sabato 27 ottobre 2018

Basilica S. Miniato al Monte di Firenze (di Filippo Bianchi)

Si segnala che la Basilica di San Miniato al Monte, capolavoro dell'architettura romanica fiorentina, ha recentemente cessato di essere solo un luogo di culto per divenire un luogo mondano.
Questa basilica ha sempre manifestato interesse, non solo per essere un meraviglioso luogo sacro in cui poter pregare e partecipare alle funzioni religiose, ma anche per la sua bellezza e il suo fascino storico e architettonico, tuttavia è ultimamente in voga per motivazioni diverse da quella che è la sua propria natura ma per istallazioni di arte contemporanea inconciliabili, inaccostabili allo stile classico e deturpanti (in allegato alcune foto).
Sull'esterno della basilica, spesso utilizzato per sfilate di moda, sono stati installati degli arbusti di differenti tipologie, che rappresentano il giardino del mondo e offuscano la facciata creando un effetto "orto botanico" in perfetta sintonia con la nuova moda del Naturalismo e dell'Ambientalismo, anticipo della nuova religione gnostica globale.
Troviamo anche una scultura costituita da un libro scolpito nel marmo installata su un piedistallo metallico arrugginito, che evidentemente non rappresenta il testo sacro poiché riporta una citazione del poeta Mario Luzi "non chiuderti però" della poesia "Bellezza", come a voler strumentalizzare nel contesto attuale sia il sacro che il profano, il bello e il brutto, l'antico e il nuovo per comunicare che bisogna cambiare, aprirsi e "costruire ponti".
Entrando nella basilica si notano tre installazioni, una conca metallica al centro della chiesa che funge da riflettore di luce, una nuova acquasantiera con quattro piedistalli irregolari inadeguata per la forma e la fattura e inopportuna poiché sono già presenti le acquasantiere originali e infine uno scaleo che diagonalmente svetta dietro la meravigliosa Cappella del Crocefisso come a voler artifiziosamente distrarre le anime dal Cristo, purtroppo non si trattava di lavori in corso come credevo entrando in Chiesa ma di un esperimento di trasformazione di un luogo di culto in una specie di museo d'arte contemporanea.
Il giovane frate benedettino P. Bernardo Francesco Gianni opera in perfetta sintonia con l'élite radical chic cattocomunista fiorentina stuprando anche i luoghi sacri se serve ad attirare folla e compiacere il mondo, lo si vede anche contornato da Lotti, Nardella e compagnia come lui stesso ostenta sui social. 
Inoltre in questa basilica ha anche avuto l'onore di poter celebrare le nozze "il compagno di merende" di Renzi, Carrai, sebbene non sarebbe possibile celebrare matrimoni presso la Basilica di San Miniato poiché i matrimoni disturberebbero la quiete dei monaci (così viene detto dai monaci a chiede di sposarsi lì). Purtroppo più che un monastero quieto è divenuto un luogo ludico teatrale come si può facilmente evincere dalle immagini, in cui solo quelli della cricca possono accedere al sacramento del matrimonio.
Spero che possiate mettere un riflettore su questa vicenda affinché sia ripristinata la sobrietà e l'autentica bellezza di questo luogo tanto caro ai fiorentini e al mondo.










venerdì 26 ottobre 2018

Nuove tendenze clerical chic (di Filippo Bianchi)

L'antichissimo saio ruvido di san Francesco indossato dai Frati Francescani dell'Immacolata, simbolo di penitenza e castità, è stato considerato démodé.
I benedettini olivetani della Basilica di San Miniato al Monte di Firenze, per non correre rischi di commissariamento, si sono subito adeguati alla nuova tendenza bergogliana "LGBT Clerical Chic" come si può notare dalla "mitra" orgogliosamente sfoggiata dall'abate.
Non ditelo a Ravasi, se lo vede magari la prossima volta potrebbe portarlo con sé alla sfilata di moda al Metropolitan Museum assieme alle zoccole scosciate vestite da papesse..



Se trasformiamo il nostro pianto in riso possiamo smascherare ed esorcizzare questa dissacrante fiera del ridicolo!

lunedì 22 ottobre 2018

Editoriale del n. 128 di Controrivoluzione: OMAGGIO A GIOVANNINO GUARESCHI

Editoriale
OMAGGIO A GIOVANNINO GUARESCHI
Uomo della Tradizione, a cinquant’anni dalla sua scomparsa
di Pucci Cipriani


