICI DELLA STORIA


Il 2018 segna il centenario di un avvenimento epocale: la fine della Grande Guerra che segnò la scomparsa di gran parte di quanto resta- va dell’Europa tradizionale. A livello diverso ricordiamo anche il cinquantesimo anniversario dell’emanazione dell’Humanae Vitae, il quarantesimo anniversario dell’approvazione del crimine dell’aborto che ha prodotto sei milioni di vittime, senza dimenticare il cinquantenario del fenomeno grottesco ma gravido di conseguenze della contestazione sessantottina; inoltre ricorre quest’anno il quarantennale dell’elevazione al Soglio Pontificio di Giovanni Paolo II, premessa di uno dei fattori del crollo dei regimi comunisti. Tutta la storia deve comunque essere letta alla luce della Rivelazione divina.


I Convegni di Civitella hanno come costante tale lettura e la consonanza con coloro che della Tradizione sono stati e sono alfieri fedeli a cominciare in campo ecclesiale dalla Fraternità San Pio X. Nel corso degli anni molti amici si sono uniti a noi, altri hanno compiuto brevi passaggi per approdare ad altri lidi. Ringraziamo la Divina Provvidenza per i primi e stendiamo un velo pietoso sui secondi.


PROGRAMMA

Venerdì 9 marzo (Hotel Fortezza) 
Ore 18,30 - S.Messa in rito romano antico “ad memoriam” di Ornella Di Donato in Di Stefano 
Ore 21, 30 - “Via Crucis” con fiaccole per le vie di Civitella del Tronto 
Ore 22, 30 - Benedizione nella piazza di Civitella.


Sabato 10 marzo (Hotel Fortezza) 
Ore 9 - S.Messa in rito romano antico “ad memoriam” di Giorgio Cucentrentoli di Monteloro 
Ore 10 - inizio dei lavori con il canto del “Salve Regina” 
Ore 13 - fine dei lavori Ore 13,30 pranzo 
Ore 15,30 inizio dei lavori 
Ore 20 termine dei lavori con il canto del “Credo”


Domenica 11 marzo (Hotel Fortezza - Rocca della “Fedelissima”) 
Ore 10 - S. Messa solenne in rito romano antico “ad memoriam” dei Martiri della Tradizione 
Ore 11- Partenza della processione verso la Rocca con recita del S. Rosario. Nella Piazzaforte della “Fe- delissima” Civitella del Tronto Alzabandiera con il canto del “Christus vincit” - Ricordo dei Caduti della Tradizione (Massimo de Leonardis) Saluto all voce (Pucci Cipriani) - Presso la chiesa di S. Jacopo alla Rocca Benedizione del Sacello contenente le spoglie dei caduti nella difesa di Civitella. 
Ore 12 - Visita alla Rocca e al Museo di Civitella del Tronto. 
Ore 13 - Riunione conviviale presso Hotel “Fortezza” e Arrivederci al 2019!


martedì 6 febbraio 2018

XXXI INCONTRO DELLA TRADIZIONE DELLA “FEDELISSIMA” CIVITELLA DEL TRONTO 2018 - Accoglienza

ACCOGLIENZA (hotel convenzionati)


N.B. Per maggiore chiarezza e al fine di evitare incomprensioni abbiamo deciso di differenziare i prezzi in base al servizio scelto, pertanto a seguito vedrete riportati i prezzi per quanto riguarda il pernottamento e i singoli pasti.


Hotel Fortezza 
Tel. 0861/91321 – fax 0861/918221


PREZZI CAMERE: 

Camera Singola € 40,00 a notte (prima colazione inclusa). 
Camera Matrimoniale € 50,00 a notte (prima colazione inclusa). 
Camera Tripla € 60,00 a notte (prima colazione inclusa). 
Camera Quadrupla € 70,00 a notte (prima colazione inclusa).


Hotel Zunica 
Tel. 0861/91319 – fax 0861/918150 

Solo pernottamento


Singola € 55,00 a notte 
Doppia € 85,00 a notte


Hotel Ermocolle 
Tel. 0861/91120 – fax stesso numero Solo pernottamento


Singola € 45,00 a notte 
Doppia € 60,00 a notte 
Tripla € 75,00 a notte

I pranzi verranno consumati all’Hotel Fortezza e una settimana prima verrà inviato anche il menù.

Cena di Venerdì 9 Marzo € 20,00 
Pranzo di Sabato 10 Marzo € 22,00 
Cena di Sabato 10 Marzo € 18,00 
Pranzo di Domenica 11 Marzo € 15,00



Note importanti:

I giovani che non abbiano superato il 27° anno di età e gli studenti universitari, potranno usufruire di un trattamento di favore: per i tre giorni - pernottamento e consumazione pasti all’Hotel Fortezza, tutto compreso (cena e pernottamento del venerdì - prima colazione, pranzo, cena e pernottamento del sabato - prima colazione e pranzo della domenica) a soli Euro 75,00€ In tal caso la prenotazione non va fatta all’albergo ma direttamente al Direttore di “Controrivoluzione” 3339348056 - pucciovannetti@gmail.com o all’Avv. Ascanio Ruschi avv.ruschi@libero.it .



Tutti coloro che non rientrino nella categoria dovranno prenotarsi direttamente agli alberghi, tenendo presente che i lavori del Convegno si svolgeranno all’Hotel Fortezza. I libri possono essere messi in vendita soltanto dall’Editore Marco Solfanelli, dalla “Fondazione Lepanto” e dalla Fraternità San Pio X.