mercoledì 20 giugno 2018

IMMIGRAZIONE: VOGLIONO TOGLIERCI LE NOSTRE RADICI CRISTIANE (di Pucci Cipriani)

Si avvicina la consegna delle dichiarazioni dei redditi e si avvicina anche il "redde rationem" dell'otto per mille da (NON) dare alla Chiesa cattolica almeno fino a che non cessi questa "autodemolizione" che, giorno dopo giorno, lascia macerie e lacrime e sta distruggendo, quando già non l'abbia distrutto, il tessuto connettivo della Santa Chiesa ovvero quell'essenziale collante universale che lega i fedeli e che è rappresentato dalla Dottrina immutabile e dalla Fede.
L'inquilino del Santa Marta continua imperterrito a dar colpi alla "Sposa Immacolata del Cristo" ovvero a demolire — parole sue — "questa Chiesa (che) non serve a niente, una Chiesa così non è altro che un museo" fatto di "Battitori da Inquisizione... cristiani ipocriti interessati solo ai loro formalismi... cristiani pappagallo ... sterili nel loro formalismo... fondamentalisti... marci nel cuore... torte deliziose, leccornie dolci: deliziosi ma non veri Cristiani... preti untuosi e idolatri... etc., etc..." (Cfr.” Opportune Importune” del 14 -XII -2015 "Lingua mea calamus scribae velociter scribentis")
Dal "buonasera" della sua elezione, al "buon pranzo" dell'Angelus, dal "chi sono io per giudicare un gay", alle interviste al "papa laico" Eugenio Scalfari in cui afferma che "non esiste un Dio cattolico" stilando, poi, un vero e proprio manifesto del relativismo (ovvero l'opposto della religione cattolica) per cui "Ciascuno di noi ha una visione del Bene e anche del Male. Noi dobbiamo incitarlo a procedere verso quello che lui pensa sia il Bene", dalla persecuzione dei Cavalieri di Malta, ai "Processi stalinisti" nei confronti degli Ordini Religiosi rimasti fedeli all'insegnamento perenne della Chiesa (vedi la distruzione dei Frati Francescani dell'Immacolata, l'unico Ordine con fiorenti vocazioni, accusato di avere una regola troppo rigida e di pregare troppo e, per di più, in latino etc.), dalla persecuzione dei cardinali, dei vescovi e del clero tradizionalisti, tolti dai loro incarichi e offerti, come bersagli, alle ingiurie, ai lazzi e alle pesanti offese da parte degli scagnozzi papolatri, siano questi gli sculettanti monsignori "formichieri" della Locanda Santa Marta, siano i pennivendoli servili dell'illeggibile quotidiano "Avvenire" della "rossa" CEI di Bassetti-Galantino, dalla creazione di arcivescovi "rossi", all'incensazione di personaggi squallidi e repellenti come la Bonino, Pannella e il prete "giacobino" don Lorenzo Milani, il precursore del lager rosso degli orchi pedofili de "Il Forteto", nei cui repellenti scritti c'è sempre un'esaltazione della lotta di classe e una giustificazione ("Cicero pro domo sua"?) della pedofilia... e poi gli attacchi alla Dottrina e ai Sacramenti con il documento Amoris Laetitia a causa del quale un nutrito gruppo di cardinali e centinaia di illustri personalità dell'Università e della Cultura hanno presentato al Santo Padre dei "Dubia" in cui si denunziano alcune proposizioni eretiche, ai quali "dubia" Bergoglio si è guardato bene dal rispondere... per non parlare, poi, del silenzio totale sui "principi non negoziabili" ovverosia della rinunzia alla lotta in difesa della famiglia e della vita dal concepimento fino alla morte naturale .
Ormai la Chiesa è diventata, o si accinge a diventare, una succursale di un sindacato o una sorta di "Onlus" dove non si predica più la Dottrina di un tempo, non si insegna più il Catechismo di san Pio X, dove la Santa Messa, con le riforme "conciliari" e quelle fatte in nome dello "Spirito del Concilio", è diventata una sorta di rumoroso bla-bla-bla, una noiosa e inconcludente riunione condominiale, con centinaia di "fedeli" a ricevere (sacrilegamente sulla mano) la Particola consacrata e i confessionali sempre vuoti (per mancanza sia di confessori che di penitenti)... ultimamente, nel quarantennale dell'approvazione della legge criminale 194 sull'aborto, il Cardinal Bassetti, Presidente della CEI ha detto che quella legge non sarà una buona legge ma comunque va "APPREZZATA"...