Giovannino Guareschi morì, improvvisamente, il 22 agosto del 1968, nella sua piccola residenza estiva di Cervia. Era nato sessant’anni prima a Fontanelle di Roccabianca (PR) e, con Guareschi, muore uno dei più grandi scrittori italiani, profondamente cattolico e anticomunista, di cui era noto il suo attaccamento alla Monarchia e alla Tradizione. “Un uomo fuori del tempo, imprigionato nel XX Secolo” lo definì benevolmente qualcuno, un combattente che riuscì durante la sua vita a mettersi contro l’arroganza del Potere (e il Potere è cattivo e vendicativo): fu incarcerato dai fascisti (ma liberato, immediatamente, da Mussolini) ai tempi del giornale satirico “il Bertoldo” e, poi, con il regime repubblicano, perseguitato dai comunisti e dal “democristianesimo”, l’ideologia “cristiana” liberalmodernista che, come ha riconosciuto onestamente l’on. De Mita, ha trasformato milioni di elettori cattolici in “elettori democratici”, quindi dei poveri “fuchi” rotti al compromesso e pronti a rinnegare ogni principio... come puntualmente hanno fatto i “demo(niaci)cristiani”.
Scrive Marcello Veneziani: «Per comporre la biografia di Guareschi bisogna riconoscere i suoi tre paradossi: dopo due anni nei campi di concentramento nazisti, passò per un fascista; dopo aver vinto la battaglia nel ’48, appoggiando la DC di De Gasperi, finì in galera con la querela del medesimo De Gasperi; dopo aver umanizzato i comunisti, fondò il settimanale più efficace nella lotta al Comunismo e là scrisse il primo libro nero del Comunismo.»
Tornato dalla guerra, dopo due anni di campo di concentramento nazista, coerentemente, nel 1946, Guareschi votò nel referendum istituzionale per la Monarchia, denunziando, poi, quelli che lui chiamerà “i brogli delle calcolatrici dell’Onorevole Romita”, quindi, nel 1948 contribuirà, votando per la “falsa diga” democristiana, a sconfiggere il FDP (Fronte Democratico Popolare), ovvero PCI + PSI, che lui ribattezzò Fronte Democratico Pecorale. Sono rimasti famosi alcuni manifesti da lui stesso creati: “Compagni, nel segreto dell’urna, Dio vi vede Stalin no” e un altro che ricordava i 100.000 soldati morti o dispersi in Russia (allora Unione Sovietica). Lo scheletro di un soldato dell’ARMIR appoggiato a un reticolato di filo spinato che protende il braccio additando Garibaldi, simbolo del Fronte popolare, e la scritta: “Mamma votagli contro anche per me”.
Il Fronte Popolare fu battuto ma la DC di De Gasperi (“un partito di centro che guarda a sinistra”) non andava bene al nostro Giovannino che già nel 1946 aveva scritto sul glorioso “Candido”: «Qualcuno si ostinerà a voler trovare che “Candido” ha vaghe tendenze destrorse, il che non è vero per niente in quanto “Candido” è di destra nel modo più deciso e inequivocabile.»
E su “Candido” si rivelerà il genio guareschiano per cui non possiamo dimenticare le sue vignette: “Contrordine compagni” in cui i compagni da lui disegnati con tre narici (trinariciuto, in quanto la terza narice serviva a svuotare della materia grigia il cervello), si attenevano, alla lettera, agli ordini del loro quotidiano “l’Unità” e, quando c’era un errore di stampa, arrivava, di corsa, il “messo” che annunziava: “Contrordine compagni!” infatti la frase “Bisogna rieducare i compagni insetti” (e, nella vignetta, si vedevano i “Trinariciuti” intenti ad ammaestrare grilli, cavallette e scarafaggi) contiene un errore e quindi va letta: “bisogna rieducare i compagni inetti”.
Nel 1951 esce in Italia il film Don Camillo, di cui Guareschi scriverà il soggetto e la sceneggiatura — scriverà anche quelle delle altre quattro pellicole, ma a causa dei tagli “buonisti”, delle censure e delle mutilazioni volute dal Produttore, ritirerà, sdegnosamente, la firma — che racconta le avventure di un parroco della “Bassa” (don Camillo) e del sindaco comunista (Peppone)... è la vita politica e religiosa che si svolge, all’ombra del campanile e della torre civica; personaggi che Guareschi “deideologicizza” cogliendoli nella loro umanità, personaggi vivi e palpitanti che ci ricordano la vita dei nostri paesi, delle nostre contrade, delle nostre campagne, quando ancora ci si toglieva il cappello per salutare, si rispettava il “sacro”, si dava del “lei” e non del “tu” e i “comunisti” erano “sovversivi” fuori ma, conservatori, al pari degli altri, in famiglia... ancora esisteva la famiglia.
Il libro e il film di don Camillo ebbero e hanno tuttavia un meritatissimo, grandioso successo e che pareva imprevedibile allora. Don Camillo fu tradotto in tutte le lingue... persino il Pontefice, Giovanni XXIII, proporrà all’autore di comporre il Catechismo della Chiesa Cattolica con i propri racconti e le proprie vignette; ma lo scrittore della Bassa non accettò, non si ritenne all’altezza di trattare temi così alti... e anche l’umiltà fu una delle caratteristiche del Nostro.
Questo suo successo di pubblico (milioni le copie vendute dei vari volumi delle avventure “camilliane”) rese ancor più indigesto l’autore, non solo ai “pesci rossi dell’acquasantiera”, ma perfino a coloro che, invece, avrebbero dovuto apprezzarlo, ma furono (e sono) presi dalla gelosia; e allora cominciarono a dire che Guareschi “banalizzava la realtà” e, detti “cazzerellini tutto pepe e sale”, decretarono che non potevano seguire un uomo che riduceva il linguaggio a “poche e colorite frasi” e il cui impegno si riduceva al motto: “Dio - Patria - Famiglia”... mentre i loro cervellini pensavano (verbo troppo impegnativo il pensare!) alle nebbie del Nord e alle corna di Odino, a Maometto e al paradiso musulmano dove “gli untorelli della falsa destra”, avrebbero fatto quello che non avevano e non hanno fatto in vita: scopare vergini e urì in mezzi al verdeggiante paesaggio, dove scorrevano fiumi di biondo miele e di ambrosia.
Nei libri di Giovannino Guareschi vi ritroviamo la vita del “dopoguerra”. Vengono raccontati quegli episodi della “guerra civile” che insanguinò l’Italia, e Giovannino Guareschi pur narrando, senza veli, quei truci e sanguinosi episodi, ha parole di pietà per i vivi e per i morti: «Fratelli, si parla di dialogo tra chi sta sulle opposte sponde. Queste anime che noi ricordiamo stanno sulla sponda della morte e parlano a noi che stiamo sulla sponda della vita. Ascoltiamo ciò che ci domandano e il nostro cuore troverà la giusta risposta. Amen.»
E, profeticamente — lui che morì all’alba della Rivoluzione Sessantottarda — capirà la grande portata della medesima e metterà in guardia i giovani dai “cattivi maestri”: «Protesto perché nessuno dice a questi giovani: diffidate di chi vi sorride e vi dà importanza eccezionale. Vuole rifilarvi un giornale, un libro, un disco, una rivista pornografica, un intruglio gassato, una chitarra, un allucinogeno, una pillola, una scheda elettorale, un cartello, un manganello, un mitra. Protesto perché sono stato giovane e buggerato come saranno irrimediabilmente buggerati i giovani d’oggi...»
Tra don Camillo e Peppone, e gli altri eccezionali personaggi che fan loro da corona, anche dopo ardue baruffe si trova sempre la “quadra”... è il cuore a prevalere sull’ira, sull’odio, sull’orgoglio e, lo abbiam detto, sull’ideologia... ma un’altra, ben più grave rivoluzione si era già abbattuta sulla Chiesa, quella del Concilio Vaticano II, come ebbe a dire il “rosso” cardinale Suenens: «Il Concilio Vaticano II è stata la nostra rivoluzione, il Sessantotto della Chiesa.»
Ma qui non c’è Peppone, lo Smilzo, il Brusco, la Gisella a competere con il povero prete di campagna, qui c’è don Francesco — ahimè, ahimè questo Francesco — detto “Chichì” che è «un pretino progressista e sculettante — scrive Alessandro Pronzato — della nouvelle vague in giacchetta e cravatta (...) lustrato a dovere; munito di spiderino rosso, allevato artificialmente ingozzando formule e slogan, portatore di istanze sociali, fautore di una teologia che si è sbarazzata di tutto il vecchiume (...) tarantolato dalla smania delle riforme (...) assume con evidente compiacimento posizioni di avanguardia, propugna idee “aperte”... Parola d’ordine: “Demistificare”... buttare in soffitta il ciarpame devozionale, lottare contro la superstizione, mettersi al passo con i tempi, dialogare con i lontani... Fa di tutto per apparire anticonformista, controcorrente (...) Di fatto, tuttavia, il vero anticonformista è don Camillo. Le mode non lo toccano. I suoi modi ruvidi risultano come al solito efficaci.»
Sì, insomma un Francesco (don Chichì) supponente e carico d’orgoglio, così carico di risentimento e di odio per il passato della Chiesa, un odio che lo acceca e gli fa vedere ovunque “reazionari” in agguato, anche nell’umile vecchietta che accende il suo lumino in chiesa.
Guareschi ne ha passate tante ma non è mai stato con le mani in mano: nel 1954 inizia il processo "De Gasperi - Guareschi", infatti quest’ultimo aveva pubblicato sul settimanale della Rizzoli da lui diretto, due lettere attribuite a De Gasperi in cui l’arcigno politico di Trento avrebbe chiesto al Comando inglese di bombardare Roma per “per infrangere l’ultima resistenza morale del popolo romano”. Naturalmente il Direttore di “Candido” non fece la cosa a cuor leggero: aveva fatto fare alle due lettere un’accurata perizia a un illustre personaggio, il dottor Umberto Focaccia, perito dello stesso tribunale di Milano il quale: «... dopo un lungo, attento e scrupoloso esame di confronto con molti altri iscritti sicuramente di De Gasperi...» non poté che dichiarare: «In piena coscienza di riconoscere per autentiche del De Gasperi la scrittura del testo e la firma di cui sopra.»
Il Processo per “direttissima”, meglio sarebbe parlare di “esecuzione”, doveva essere veloce e la Corte negò la perizia calligrafica e chimica delle due lettere, in quanto si opposero gli avvocati del politico trentino come si opposero, ritenendole inutili, a tutte le altre deposizioni potenzialmente favorevoli al Direttore del “Candido”. Guareschi fu condannato a 22 mesi di reclusione. Dopo il primo processo un altro ne fu fatto, da altro Collegio, che avrebbe dovuto pronunziarsi sul “falso”... ma il Collegio decise che non c’era nulla da decidere se non la distruzione del “corpo del reato”... giustizia allegra!
Giovannino Guareschi non chiese sconti, non chiese la “grazia”: era stato due anni nel lager nazista; starà due anni in quelli “democratici repubblicani”, ma è amareggiato e avvilito, commenta con il suo Dante: «... e il modo ancor m’offende... No, niente Appello. Qui non si tratta di rifondare una sentenza, ma un costume... Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia», e porta con sé, nella sua cella, anche lo “spirito” di don Camillo e di Peppone, e continuerà, chiuso in gattabuia, a far scriver ai due le loro storie, tanto, esclama: «Nella mia cella è sempre primavera: il guaio è che è primavera anche fuori...»
«Ci sono stato io in galera, ci può stare Guareschi», commenta “misericordiosamente” Alcide De Gasperi.
In carcere nulla gli fu risparmiato: «Domani farò un’istanza al Ministero — scriveva l’illustre prigioniero — acciocché mi autorizzi per il 1° maggio, a compiere i 47 anni. Scriverò pure un’istanza al Procuratore della Repubblica per ottenere due paia di mutande pulite ogni settimana.»
Esce dal carcere profondamente provato nel corpo (si aggrava l’ulcera di cui soffriva e arrivano gravi problemi cardiocircolatori... per cui dovrà andare per un non breve periodo di tempo a curarsi in una clinica svizzera) ma Giovannino è ancor più provato nell’animo anche se aveva scritto e lavorato senza aspettarsi la riconoscenza di nessuno... figuratevi quella degli ibridi democristiani che, a lui, dovevano la vittoria del 1948. Guareschi uscì dal Carcere di San Francesco del Prato (Parma), dove era entrato nel maggio 1954, nel luglio del 1955, dopo 409 giorni di carcere... altri sei mesi dovrà scontarli in libertà vigilata.
Nel 1957 lascerà la Direzione di “Candido” pur continuando a collaborarvi: quando nel 1961 uscì Don Camillo Monsignore... ma non troppo lontano dalla spirito “guareschiano” cessò la collaborazione con la Rizzoli e Angelo Rizzoli, nonostante avesse fatto le sue fortune, con lo scrittore della Bassa, chiuse anche il “Candido”.
Giovannino fu chiamato a “La Notte” da Nino Nutrizio e anche da “Oggi” in cui, settimanalmente, scriveva lo spassoso “Corrierino delle Famiglie”, poi cura una rubrica su “Il Borghese” di Mario Tedeschi e, nel 1968, fu chiamato di nuovo al “Candido” che aveva ripreso Giorgio Pisanò, ma morì prima di cominciare la collaborazione, come abbiamo detto, a Cervia.
Negli ultimi anni si era battuto contro la Rivoluzione conciliare e rimane un pezzo famoso, da antologia, scritto da Giovannino: “La Messa Clandestina” in cui è lui a scrivere al “suo” don Camillo esautorato dai nuovi barbari dell’iconoclastia conciliare:
«(Don Camillo) potrà celebrare una Messa Clandestina per pochi Suoi amici fidati. Una Messa in latino, si capisce, con tanti oremus e kirieleison. Una Messa all’antica, per consolare tutti i nostri Morti che, pur non conoscendo il latino, si sentivano, durante la Messa, vicini a Dio, e non si vergognavano se, udendo levarsi gli antichissimi canti, i loro occhi si riempivano di lacrime. Forse perché, allora, il Sentimento e la Poesia non erano peccato e nessuno pensava che il dolce, eternamente giovane volto della Sposa del Cristo potesse mai mostrare macchie o rughe. Mentre Essa si presenta a noi dal video profano, col volto sgradevole e antipatico del Cardinale Rosso di Bologna (Lercaro, n.p.c) e dei suoi fidi attivisti, gentilmente concessi alla Curia dalla locale Federazione Comunista. Don Camillo tenga duro: quando i generali tradiscono abbiamo bisogno più che mai della fedeltà dei soldati. La saluta affettuosamente il suo parrocchiano Giovannino Guareschi.»
Il Caporione comunista Palmiro Togliatti definì Guareschi: «Tre volte idiota, moltiplicato per tre» ma Giovannino definì l’espressione: “un ambito riconoscimento”, in precedenza il giornale dell’Azione (non) Cattolica le cui firme saranno, in seguito, il “Gotha” del Cattocomunismo aveva definito lo scrittore della Bassa uno scarafaggio e che a stringergli la mano «non si poteva non avere un senso di nausea»... altra onorificenza che giunse, in contemporanea, con la gradita nomina di Re Umberto, dal suo esilio di Cascais, a Grand’Ufficiale della Corona d’Italia.
“L’Unità”, il giornale dei Trinariciuti rossi, scrisse all’indomani della sua morte: «Malinconica fine di uno scrittore che non era mai nato.» La Televisione di regime — che per trent’anni si rifiutò di presentare i suoi film che, poi, toccheranno vette di ascolto mai raggiunte da nessuna pellicola — dedicò pochi secondi all’annunzio della sua morte, lo stesso fece la grande stampa.
Baldassarre Molossi, Direttore de “La Gazzetta di Parma” scrisse: «Guareschi ha avuto la sfortuna di morire in Italia...» e fu uno dei pochi giornalisti che parteciparono alla “sepoltura” che avvenne, in una giornata buia e piovosa del mese di luglio... non c’erano vip, né grossi Papaveri, né intellettuali radical chic. Erano presenti nel piccolo cimitero di Brescello, insieme ai due figli (la moglie Ennia non si sentì di assistere alla tumulazione) oltre al Molossi, Enzo Biagi, Carlo Manzoni, Giovanni Mosca, Nino Nutrizio, Enzo Ferrari... c’era anche, con le lacrime agli occhi, il sindaco socialista di Fontanelle di Roccabianca, il paese natale di Giovannino. E gli amici “del bar”.
Ma ogni giorno, in attesa di rivederlo in Paradiso, noi Giovannino — e con lui i suoi personaggi — lo abbiamo incontrato, nei suoi racconti, nelle sue storie, in famiglia con i nostri nipoti, nelle scuole con i nostri alunni, nelle Università con gli studenti che ancor oggi si commuovono rivedendo quel “mondo pulito”, quel pugnello di case e quelle vite agitate che, sembrava, volessero tener stretto, nei loro pugni, un po’ di quel cielo della Bassa.
Per quella tua vita pulita e onesta, per quella tua battaglia generosa e senza sosta per la Tradizione, per quelle ore liete che ci hai fatto trascorrere con i nostri ragazzi sulle pagine dei tuoi libri e davanti allo schermo del cinema, non possiamo che ringraziarti, come un amico caro e fraterno. “Ad Deum”.

giovedì 11 ottobre 2018

DA FIRENZE PARTE LA BEATIFICAZIONE DEL PORCO ERESIARCA LUTERO (di Filippo Bianchi)

Pubblichiamo la lettera del nostro amico Filippo Bianchi che non ha bisogno di commento. Si commenta da sé (P. C.)



Cari amici,

segnalo di aver purtroppo ricevuto questa newsletter, che di seguito inoltro, in merito alla giornata su Lutero in programma il 27 ottobre 2018 presso la Certosa di Firenze.
Ormai preti, uffici diocesani e vescovi ne stanno studiando di tutti i colori per confondere le anime e gradualmente propagare eresie sottraendo contestualmente tempo e risorse all'evangelizzazione.
Nella newsletter di propaganda si parla di divisione, dialogo ed ecumenismo, ma è bene precisare che la divisione dei cristiani e dell'Europa è stata causata dall'eretico Lutero e strumentalizzata per motivazioni politiche. Inoltre il dialogo e l'ecumenismo continui hanno palesemente l'unico effetto, oltre che la cripto-finalità, di svuotare il cattolicesimo per uniformarlo alla falsa religione della rivoluzione protestante.
Lutero era un frate agostiniano che ha rinnegato i propri voti per fare di una suora la sua concubina, inoltre era un ubriacone e un violento. Questo impostore ha causato danni gravissimi alle anime di coloro che lo hanno seguito e adesso si appresta a farne anche di maggiori, è possibile che si possa continuare in silenzio ad assistere alla graduale beatificazione di un eretico?
Ricordiamo cosa ebbe a dire Lutero in merito al papa: "Bisognerebbe arrestare il papa, i cardinali e tutta la plebaglia che lo idolatra e santifica, arrestarli come bestemmiatori e inchiodarli tutti in fila alla forca".
E' ormai evidente che è venuta meno anche pubblicamente l'integrità della fede cattolica non solo di molti presbiteri ma anche di vescovi, cardinali e istituzioni "cattoliche" nel perverso e pervertitore tentativo di compiacere il mondo e celebrare sé stessi.
Bisogna evangelizzare altro che dialogare! Perché in queste occasioni non viene spiegato a questi signori che il matrimonio è un sacramento? Che durante la Santa Messa assistiamo alla transubstanziazione? Perché non parlano ai protestanti dei Santi, della Gran Madre di Dio Maria Santissima e della Confessione!? Altro che dialogo!
L'eretico che viene celebrato nelle diocesi "cattoliche" e nei monasteri "cattolici" sosteneva quanto segue: "Pertanto, come già scrissi più volte, dico di nuovo: verso i contadini testardi, caparbi, e accecati, che non vogliono sentir ragione, nessuno abbia un po’ di compassione, ma percuota, ferisca, sgozzi, uccida come fossero cani arrabbiati...” (Martin Lutero, Scritti politici, Utet, Torino 1978).
Di seguito riporto un link dove si può anche leggere la testimonianza della Beata Suor Serafina Micheli sul Porcus Saxoniae: http://www.miliziadisanmichelearcangelo.org/content/view/2468/90/lang,it/
Siamo chiamati a non lasciarci minimamente infinocchiare da questi continui e "autorevoli" tentativi di cambiare la dottrina attraverso l'esaltazione di ciò che unirebbe e la censura del Magistero immutabile della Chiesa! Dobbiamo conservare il tesoro della Fede ed avere la coerenza e il coraggio di non tradire la Verità ma affermarla pubblicamente! 
Tutti quanti noi nel nostro piccolo siamo chiamati ad essere controcorrente, se non fossimo controcorrente rispetto alle logiche del mondo allora non saremmo cattolici!
Fa veramente soffrire il fatto che la nostra amata Certosa, dopo essere stata svuotata in altre epoche delle opere d'arte sacra e degli strumenti di culto, adesso sia addirittura svuotata della propria funzione per celebrare la figura di un eretico e confondere le anime.
Auspico che qualcuno voglia inviare delle comunicazioni di protesta alla diocesi tramite posta, mail o pec (firenze@pec.diocesifirenze.it) o assistere criticamente a questo evento se ne ha la possibilità, che Dio ve ne renda merito!

Filippo Bianchi



COMUNITA' DI SAN LEOLINO - CERTOSA DI FIRENZE

Per vivere l’ecumenismo / 1

Ripensare la Riforma
nel tempo della secolarizzazione

Un punto della situazione a conclusione del 500° Anniversario delle 95 Tesi di Lutero

In memoria di Mario Specchio (1946-2012)

Palazzo Acciaiuoli nella Certosa del Galluzzo

Sabato 27 ottobre 2018


Ore 10 – Saluti
Giuseppe Card. Betori, Arcivescovo di Firenze
Carmelo Mezzasalma, Superiore della Comunità di San Leolino
Timothy Verdon, Direttore del Centro per l’Ecumenismo dell’arcidiocesi di Firenze


Ore 10.30-13 – Prima sessione

I quattro Soli della teologia luterana, Friedemann Glaser-Franziska Müller, pastori luterani di Firenze

Lutero e la libertà, Luigi Alfieri, Università di Urbino

Lutero e la cultura tedesca, Luca Renzi, Università di Urbino


Inno e Corale, forme popolari del canto liturgico nella Chiesa cattolica e nelle Chiese della Riforma

Giuseppe Liberto, Maestro direttore emerito della Cappella Musicale Pontificia “Sistina”



Al termine della mattinata, presentazione del volume Lutero e i 500 anni della Riforma (cur. A. Aguti, L. Alfieri, G. Dall’Olio, L. Renzi, Edizioni Ets, Pisa 2018)



Ore 15.30-18 – Seconda sessione

Nietzsche critico di Lutero e della Riforma, Giuliano Campioni, Università di Pisa

Riforma e secolarizzazione: il caso di Friedrich Gogarten, Andrea Aguti, Università di Urbino

Protestanti ed ebrei a 500 anni dalla Riforma, Daniele Garrone, Facoltà Valdese di Teologia di Roma

Dietrich Bonhoeffer lettore di Lutero: il futuro del cristianesimo, Alessandro Andreini, Comunità di San Leolino



Ore 18 – Conclusione


Perché questa giornata
La celebrazione del 500° anniversario della Riforma protestante (1517-2017) è stata, in tutto il mondo, l’occasione per una preziosa e feconda rilettura di uno degli eventi capitali della storia, della cultura e dello stesso cristianesimo occidentale. E se ad alcuni può essere apparso strano l’aver dato tanta enfasi a un fatto, la pubblicazione delle “tesi” sulle indulgenze, da cui ha preso il via il processo che ha portato a un’ulteriore separazione fra i cristiani, dopo quella con l’Oriente, in realtà è ormai pienamente evidente che quell’evento e quel processo appartengono alla storia di tutti i cristiani. Una storia che, pur segnata da fatti anche tragici che non possono essere né cambiati né dimenticati, chiede di essere ripensata e ricordata alla luce di una comprensione sempre più profonda del vangelo di Gesù Cristo.
Da parte sua, nella commovente preghiera ecumenica comune nella cattedrale di Lund, in Svezia (31 ottobre 2016), papa Francesco ha tenuto a sottolineare che «l’esperienza spirituale di Martin Lutero ci interpella e ci ricorda che non possiamo fare nulla senza Dio»: un forte appello che non ha perduto nulla della sua provocatorietà proprio nel contesto di una modernità sempre più secolarizzata. «Con il concetto di “solo per grazia divina” – precisava il papa – ci viene ricordato che Dio ha sempre l’iniziativa e che precede qualsiasi risposta umana, nel momento stesso in cui cerca di suscitare tale risposta. La dottrina della giustificazione, quindi, esprime l’essenza dell’esistenza umana di fronte a Dio».
Ecco, allora, il senso di questa giornata di studi, in cui, anche a partire da un precedente convegno di studi tenutosi a Urbino nel 2017 e del quale verranno presentati gli atti, si cercherà di continuare ad approfondire l’evento della Riforma e alcune delle sue ricadute a livello spirituale, filosofico e, più ampiamente, culturale. Un dialogo ideale tra alcune delle coordinate di fondo della riforma luterana e una serie di sue riletture in tempo moderni, da Gogarten a Nietzsche a Bonhoeffer. Nell’ottica, come indica il titolo del percorso che la giornata intende inaugurare, di vivere un autentico spirito ecumenico in cui si va in cerca non di ciò che potrebbe dividere, ma di ciò che unisce e ci sostiene nel nostro faticoso cammino di fede.

sabato 29 settembre 2018

BREVE STORIA DEL CENTRODESTRA E UN CONSIGLIO (NON RICHIESTO) A SALVINI (di Pucci Cipriani)

Chi, come il sottoscritto, abbia visto in televisione, ultimamente, Silvio Berlusconi, avrà certamente avuto in un primo tempo un moto di rabbia (quando, ad esempio, il Cavaliere a fianco di Salvini dopo le consultazioni da Mattarella faceva la controscena elencando con le dita i punti del programma) poi di pena profonda quando, ormai sconquassato, con l'aspetto di un malato terminale o di una mummia in libera uscita dal suo sarcofago si presentava, e si presenta tuttavia, agli elettori annunziando la sua "discesa in campo" per "salvare il paese"....
E' la patetica fine delle persone che non sanno ritirarsi in tempo, con dignità, dal palcoscenico della politica che hanno calcato, nel bene e nel male, sempre da protagonisti, per tanti, tanti anni.
Ricordo nel1993 l'entusiasmo per la "discesa in campo" del Cavaliere di Arcore quando ormai le "sinistre" erano già pronte per andare al potere e circolavano le liste dei ministri per il "Soviet Italia" : come Ministro della Giustizia si faceva il nome del Magistrato Borrelli e come Ministro dell'Interno quello di Giorgio Napolitano, lo stesso personaggio che brindò, al tempo della rivolta ungherese, ai carrarmati sovietici che, sotto i cingoli, schiacciarono, oltre a migliaia di giovani studenti e lavoratori, ogni anelito di libertà del popolo magiaro. Ministro di Polizia, insomma, quello stesso Napolitano che di fronte ai Gulag sovietici e di fronte ad Alexander Solzenitzin, quello che sarà il più grande scrittore del XX Secolo e il più grande testimone della tragedia russa durante il Comunismo, ebbe il coraggio di affermare che il "dissidente russo", il "profeta del XX Secolo", con i suoi scritti... pensava al conto nella banca svizzera.
Sì, il cambiamento, dopo la scomparsa dei partiti tradizionali, non sarebbe stato indolore... l'Italia nata nel sangue di due feroci guerre civili, il risorgimento e la resistenza, avrebbe avuto ancora una "coda", con la ferocia non sopita del vecchio partito comunista italiano che avrebbe fatto le sue vendette.
Arrivò Berlusconi — se lo abbia fatto per salvare le sue televisioni o meno non importa — gli (ci) andò bene, ma poteva andargli anche male, ebbe coraggio... tentò e spazzò via, con il consenso entusiastico degli italiani, che hanno sempre votato anticomunista, la "gioiosa macchina da guerra" (ricordate?) di Achille Occhetto. Poi tra una vittoria e l'altra, in alternanza, ha tenuto per anni la "sinistra sulla corda" e ha tolto ai vari tigrotti rossi — pronti, nei loro discorsi, a "riprendere in mano il fucile" e "a tornare in montagna", dimenticando i dolori artritici e quelli prostatici — unghie, canini e vibrisse, rendendoli inoffensivi. Il tempo è galantuomo e gli anni pesano per tutti, compresi i detentori della "gioiosa macchina da guerra".
Il Cavalier Silvio Berlusconi nel 2008, arrivò a prendere oltre il quaranta per cento e, con quella legge elettorale, una maggioranza bulgara nei due rami del Parlamento. Poteva cambiare davvero l'Italia (ricordiamoci che nelle mani del Cavaliere erano anche le sue tre reti televisive e un allora ben avviato quotidiano: "Il Giornale"), ma l'uomo di Arcore aveva imbarcato, sulla sua filibusta, oves et boves et universa pecora, ovvero i rimasugli di quel che restava della democrazia cristiana, una mandria di portaborse famelici, assetati di posti, i "missini" che, con Fini e i suoi colonnelli, rinnegarono oltre trent'anni di onorevole opposizione e di riconosciuta onestà, distrussero un partito in piena salute, per mettersi anche loro, con i socialisti e gli altri "laici", alla greppia, a mangiare e ad arraffare a quattro palmenti... e in questo — duole dirlo — gli ex "balilla di Gianfranco Fini" riuscirono a battere tutti.
La Lega era soltanto una piccola forza locale federalista, ma aveva, già allora, una sua "grinta" e non era del tutto assimilabile agli altri e si deve a quel Movimento se alcuni "intellettuali", per la prima volta, affrontarono temi, fino allora proibiti, come "L'Antirisorgimento" e la "Malaunità".
Berlusconi, un piduista anomalo, un personaggio che, nonostante il suo approccio al "liberismo selvaggio", amava ricordare anche i suoi trascorsi di ex allievo salesiano, allora non era ben visto (tanto per usare un eufemismo) dall'establishment... veniva considerato "un corpo estraneo", insomma, un "parvenu" della società e della politica che aveva osato contrastare l'egemonia della Sinistra... il personaggio, privo di remore morali, era però abbastanza intelligente per capire che la maggior parte dei voti dei milioni di suoi elettori veniva dalla base cattolica, quella base che allora, nonostante la "scristianizzazione" fatta dalla DC, si riconosceva nella Dottrina sociale della Chiesa e nella difesa dei "principi non negoziabili" portati vanti da Giovanni Paolo II e, poi, da Benedetto XVI. Durante il suo mandato Berlusconi non fece leggi "di morte" e si tenne alla larga dai così detti "diritti civili" che poi sarebbero le aberrazioni che Renzi e Company porteranno avanti : matrimoni pederastici e pre-eutanasia ("i nostri pensionati campano troppo a lungo" proclamò il Ministro dell'economia, il PD Padoan), utero in affitto con conseguente compravendita di bambini, teoria gender nelle scuole, con il quale si concede ai bambini, fin dall'asilo, di scegliere il loro stato nella gamma LGTB (Lesbica - Gay - Trans - Bisex).
Ma il Cavaliere "Arcoreo" oltre ad avere una non nascosta passione per le "puttane" (nell'alcova, nel partito e nel Parlamento) che si avvicendavano nei festini a cui partecipavano, a vario titolo, i tanti "proci" del partito e di Mediaset, teneva anche famiglia, anzi, famiglie... per cui i consiglieri di quelle sue faraoniche aziende che, un tempo, lo avevano convinto a "scendere in campo", lo convinceranno, poi a togliere l'incomodo e a mettere, al suo posto, l'uomo degli strozzini e dei cravattari bancari, Mario Monti... per "salvare" — more solito — Mediaset.
E così, bon gré - mal gré, il Cavaliere si fa complice di quello che fu definito il "Colpo di Stato" ordito da Napolitano contro l'esecutivo di cdx... in altre parole il Cavalier Berlusconi si strangola con le proprie mani, politicamente, dando il via libera al governo della "macellazione sociale" eterodiretto dal Mondialismo Massonico Internazionale, il governo più disastroso che mai l'Italia abbia avuto... ma, nello stesso momento, Berlusconi salva le sue aziende che erano nell'occhio del ciclone...
Certo, di attenuanti per non fare tutte quelle riforme che aveva promesso, Silvio Berlusconi ne aveva, a cominciare dal tradimento di Fini e di Casini. Il male è che non fece assolutamente nulla... anzi quello che fece lo fece nel senso inverso... a cominciare dalle nomine dei suoi collaboratori e "portavoce". Di fronte a tante persone oneste e preparate, a tanti che credevano in una società più giusta e a misura d'uomo, si circondò di nani, ballerine, saltimbanchi, "donnine allegre", lecchini, lestofanti, personaggi clowneschi (e il povero Sandro Bondi— che almeno ci fece ridere — non fu il solo)...
Fede, Denis Verdini, la Carfagna, la Prestigiacomo, la Brambilla... inoltre le sue televisioni contribuirono e contribuiscono oggi, in maniera incredibile, alla scristrianizzazione del Paese con programmi scandalosi che portano avanti l'ideolgia "radicale"... al TG4 Cecchi Paone, precedentemente "trombato" nelle liste di Forza Italia, ci fece rimpiangere perfino i "siparietti" di Emilio Fede.
Dopo la caduta del Governo Monti, praticamente tutto il potere politico di Forza Italia cadde nelle mani di Denis Verdini che, anche in precedenza, aveva fatto il bello e il cattivo tempo in FI, iniziando una "guerra personale" contro le "preferenze" — l'ex sensale di carne macellata, non sarebbe mai diventato nemmeno consigliere comunale di Roccacannuccia se la sua elezione fosse dipesa dai voti popolari — e nominando, chiuso in una stanza a Firenze, con i boss della sua "banda", mezzo Parlamento con il "placet" berlusconiano...
Denis Verdini poi, nella sua Firenze, come del resto in tutta Italia, ormai divenuto il "Ducetto" a cui tutti nel cdx baciavano i piedi... e non soltanto i piedi, presentandosi dinnanzi a lui proni, a quattro zampe ("mamma d'agnello"), per prendere ordini dal "Capo" .
Matteo Renzi fu una "creatura" verdiniana (sembra che Denis e il padre del Bomba, Tiziano, si siano conosciuti in una Loggia massonica da entrambi frequentata) e fu lo stesso Verdini — che non appoggiò il candidato del cdx, l'onesto e combattivo Giovanni Galli — a volere "Matteo" come sindaco di Firenze.
Nel frattempo il cervello di Berlusconi sembra andare ancor più "in pappa" per il gentil sesso e — come spesso accade quando le persone anziane "imporchiscono" — dà il peggio di sé con feste, festini, "Orgette" e "Olgettine", escort vestite da "infermiere", e personaggi infrequentabili, compresa la "nipotina" (minorenne) di Mubarak; "e che ci volete fare, Berlusconi è così... a lui piacciono le donne" ripetevano i suoi immarcescibili sostenitori che rimasero assai male quando, su suggerimento della sua concubina Francesca Pascale, il Cavaliere "arcoreo" fece la sua "inversione" omosex invitando a cena Luxuria e facendosi immortalare in una foto che rimarrà alla storia: a destra il/la Luxuria, a sinistra la signorina Pascale e, in mezzo Dudù il barboncino che, ci hanno fatto sapere, anche lui ha o aveva "tendenze gay".
E il "Porco di Arcore" ebbe allora la sfacciataggine di fare le sue "comparsate" in TV proclamandosi a favore dei matrimoni pederastici (unioni civili)... e lì cominciò la deriva "radicale", con la signorina Pascale che, messo il guinzaglio, contemporaneamente a Dudù e al Cavaliere, ordinò le prime "epurazioni" al "Il Giornale". Fu cacciato — era troppo di destra e, oltre tutto, troppo attaccato alla Tradizione — il più bravo e famoso giornalista che aveva dato fama e lustro al quotidiano fondato da Indro Montanelli: Marcello Veneziani... seguiranno poi Lorenzetto, Michele Brambilla e molti altri. Lo stesso avverrà a "Libero" che il deputato forzista Angelucci metterà nelle mani di Denis Verdini — almeno fino a quando rimarrà "a piede libero" — da dove sarà costretto a emigrare il Direttore Maurizio Belpietro, Giancarlo Perna e tanti altri... mentre dalle televisioni Mediaset verranno cacciati Del Debbio, Mario Giordano e lo stesso Belpietro, il fior fiore del giornalismo (pulito) italiano, perché "le loro trasmissioni hanno portato voti... alla Lega".
Insomma vediamo l'uomo di Arcore che, messosi in trono, come un qualsiasi tirannello rinascimentale, tratta i partiti alleati — Lega e FdI che non arrivavano a una percentuale a due cifre — allo stesso modo con il quale la Pascale trattava lui e Dudù. Mentre Verdini, dopo il fallimento del "Patto del Nazareno" che, sia pure in fieri, fece perdere a Berlusconi sia i voti che la faccia, era stato mandato "in avanscoperta", per sommare i suoi voti a quelli del PD, per non far cadere il Governo di Renzi, insieme ad altri personaggi tra cui l'ormai dimenticato Ministro dell'invasione islamica Angiolino Alfano e il famelico Maurizio Lupi, quello dei Rolex, detto anche "Vinavil" per il suo attaccamento alla seggiola...
Nel frattempo la Lega e Fratelli d'Italia — ch' erano stati, come abbiam detto, eroicamente, all'opposizione nel Governo Monti — facevano la loro battaglia ma venivano sempre "bacchettati" dal Cavaliere di Arcore che comunque, con incredibile e costante emorragia, continuava a perder voti. Il Bomba, invece, è sicuro di vincere il referendum con il quale avrebbe abolito il Senato e quindi ci avrebbe risparmiato anche la fatica di andare ad eleggere i rappresentanti del popolo; a nominarli ci avrebbero pensato il Berlusca che ancora non era del tutto rincoglionito o in stato precoma come adesso e, siccome non era scemo, guardava i sondaggi e capiva che la gente lo avrebbe mandato a casa se solo avesse proclamato ufficialmente l'alleanza con il Pinocchietto di Rignano. Non se la sentì di prendere posizione ufficiale a favore del referendum renziano e fece, con il maldipancia, la campagna per il no... ma sperando, in cuor suo, che Renzi stravincesse per poter fare, poi, questo benedetto "matrimonio".
Il Cavaliere aveva tirato fuori dal cilindro, oltre a diversi conigli, anche strani personaggi come, ad esempio, Parisi, che, messo in contrapposizione a Sala per la carica di sindaco, riuscì a farci perdere Milano... non contento poi, di averci fatto perdere Milano, lo stesso Cavaliere, che evidentemente si era accordato con Renzi per non fargli perdere la faccia, volle candidare Parisi, contro il parere di tutti, alla Presidenza della Regione Lazio e anche quella fu persa. Come volevasi dimostrare.
Poi il gioco divenne ancora più sporco con l'elezione di Tajani alla Presidenza del Parlamento Europeo : prove non ce ne sono, ma non appare neanche immaginabile che nell'UE — dove nessuno è eletto dal popolo, ma dove vengono "nominati" i "catapultati" dai "poteri forti" — Tajani sia stato prescelto per qualche suo "merito": la sua elezione probabilmente fu "concordata" tra il Sinedrio Europeo e lo stesso Berlusconi, tanto che, dopo la sua "conversione" al mondialismo massonico dell'Europa, il Cav. Silvio Berlusconi (il "parvenu", la "scheggia impazzita" di una volta...) è stato completamente e pubblicamente sdoganato da "noto club europeo dei Poteri Forti", a cominciare dal "guru di Repubblica", il logorroico Eugenio Scalfari con tutto il suo stormo di cornacchie... Tajani, ovvero il Signor "Nessuno", il Nulla in assoluto, venne presentato come il "nuovo" e la cosa finì per far del male allo stesso pupillo berlusconiano, Antonio Coccobello, che ci credette davvero e, forse, poveretto, ci crede ancora...
E siamo alla vigilia delle elezioni di marzo: Berlusconi propone, in caso di vittoria, Tajani come Presidente del Consiglio... e intanto pontifica su un centrodestrra che, secondo lui e pochi intimi, avrebbe avuto la sua legittimità dalla garanzia di "democracità" e di "fedeltà" alla UE del mondialismo massonico, data dalla presenza di Antonio Coccobello, il Presidente del Sinedrio UE.
Salvini e la Meloni ebbero — sempre secondo il modesto parere del sottoscritto — il torto di accettare l'alleanza con il Cavaliere di Arcore che, nel frattempo, cercava di intorbidire le acque e metteva ostacoli sul cammino di Salvini... non furono un caso le dimissioni di Maroni, che era stato additato dai vertici di FI come un probabile nome da mettere nella rosa dei papabili alla Presidenza del Consiglio, da Presidente della Regione Lombardia... come non fu un caso l'intimazione a Salvini di mettere Bossi nelle liste... altrimenti avrebbe trovato "asilo politico" in Forza Italia...
E durante la campagna elettorale si vide bene come Bossi e Maroni fossero eterodiretti dalla "Postazione arcoreiana" contro Salvini per minarne la credibilità e la simpatia che trovava presso il popolo. Chi non ricorda le dichiarazioni perfide di Maroni che disse che lui, in Francia, avrebbe votato per Macron , e quelle sgangherate di Bossi, che pensava di essere il Bossi degli anni Ottanta, e che era invece, allora come oggi, semplicemente patetico. Salvini lasciava correre e, non curandosi delle beghe più di cortile che di Corte, portava avanti una politica coraggiosa: andare in Europa da uomini liberi senza il cappello in mano, dire "basta" agli sbarchi di clandestini e all'invasione islamica voluta dal mondialismo massonico che si serviva — e cerca tuttavia di servirsi — dei banditi prezzolati della mafia delle ONG, più sicurezza e legge sulla legittima difesa... che deve sempre essere "legittima", difesa dei valori non negoziabili...
Verdini — che, ora, dopo la solenne trombatura elettorale e dopo le condanne cumulative a 11 anni di carcere, non sappiamo se sia ancora a piede libero o nelle patrie galere — fu il traditore, che permise l'approvazione della legge sui matrimoni pederastici, in questo seguito dai suoi parlamentari (ALA) "finti transfughi" e da quelli di Forza Italia che, in maggioranza, o disertarono la seduta o votarono, insieme alle sinistre. Lo stesso per il "testamento biologico" la pre-eutanasia...
Anche la Meloni, come Salvini, tenne dritta la barra sui "valori eticamente sensibili" e, anche sull'invasione islamica e sulla sicurezza, parlò lo stesso linguaggio del leader leghista che alle continue provocazioni forzitaliote, in campagna elettorale, rispondeva seccamente: "Sarà leader chi avrà un voto in più"... mentre Forza Italia, nel suo blaterare, assicurava che l'Europa e i mercati (il Mercato, questa immonda creatura a cui gli eurocrati vorrebbero dare vita e perfino un'anima: "Ora Mercati respirano" oppure "I Mercati soffrono"...) sarebbero stati garantiti dalla presenza del Cavaliere e di Tajani… che il centrodestra avrebbe dovuto abbandonare le idee "populiste" e "sovraniste" di Lega e FdI e diventare una forza "moderata", "liberale", "europeista", "antipopulista"... insomma l'opposto di quello che chiedevano gli elettori che infatti premieranno la Lega a discapito di Forza Italia che fece come i Pifferi di Montagna : "Andati per suonare... furono suonati".
Il resto, cari amici lettori, è cronaca : il Governo fatto con il M5S (altrimenti non saremmo tornati al voto ma al Governo sarebbero andati i tecnici eurocrati alla Monti... era già in panchina il menagramo Cottarelli) e — dopo mille inciampi, dopo l'ostracismo nei confronti di un personaggio come Savona, dopo le "bizze" mattarelliane, dopo le minacce dell'Europa che aveva la spudoratezza, abituata con le sinistre, di metter bocca pesantemente sulle nostre questioni interne, nonostante il fuoco "amico", tremendo, delle truppe in rotta di quello che rimaneva Forza Italia ai cui esponenti non è rimasto altro che la rabbia e la bile... per la vittoria leghista (meritatissima) — Salvini riuscirà a siglare un patto con il M5S e a formare un Governo.
In settanta giorni di Governo — nonostante abbia, praticamente TUTTI contro: da Forza Italia, alla Massoneria; dalle banche alle Sinistre; dalle lobby gay bergogliana capeggiata da Bassetti, Ricca, Paglia e Galantino fino ai centri sociali; dall'EU e l'ONU ai banditi delle ONG; dai sindacati alle macerie delle (ex) associazioni cattoliche; dalla Magistratura ai rottami democristiani — Salvini è riuscito a fare quello che, mai, nessuno, era riuscito a fare: ha fermato, come aveva promesso, con estremo coraggio, senza tante chiacchiere, con determinazione e fermezza, l'invasione extracomunitaria che — secondo le intenzioni di Soros e compagni — avrebbe dovuto effettuare quella "sostituzione etnica" per creare nuovi schiavi...
I Cinque Stelle stanno mantenendo il patto stipulato con la Lega e, almeno, siamo sicuri — dopo le ferme dichiarazioni del Ministro della Famiglia Fontana — che, almeno per il momento, verranno fermate le pazzie contronatura del "gender" e verrà bloccata la deriva eutanasiaca, mentre verrà effettuata una politica per la famiglia. Anche il reddito di cittadinanza, se coniugato con una saggia politica di abbassamento delle tasse, sarà un forte incentivo per la "ripresa" di quelle famiglie e di quei tanti giovani disoccupati non per colpa loro e che le sinistre e i forzitalioti chiamano, spregiativamente, "fannulloni".
Salvini che, instancabilmente gira per lungo e per largo l'Italia, avrà certo notato l'entusiasmo per la sua politica di fermezza... del resto i sondaggi che portano la Lega ad essere il primo partito con oltre il trenta per cento dei voti stanno a dimostrazione di quanto detto. Nella (ex) rossa Toscana — grazie al traino del Carroccio — sono state espugnate, negli ultimi turni elettorali alcune città, molte delle quali roccaforti storiche della sinistra come Massa, Pisa, Pistoia, Siena, Grosseto... la Regione Toscana, con il vento in poppa della Lega, l'entusiasmo dei suoi sostenitori… dovrebbe avere le ore contate... visto che non c'è più Verdini con i suoi lacchè a "fare le liste" per far perdere il centrodestra.
Le previsione sono buone. Ma, attenzione, ci siamo accorti che la Lega (e anche FdI) sono cosa ben diversa da Forza Italia? I primi si richiamano a una loro storia, non rifiutano la politica di fermezza, l'etichetta di "destra", mentre rifiutano il servilismo nei confronti dell'Europa... Forza Italia è un partito filoeuropeo, prono di fronte alla Signora Merkel (quella che, un tempo, Berlusconi definì "Culona") e alle "sciatiche" di Juncker... gente che, giornalmente, ti spara addosso dalle colonne dei quotidiani berlusconiani e dalle TV di Mediaset... l'unica preoccupazione del Berlusca, l'ex orchestrale della Flotta Lauro, è quella delle sue aziende e lo ha dichiarato, papale, papale : "Hanno annunziato misure sui tetti pubblicitari che farebbero chiudere Mediaset il giorno dopo"... il programma forzitaliota è tutto qui.
Se avessi l'autorità e l'autorevolezza di dare consigli a Salvini, gli direi di non presentarsi alle elezioni prossime con il partito di plastica di Silvio Berlusconi ma con FdI della Meloni e gli porterei due esempi, strapaesani se volete, alla Domenico Giuliotti, quello di "Pensieri di un Malpensante": scrive un amico (E.M.) che è stato a lungo dirigente di AN: "Ho finito nel 2000 il mio impegno politico, ho lasciato la mia tessera e il mio ruolo di coordinatore del Collegio 6 di AN. Ho seguito attentamente i passi della Lega Nord, mi sono "risvegliato" con Matteo Salvini, il Capitano, ma non mi rimetterei mai tra le p... e ex forzisti (ovvero ex DC,PSI, PLI...) e non prendiamoci più in giro con il "turarci il naso" o "il dover comprendere"... Non voterò più inciuci, né terrò tessere ove vi siano tali figuri in mezzo. Preferirei allearmi con gli ex di Rifondazione..."
Potrei assicurare che questo è il ritornello che tutti ripetono.
Nelle ultime elezioni il successo della Lega è stato clamoroso — come già abbiam detto — in tutta la Toscana, alle grandi città espugnate, si sono aggiunti decine e decine di piccoli paesi dove la Lega ha vinto o ha avuto un piazzamento ottimale. Qui, nel mio "chiaro Mugello", dove D'Annunzio vide "fiorir bianco" l'asfodelo, si tenevano le elezioni amministrative in un paese, Marradi, famoso, tra l'altro, per aver dato i natali al poeta Dino Campana.
Mi ero permesso di consigliare un amico, dirigente leghista, di non fare "ammucchiate"... mi erano giunte agli orecchi voci che "suonavano a morto" per la Lega se mai si fosse alleata con Forza Italia proprio in quel di Marradi... naturalmente i miei consigli furon vani, anzi... mi sembrò perfino che ci si ingegnasse per fare il contrario... a Marradi c'era un candidato fedele alla linea berlusconiana (delle persone io ho il massimo rispetto e certo non addosso a loro certe colpe politiche!) legato all'ex Ministro Brunetta (e tutti sanno quanto Brunetta stia sulle scatole a tutti). Insomma ammucchiata fu e la coalizione di cdx crollò tanto che non prese neanche i voti che la Lega aveva preso, da sola, alle consultazioni precedenti (prima del suo exploit)... insomma il PD (che a Marradi non "raccattava palla" e alle elezioni era, in genere, sempre battuto) ha preso l'86% — dicesi ottantasei per cento — vincendo alla grande... una sconfitta epica per la Lega. Ci disse mesi dopo un amico marradese simpatizzante della Destra che molti, lui compreso, avevano preferito votare per il Pd piuttosto che per Forza Italia... tanto era l'avversione per il partito di Berlusconi...
Piccola politica questa, certamente, ma provate a domandare agli elettori propensi a premiare Salvini — molti dei quali provenienti, come, onestamente, ha ammesso Bersani, da Sinistra — se lo voterebbero lo stesso in una coalizione con Forza Italia... e poi venitemelo a dire.

PUCCI CIPRIANI

giovedì 30 agosto 2018

LA GAYSTAPO DI PAPA BERGOGLIO (di Pucci Cipriani)


"Allora il Signore fece piovere dal cielo su Sodoma e Gomorra, zolfo e fuoco; e subissò quella città,e tutta la circostante pianura, tutti gli abitanti della città, e tutta la vegetazione della terra (...) Abramo alzatosi al mattino nel luogo dov'era stato prima col Signore, guardò Sodoma, Gomorra, e tutta la terra di quella regione, e vide le faville che ne salivano come il fumo d'una fornace."

Il Signore distrugge con il fuoco le città di Sodoma e Gomorra per  la perversità del peccato contro natura (Genesi, 19, 24 - 28)



Scrive un noto blogger, il professor Martino Mora : "Ricapitoliamo. c'è un cardinale americano, Theodore McCarrick, esponente dell'ala "liberal" dell'episcopato americano, che ha passato la vita a sodomizzare seminaristi nella diocesi di Newark (dal 1986) e poi di Washington (dal 2000) di cui era arcivescovo. Fatto cardinale da Giovanni Paolo II nel 2001 ha convissuto per anni nello stesso appartamento con un altro prete omosessuale, Kevin Farrel, di diciassette anni più giovane. Anche Farrel viene promosso vescovo nel 2007. Poi Bergoglio, per altissimi meriti sodomitici, lo nomina cardinale e Prefetto per il Dicastero della Famiglia  e la vita (2016) . A sua volta Farrel è legato ad un altro omoerotico (e soprattutto omoeretico) , il gesuita James Martin, anch'egli chiamato a Roma da Bergoglio nel 2017 come consulente per il Segretariato per le Comunicazioni. Farrel è stato l'organizzatore dell'incontro mondiale delle famiglie tenutosi nei giorni scorsi in Irlanda, durante il quale ha tenuto conferenze anche il suo "protetto" James Martin.. Molto simile a quello del sodomizzatore seriale McCarrick è il passato del vescovo bresciano Giambattista Ricca anch'egli esperto conoscitore di terga maschili , che Bergoglio ha promosso alla prelatura dello IOR. Quando chiesero all'argentino i motivi di questa nomina scandalosa (tutti conoscono il passato di Ricca) egli rispose :chi sono io per giudicare un gay che si impegna e cerca Dio?"..
Un riassunto essenziale di quell'immane scandalo venuto fuori domenica scorsa, allorché  l'ex Nunzio Apostolico negli Usa, l'arcivescovo Carlo Maria Viganò, in nome della fedeltà alla Chiesa e in omaggio alla Verità, denunzia questa Lobby Omosessuale  egemone nei "Sacri Palazzi" -  (che era un po' come l'Araba Fenice "che ci sia ciascun lo dice dove sia nessun lo sa"...anzi tutti lo sapevano e lo sanno tuttavia ma facevano e fanno finta di non saperlo!) -  e, per la prima, volta nella storia della Chiesa, punta l'indice accusatore contro il Pontefice, Jeorge Mario Bergoglio, che era stato informato dell'attività "sodomitica" del Cardinal McCarrick e che, invece, di prendere provvedimenti - come in precedenza aveva fatto Benedetto XVI che lo tolse dal suo incarico e gli impedì di fare conferenze o di pubblicare i suoi scritti, imponendogli un "ritiro" nel raccoglimento e nella preghiera - usò il cardinal Sodomita per colpire i candidati vescovi "conservatori" e per far "passare" i vescovi progressisti che piacevano McCarrick che seguiva la "via progressista" dello stesso Bergoglio : "Il Papa - scrive Carlo Maria Viganò - mi chiese  in tono accattivante (durante un'udienza n.p.c.) "Il Cardinale McCarrick com'è?. Io gli risposi con  tutta franchezza e, se volete, con tanta ingenuità: "Santo Padre, non so se lei conosce il cardinal McCarrick, ma se chiede alla Congregazione per i Vescovi c'è un dossier grande così su di lui. Ha corrotto generazioni di seminaristi e di sacerdoti e Papa Benedetto gli ha imposto di ritirarsi a una vita di penitenza e di preghiera." Non mostrò sul suo volto - continua l'ex Nunzio dell'America -  alcuna espressione di sorpresa, come se la cosa gli fosse già nota da tempo.Il Papa non fece il minimo commento a quelle mie parole tanto gravi(...) Le nomine di Blaise Cupich a Chicago e di Wuilliam Tobin a Newark sono state orchestrate da Mc.Carrick , Oscar Maradiaga e Wuerl (tutti vescovi, tra l'altro, ultraprogressisti che si opponevano e tuttavia si oppongono alla linea conservatrice antiabortista e antieutanasica della Conferenza Episcopale America, che non è rossa come la CEI italiana, e, quindi, graditi a Bergoglio n.p.c.). Anche la nomina di Robert McElroy a San Diego fu pilotata dall'alto"
E al termine della sua lunga relazione Carlo Maria Viganò scrive : "Papa Francesco ha chiesto più volte totale trasparenza nella Chiesa e a vescovi e fedeli di agire con parresia. I fedeli di tutto il mondo lo esigono anche da lui in modo esemplare. Dica da quando ha saputo dei crimini commessi da McCarrick , abusando della sua autorità, con seminaristi e  sacerdoti. In ogni caso il Papa lo ha saputo da me il 23 giugno 2013 e ha continuato a coprirlo, non ha tenuto conto delle sanzioni che gli aveva imposto Papa Benedetto e ne ha fatto il suo fidato consigliere insieme a Maradiaga. In questo momento estremamente drammatico per la Chiesa universale riconosca i suoi errori e in coerenza del conclamato principio di tolleranza zero, Papa Francesco sia il primo a dare il buon esempio a cardinali e vescovi che hanno coperto gli abusi di McCarrich e si dimetta insieme a tutti loro".
E il Santo Padre? Papa Bergoglio, forse preso alla sprovvista, ha agito da perfetto Gesuita - ma ormai lo scandalo si sta allargando a macchia d'olio e, prima o poi, anche l'argentino dovrà parlare - al ritorno in Italia dal Convegno internazionale per le famiglie di Dublino, i giornalisti erano già stati "pregati" di non porre domande imbarazzanti, ma una voce di una signora si è staccata dal "silenzio" del coro e ha, seppur timidamente, domandato se fossero vere le accuse di Viganò riguardo al Cardinal McCarrick., al che Bergoglio ha risposto "gesuiticamente" come rispose quel suo confratello davanti, al quale era passato, inseguito dalle guardie, un ladro e alla domanda delle guardie se qualcuno fosse passato di lì, per non avere grane, e, nello stesso momento per "mettere a posto la propria coscienza",  guardandosi i manicotti, dentro ai quali aveva messo le mani,  esclamò : "Di qui non è passato nessuno". Salvandosi così dalle noie e salvando anche...la sua coscienza (?).
Lo stesso ha dunque fatto il Papa il quale ha risposto (cito a memoria) alla giornalista "Io non aprirò bocca su questo argomento." e ha proseguito maliziosamente . "il documento si qualifica da sé, per cui giudicate voi, siete maturi abbastanza per trarne le cionclusioni"...Insomma io affido ai vostri artigli l'arcivescovo Carlo Maria Viganò...e ,dopo aver taciuto in un primo momento, i "pennaruli" papolatri italici si sono gettati, "penna in resta", in una difesa a "spada tratta" del Santo Padre come tante Guardie Svizzere - tutta gente che, in genere, non crede neanche nell'acqua bollita - affondando le alabarde nelle carni del povero Nunzio definendolo un "omuncolo", un "corvo", un "prelato frustrato nelle proprie ambizioni", una persona "gelosa, invidiosa...vendicativa" ( E de che?). Poi gli ascari, i Kapot, in servizio permanente effettivo, tipo Tornielli (il clawnesco giornalista che, per essere gradito, si fa paladino, ogni volta, del nuovo Papa - scrisse un libro in difesa di Benedetto XVI che, ora, attacca - e segue il Pontefice regnante come i cani da lecco) e perfino Massimo Introvigne, un altro personaggio umbratile che sembra uscito dalla penna di Balzac o di Mistriani, fanno il lavoro sporco; quello che i musulmani affidavano ai "giannizzeri", guerrieri crudeli che, da bambini, erano stati rapiti dai pirati islamici e partati nei loro "harem" per soddisfare le voglie insane dei sultani con il turbante,  e che venivano mandati sulle coste della Cristianità (così allora si chiamava l'Europa) ad assalire i villaggi, a depredare, a stuprare le donne e, molte volte, a impalare o spellare vivi gli uomini...mentre i ragazzini venivano presi per formare altri giannizzeri.
Insomma i giannizzeri pennaruli, novelli Kapot, con molto zelo, da buoni coprofagi, si sono gettati a sfreculiare nello sterco, cercando nella vita privata del Nunzio alcune liti familiari per un'eredità, o bazzecole che interessano solo le servette che si recano, la mattina presto a fare le compere...pettegolezzi, calunnie, offese soprattutto contro l'ex Nunzio Apostolico...ma nessuno che risponda nel merito. Insomma il Papa, Jeorge Mario Berrgoglio, incalza Maurizio Belpietro su "La Verità" del 29 agosto : "Nel 2013 sapeva degli abusi di cui si era macchiato il Cardinal McCarrick con giovani seminaristi oppure no? Era a conoscenza del fatto che l'arcivescovo, approfittando della sua posizione, portava a letto gli aspiranti sacerdoti? E se lo sapeva perché non mosse un dito?"
Ecco a noi interessa sapere questo...il resto sono fole, chiacchiere, perdita di tempo. E qualcuno dovrà pur raccontarci qualcosa di questo nubifrocio universale che si è abbattutto sulla Chiesa , di questa Onnipotebnte Lobby Gay che, sembra arrivi a "dirigere" e, addirittura, a censurare lo stesso Pontefice. Dovranno parlare, ora, anche i vari Quellet, Filoni, Baldisseri, Becciu, Lajolo, Mamberti, Martino, O' Brien, Fanel, O' Mallei, Maradiaga, Bertone, Galantino, Ricca, Paglia, De Jesus Montanari, Coccopalmerio, il cui segretario, candidato alla porpora, fu beccato nelle stanze vaticane durante un festino gay a base di giovincelli in costume adamitico e coca....
Ora anche il Procuratore USA della Pennsylvania sembra mettere il sigillo sulla denunzia di Viganò e chiama in causa i vertici della Santa Sede : "Hanno silenziato e sistematicamente insabbiato gli scandali di cui si sono macchiati i prelati americani".
E, meno male, che, nonostante le "grandi manovre" per nascondere quella che Benedetto XVI, durante una Via Crucis, quando era ancora cardinale, definì la "grande sporcizia che c'è nella Chiesa", questi immondi episodi vengano alla luce e riescano ancora a scandalizzare la gente, rendendo giustizia alla Verità, durante questi anni disastrosi di un Papato "staliniano" in cui un Pontefice, alla stessa stregua di un Caligola o di un Henver Hoxha , sta distruggendo sistematicamente la Dottrina della Chiesa, buttando alle ortiche anche i Comandamenti Divini , mortificando le tradizioni, umiliando e perseguitando, attraverso il suo "braccio secolare", ovvero la sua Gaystapo , quei prelati, quei sacerdoti, quegli Ordini religiosi che intendono restare fedeli alla Tradizione secolare della Santa Chiesa d'Iddio. Insomma, in pochi anni, ormai, ci ritroviamo  ai vertici della Chiesa questa nuova generazione di preti, vescovi e, ahimè, anche cardinali LGTB (Lesbiche Gay Trans Bisex)...ne abbiamo avuto un esempio devastante  a Dublino dove figuravano, tra i relatori,sostenitori dll'omosessualismo (Kevin Farrel e James Martin) e dove non si è parlato - si noti - di "famiglia" ma di "famiglie" intendendo anche quella ibrida , contronatura, composta da due membri dello stesso sesso...perfino i vescovi celebranti erano vestiti con casule clownesche con i colori dell'arcobaleno...
Con un processo stalianiano - con la differenza che, nei processi staliniani se la condanna era certa, come nei processi di bergogliani, almeno gl'imputati venivano messi al corrente dell'accusa sia pur falsa - è stato distrutto l'Ordine, approvato da San Giovanni Paolo II, dei Francescani dell'Immacolata che sono stati accusati - anche se nessuno ha avuto il coraggio di mettere nero su bianco l'accusa - di essere "autoreferenziali", troppo poveri (la loro regola era il Vangelo, come quella San Francesco)...di andare scalzi e comunque senza indumenti di lana, di avere troppe vocazioni (in effetti era l'unico Ordine, in questa asfittica Chiesa conciliare che, ancora, richiamasse tanti giovani a vestire il saio di San Francesco) e - udite! - di celebrare la S. Messa nel rito romano antico, ovvero di celebrare la Messa dei Santi e dei Martiri...invece della "cena" di Lutero.
Ora, virilmente, dobbiamo chiedere che si faccia chiarezza, pregare per il Santo Padre e pregare il Santo Padre affinché, per il bene della Chiesa e per la salvezza delle anime, abbandoni il Soglio Pontificio. Dobbiamo fare appello a quei Prelati coraggiosi che sono rimasti fedeli al Cristo e invitarli a mettersi a capo dei tanti fedeli che aspettano una guida, di denunziare gli scandali e invitarli anche a non farsi imprigionare da coloro che fanno i leccaterga di giorno ("tutto va ben Madama la Marchesa") e gli "intransigenti" la notte(quando sono soli in camera) da certo falso tradizionalismo esteriore che è in accordo e in connivenza con le corrotte gerarchie ecclesiastiche, a non nascondersi dietro le gonnelle di quella schiera di cocorite in pizzi, trine e merletti, che, facendo scudo con i loro corpi,  allontanano i buoni Prelati (non parlo a caso, ho visto con i miei occhi) dai fedeli, alimentando il voluto "aureo isolamento" di una setta avulsa dalla Tradizione,  (che fa comodo ai "bergogliani") che ricorda più i balli ottocenteschi con il cotillon, la quadriglia e  i clavicembali , che non lo splendore dei riti secolari della Santa Chiesa.

PUCCI CIPRIANI

giovedì 23 agosto 2018

FERMIAMO IL NUOVO GOLPE DEI "POTER FORTI" CONTRO IL GOVERNO ITALIANO (di Pucci Cipriani)


"Gli applausi di Genova a Di Maio e Salvini ci dicono che la tragedia ha unito il Paese intorno al governo. È una reazione comprensibile: nelle emergenze si sente di più il bisogno di una guida. E positiva: vuol dire che il filo che lega il popolo alle istituzioni, anche in un momento di rabbia e sconforto resta saldo. Non è sempre stato così: la storia nazionale è purtroppo piena di funerali in cui lo Stato è stato fischiato (...) quegli applausi hanno anche un innegabile significato politico: in grande maggioranza gli italiani considerano il recente risultato elettorale un cambio di regime."
Antonio Polito in "Il Corriere della Sera" del 19/08/2018


"Tanto tuonò che piovve"... ce n'è voluto di tempo perché, finalmente un quotidiano a grande tiratura, non certo governativo, fotografasse, con l'obbiettivo di uno dei suoi più prestigiosi editorialisti, Antonio Polito, la situazione reale del Paese, dopo la dolorosissima tragedia del Ponte di Genova. Una tragedia che ha colpito tutti, indistintamente, in un periodo in cui la gente si gode — o almeno tenta di godersi — qualche giorno di meritato riposo. Immediatamente — more solito — i corvacci neri del PD hanno iniziato a stracciarsi le vesti e a emettere alti lai nei confronti del Governo, accusato non si sa bene di che cosa, a cominciare da Graziano Del Rio (che, penso, in questi giorni abbia scoperto l'importanza del silenzio... specie in certi casi). Ma lo sciacallaggio delle sinistre, a cui si sono accodate le voci di quel poco che resta di Forza Italia in mano, ora, a zoccole, papponi e cortigiani, ha fatto come i pifferi di montagna che "venuti per suonare sono stati suonati".
Sì, infatti, stavolta è andata male alle prefiche antigovernative, infatti sono venute subito alla luce le magagne dei vari governi (e dei vari partiti) susseguitosi da vent'anni a questa parte — magagne che ci fanno rimpiangere addirittura i ladrocini "dilettanteschi" della Prima Repubblica — e che hanno portato allo scardinamento di un efficiente stato sociale e alla svendita della nostra Nazione a un "Cartello Finanziario Internazionale", a un potentato che ha tirato le fila (e le sta tirando tuttavia) della politica italiana, ridisegnando il capitalismo a danno degli italiani, attraverso Club massonici e mondialisti internazionali (Bildelberg, Trilateral e altre organizzazioni del capitalismo speculativo anglo- americano) e personaggi come Mario Draghi, Prodi e, poi, Mario Monti che hanno avuto l'appoggio di spietate e delinquenziali banche d'affari come la Goldman Sachs.
Lo stesso Berlusconi, un tempo, rappresentò (pur con tutti i limiti e tutti i difetti) un sicuro argine al Comunismo che allora aveva tanto di artigli, canini e vibrisse e il cui avvento non sarebbe stato indolore, ma anche un argine al Mondialismo, il quale Mondialismo vedeva nel satrapo di Arcore una "scheggia impazzita" che non si allineava al volere al potere del Grande Fratello, pur avendo in tasca la tessera della Loggia P2. Dunque, per questo, i "poteri forti" si scatenarono contro l'imprenditore di Arcore il quale però, vistosi alle strette, e cacciato dal Parlamento è stato costretto a baciare il fondoschiena di quella che, un tempo, aveva definito "la culona inchiavabile" e a mandare in Europa, come garante del nostro asservimento alla UE, il povero Tajani (un'entità evanescente vestita in grisaglia)... per questo, l'ex orchestrale della Flotta Lauro, è stato "sdoganato", in attesa del matrimonio con il Bullo di Rignano e quello che rimane del PD, additato "erga omnes", come una credibile alternativa al populismo di Lega, M5S e altri "Sovranisti".
Perfino il "papa laico", il sodale del leader internazionale della Sinistra anarchica e rivoluzionaria Jeorge Mario Bergoglio, il Fondatore di "Repubblica", Eugenio Scalfari, un tempo nemico furente e velenoso dell'ex Cavaliere si spese, prima del quattro marzo, in salamelecchi e complimenti verso l'ex nemico che avrebbe dovuto fare da sponda al PD nella "guerra" a Lega e 5 Stelle...
Dunque, quando ancora le macerie di Genova erano fumanti e si faceva la conta delle vittime, mentre le famiglie che abitavano le case sottostanti al ponte, erano costrette a lasciare precipitosamente le loro case e i loro ricordi di una vita, mentre i Vigili del Fuoco, giorno e notte scavavano tra le macerie riuscendo a salvare anche vite umane... le sinistre hanno iniziato i loro mantra per tentare di far cadere i sospetti delle responsabilità della tragedia sul Governo "gialloverde"... la gente allora ha cominciato a domandarsi il perché una società come Autostrade, così strategica e importante per gli italiani, con un fatturato annuo che si avvicina ai 7 miliardi di euro, con introiti certi e sicuri, che sono aumentati a dismisura con il passare del tempo, fosse stata "svenduta" ad "Atlantia", una società di "privati", a condizioni di saldo di fine stagione.
Apprendemmo infatti che nel 2002 Gian Maria Gros-Pietro, un maneggione dell'Alta Finanza, legato ai "poteri forti", dopo aver gestito le privatizzazioni dell'ENI andrà a presiedere, per una diecina di anni, nientepopodimenoché l'Atlantia s.p.a, la società alla quale, tre anni prima, come dipendente pubblico, aveva svenduto la gestione dei servizi autostradali italiani.
Allora, a questo punto, andiamo a leggere le clausole del contratto di concessione della rete autostradale: impossibile, coperte dal segreto di stato come si trattasse di un'operazione bellica contro una nazione nemica...
Da chi e come è stato svolto in tutti questi anni il servizio di manutenzione ordinaria da parte dei concessionari di Autostrade?
La risposta l'ha data il Governo, dimostrando una trasparenza e un'onestà mai viste prima d'oggi, facendo sapere — a proposito di responsabilità — che questo settore delle autostrade ha avuto una crescita esponenziale dei pedaggi che arriva al fatturato di quasi 7 miliardi... In calo del 20%, invece, gli investimenti e in forte calo la spesa di manutenzione che dovrebbe essere aumentata in proporzione al grande aumento del traffico.
Si evince che la sicurezza degli automobilisti e dei cittadini abbia contato assai poco, o addirittura niente, per i signori della cordata Atlantia, che fa capo all'industriale Benetton che fu anche deputato dell'allora PCI e che, oggi, è promotore, delle campagne "United Colors of Benetton", in difesa del multiculturalismo e dell'immigrazionismo selvaggio, onde fare — con gli uomini di Soros che hanno in Italia, come referenti, Emma Bonino, Calenda e Boeri — una "sostituzione etnica" degli italiani con i migranti, nuovi schiavi, per avere manodopera a basso costo... quello che conta, per Benetton e compagni, sono i profitti, già di per sé stessi abnormi, ma che sono cresciuti in maniera vertiginosa e sono stati divisi tra i soci. Poi ci domandavamo se i vari Ministri dei Lavori Pubblici (pensate un po' Lupi, quello dei Rolex, il cattolico che ha fatto apostasia delle propria Fede, è stato uno di quei Ministri...) fossero tenuti al mantenimento delle autostrade e in che misura: ma abbiamo saputo che essi non avevano nessun obbligo... che la sicurezza dei cittadini non interessava un tubo ai vari governi che erano legati (udite!) ai vincoli da rispettare per il "pareggio del bilancio" ovvero i vincoli, imposti dall'Europa, ai suoi "camerieri" , con il trattato di Maastricth del 1992, con quello di Lisbona del 2007 e con il pareggio del bilancio nella Costituzione del 2011.
E ora ecco i nomi di chi ha voluto detti trattati e, conseguentemente, sono anche i responsabili di questa politica della lesina che ha rovinato la nostra Nazione. Nell'ordine: Romano Prodi, Massimo D'Alema e Mario Monti (detto "Mortimer", affiancato dalla "mummia" Fornero) in combutta con Mario Draghi (quello che Berlusconi aveva proposto per leader del centrodestra).
Ma c'è di più: il primo provvedimento economico del governo Berlusconi, nel giugno del 2008, è un decreto che i giornali chiamano "Salva Benetton". Stabilisce infatti una nuova regola per Autostrade Italia: l'adeguamento automatico delle tariffe pari al 70% dell'inflazione reale (non quella "programmata")... viene anche stabilito che tutti gli eventuali ricavi superiori alle previsioni dovuti agli aumenti di traffico verranno trattenuti dalla società stessa che così ha azzerato ogni ischio d'impresa.
La cricca è al completo!
Un incaricato di "Atlantia", ancora a macerie fumanti, fa una dichiarazione che fa rabbrividire dicendo, che il ponte era monitorato e godeva ottime condizioni di salute, quando lo stesso costruttore, l'architetto Morandi, aveva invitato, anni fa a fare quei lavori di ristrutturazione di cui l'opera aveva bisogno e, senza i quali, sarebbe stato possibile prevedere anche un crollo...
Il Governo svela tutte queste cose e parla anche del fatto che Benetton, l'industriale che ha pagato, in questi anni, tutte le campagne elettorali dei partiti, c'è dentro fino al collo e che, detto industriale "multiculturalista" non ha avuto neanche il pudore di dire una parola di cordoglio ai familiari dei poveri morti e si è guardato bene dal fare le sue scuse.
Si è fatto vivo, infine, dopo quattro giorni, l'omino della "United Colors Of Benetton", dalla mentalità e dall'arroganza "sessantottine", lo stesso che, negli anni Settanta, si mostrava in costume adamitico, facendo sfoggio della sua ciccia flaccida, per lanciare non ricordo quale campagna promozionale, e, finalmente, ha fatto sapere che lui, da buon filantropo, è disposto pure a fare una "elemosina" alle vittime e a ricostruire un "ponte di ferro" ma ha anche minacciato, qualora gli venissero tolte le concessioni per le autostrade, come il Governo sta finalmente facendo, di esigere le "penali" altissime messe a salvaguardia di questo contratto-truffa.
Alla notizia del crollo del ponte crollarono, immediatamente, i titolo della "Atlantia"... ma per le sinistre, per Benetton e per i reggicoda di Forza Italia (con Brunetta, la macchietta della politica italiana in testa), a far crollare i titoli non sarebbe stata la tragedia dell'autostrada, ma il Governo che aveva informato correttamente della situazione, inchiodando "Atlantia" alle proprie responsabilità.
La gente però ha capito. Tutti abbiamo capito. E in un Paese dove i funerali delle vittime sono stati spesso anche il "palcoscenico" della "giustizia popolo", assetato di verità, nella EX ROSSA Genova, una folla straordinaria di migliaia e migliaia di persone che all'arrivo del Presidente Conte, di Di Maio, di Salvini e degli altri membri del governo — di solito fischiati e tremendamente contestati — che si scioglie in un grande, interminabile applauso che abbraccia anche i Vigili del Fuoco e i soccorritori volontari. La gente ha dunque capito... ed ha capito così bene che, con la stessa spontaneità, all'arrivo dei membri del PD (la prima ad essere riconosciuta è stata l'ex ministro Pinotti) si sente nell'aria una selva di fischi, di "vattene", di "venduti" di "vergognosi"...
Del resto il funerale di Genova — di quelle povere vittime innocenti che hanno destato in noi sentimenti di "pietas!" cristiana, quelle vittime per cui soltanto pochi (Bergoglio, all'indomani del funerale, nell'Angelus della domenica, non le ha nemmeno ricordate!) hanno avuto parole di cordoglio — ben riflette la situazione del Paese: un Governo "del cambiamento" che, in poco più di cinquanta giorni ha quasi azzerato gli arrivi dei "migranti climatici" — vi ricordate i lamenti delle vecchie zitelle di regime che squittivano: "Come si fa a fermare un fenomeno epocale? Come si fa a fermare un'immigrazione biblica?”— con un Ministro degli interni "presente sul territorio" un governo con il quale sta aumentando la percezione di sicurezza e la fiducia dei cittadini nello Stato, un governo che, di fronte alle calamità parla con chiarezza e agisce con fermezza (la revoca delle concessioni), con un Presidente che ha prestigio nei consensi internazionali (il suo incontro con Trump). Un governo che, il giorno dopo la tragedia, ha consegnato le prime case e che, entro novembre darà un tetto a tutti gli "sfollati".
 Anche i numeri sono dalla parte della coalizione "gialloverde" alla quale i sondaggi attribuiscono il settanta per cento di gradimento degli italiani e che, assicurano, come oltre il 70% degli elettori condivida il "braccio di ferro" di Salvini e che se si andasse a votare ora il M5S e la Lega prenderebbero, ciascuno, il 30 per cento dei voti e il PD calerebbe dal 18 al 14-12 per cento mentre Forza Italia dal 10% passerebbe al 7-8 per cento. Insomma grande consenso come, onestamente, riconosce Polito su "Il Corriere della Sera", mentre le oche capitoline, capeggiate (indovinate un po' da chi?), dal noto lecchino Sallusti, de "Il Giornale" della famiglia Berlusconi che, da tempo, fa le veci de "L'Unità" e del "Manifesto", starnazzano sguaiatamente...
Ma attenzione, nonostante il consenso, per il governo non sarà vita facile! Contro la coalizione "giallo-blu" vi sarà una guerra senza frontiere che vedrà unite, stavolta, tutte le forze "massonico-mondialiste" e "cattocomuniste", dalla Sinistra devastata, con tutte le sue varie sfaccettature, alla "falsa" destra di Forza Italia (delle macerie rimaste), dalla Guardia Costiera che, con l'Ammiraglio Pettorino, promosso da Gentiloni, si è messa in testa di contribuire all'invasione islamica del nostro paese facendo arrivare gli immigrati con le nostre navi (trasformate in "navi pirate" che sostituiscono la mafia delle ONG), alle Toghe Rosse (che ora marciano all'unisono con sinistre e Berlusconi) fino alla CEIC (Commissione Episcopale Italiana Comunista) che, con il blocco delle navi delinquenziali ONG, sta vedendo sfumare i suoi ingentissimi guadagni fatti con le Coop rosse e la Caritas sulla pelle degli immigrati che, come hanno ammesso i mafiosi di Roma Capitale: "rendono assai più della droga".
Del resto Renzi ha annunziato con sicumera: "Preparatevi stiamo per ritornare... a settembre cadrà il governo per mano della Magistratura"... E se lo dice il Bomba!..
Intanto, in tempo reale, apprendiamo che la Magistratura è già intervenuta, ordinando la discesa a terra di diversi immigrati dalla quella che, ormai viene non viene più considerata la nave della flotta della Marina Militare ma la "nave di Pettorino”, e ha aperto un fascicolo per sequestro di persona... contro ignoti.
Intanto nella sede della Lega di Bergamo sono scoppiate due bombe, non "botti" a salve sparati da pistoline giocattolo ad aria compressa sparate da tredicenni al pretone tondo di Pistoia che trascorre i giorni e le notti con aitanti giovinetti di colore, e nemmeno uova lanciate ai passanti dai figli dei dirigenti comunisti, ma ordigni, atti ad uccidere, a procurare una strage. Quindi anche la casa dei genitori di Salvini è stata "alleggerita" dai ladri (ma guarda un po' il caso!)
Del resto sia Matteo Salvini che altri membri del governo avevano anche espresso i propri timori verso una prossima offensiva internazionale contro il governo italiano. Eccoci al punto... Apprendiamo dal "Secolo d'Italia" del 22 agosto che: "... scende in campo (contro il nostro governo, n.p.c.) nientemeno che Standard & Poor's , l'agenzia di rating statunitense che con le sue "soggettive" valutazioni anche in passato ha causato guai... (e) per questo è finita sotto inchiesta più volte, sia in Italia che negli USA, ed è stata definita come screditata da parte di esponenti economici di rilievo. Dopo lo spred, i giornali, la UE, ora scendono in campo anche gli opinion maker economici contro il governo del cambiamento italiano. Secondo Standard & Poor's, infatti, i negoziati sulla Brexit (guarda caso anche questi invisi alla UE) e le "continue tensioni" legate ad argomenti sensibili... come la politica fiscale e l'immigrazione, rappresentano i "maggiori rischi" che l'Europa deve affrontare... sul fronte italiano si sottolinea che le controversie sollevate dal nuovo governo "hanno il potenziale per portare a una situazione di stallo che innerva i mercati" (per cui) l'Europa "potrebbe diventare luogo di una crisi del mercato".
Se questa non è una dichiarazione di guerra, il preludio a un Golpe (tipo quello di Napolitano che insediò il Governo di Mario Monti) ditemi voi cos'è.
Con tanti saluti al suffragio universale e alla libertà di voto. Il bestione partitocratico (PD + Forza Italia + quinte colonne) sta dando gli ultimi colpi di coda nella sua agonia... e non è detto che questi colpi vadano a vuoto. Fermezza e coraggio dunque, i nemici della libertà non hanno ancora vinto e, ogni volta che il popolo è stato chiamato alle urne (da settant'anni a questa parte), la Rivoluzione è sempre stata, seppur con alti e bassi, sconfitta.
Pucci Cipriani