Capito? Sarebbe "apprezzabile" una legge che in 40 anni ha prodotto milioni di aborti, ovvero milioni di omicidi, uno spargimento di sangue innocente che grida vendetta al cospetto di Dio e, del resto, questa dichiarazione vergognosa arriva proprio alla vigilia del referendum sull'aborto nella (ex) cattolica Irlanda, ed è stata seguita, senza che Bergoglio, solitamente ciarliero e logorroico su twitter , abbia aperto il "becco", da un altra vergognosa dichiarazione da parte del (non) responsabile dei vescovi irlandesi in cui ci si augurava che, dopo il referendum, venisse emanata una legge che promuova un aborto sicuro, raro e legale"... In altre parole — chiosa un attento osservatore come il giornalista cattolico Marco Tosatti — "il mantra, ingannevole nei fatti, come dimostra l'esperienza, che è il cavallo di battaglia di sempre del fronte abortista". E anche in Irlanda ora il crimine dell'aborto è legge, con la benedizione di Bassetti e dei vescovi apostati irlandesi.
Parlavo all'inizio dell'otto per mille: fonti riservate e, solitamente attendibili, mi dicono che da quando è iniziata l'era Bergoglio, in contemporanea, è diminuito il gettito dell'otto per mille dato alla CEI da fedeli che, senza porsi troppe domande, preferiscono non dare il loro contributo a una rossa Conferenza Episcopale (del resto si può sempre dare il cinque per mille ad Associazioni fedeli alla Tradizione cattolica, restando l'obbligo di aiutare, nei limiti delle possibilità, quei sacerdoti che non abbracciano e, anzi, contrastano questo andazzo eretico, pauperistico, ciarlatano e becero della "Barca di Pietro") alla luce anche di questa invasione immigrazionista a cui stiamo assistendo, fortunatamente, ora, con un Governo che sembra voglia almeno tentare, meritoriamente, di arginarla... nonostante sia contrastato pesantemente dai "poteri forti" — Commissioni episcopali neomoderniste e filocomuniste, multinazionali, Bildelberg, l'associazione mondialista paramassonica alla cui riunione in Italia ha partecipato anche il cardinal Parolin, fondazioni radicalmassoniche tendenti a destabilizzare come quelle del miliardario Soros o la fondazione Rockfeller etc. etc. — e dai relitti di una sinistra allo sbando che, insieme ai rimasugli di Forza Italia e del radicalume, cercava di portare avanti l'equivoco di una politica in accordo con la UE che persegue i fini del mondialismo: ovvero la sostituzione etnica del popolo Europeo, l'abbattimento della politica a favore dell'economia (si impersonifica e si fa parlare il Mercato: "il Mercato soffre", "il Mercato decide"... "lasciate stare, tanto il Mercato rimette tutto in linea", "Ci pensa il Mercato a normalizzare") mentre si stanno abbattendo le "classi medie" per cui stiamo andando verso una sorta di "Neocapitalismo" che prevede l'abbattimento delle piccole imprese e delle piccole industrie per creare Multinazionali senz'anima (lavoro sottopagato, mobilità, assunzioni "a termine"), insomma una società che avrà solo due categorie di persone: i "super ricchi" e "i poveri o poverissimi", insomma la fine della divisione tra "destra" e "sinistra" e la creazione di una nuova contrapposizione tra "liberalismo aperto" e "nazionalismo e populismo chiusi" per cui oggi ad interessarsi dei poveri e dei diseredati, del "sottoproletariato", non è più la sinistra, anzi...
Afferma il professor Rémi Brague, membro dell'Institut de France, forse il maggior filosofo cattolico francese ed europeo:
"È curioso oggi come aperto passi oggi per un aggettivo unicamente positivo. In fin dei conti nessuno è più "aperto" di un samurai che ha appena fatto harakiri... Nel XIX Secolo, la sinistra si preoccupava degli esclusi della società , cercava di risolvere quella che chiamava la "questione sociale". Esiste ancora oggi una sinistra che si preoccupa dei poveri?... da noi le persone che si dicono di sinistra sembrano coloro che sono già capaci di difendersi (e persino di attaccare) perché sono raggruppati in sindacati, associazioni, "collettivi" di ogni sorta. Il termine "liberalismo" è talmente ambiguo che bisogna prenderlo con le pinze, così come le parole "libertà"."
Insomma il Melting Pot creato dal "Mondialismo" che ha voluto questa scriteriata e suicida (probabilmente, ben preparata e ben organizzata!) invasione dell'Europa da parte di persone che non fuggono da nessuna guerra o persecuzione, a cui si è accodata la Chiesa di Bergoglio, sposandone i "dogmi laici" (vedi enciclica sulla raccolta differenziata della spazzatura) , è ora sul banco degli imputati come scrive lo storico Inglese Niall Ferguson in un brillante saggio pubblicato dal “Sunday Times” dal titolo: "Melting pot is melting down" (Il multiculturalismo europeo si sta sciogliendo) il quale rileva come da centodieci anni il Meltin pot veniva celebrato come un crogiolo nel quale si fondevano popoli di diverse etnie mentre oggi: "Un'immagine simile era balzata agli occhi all'inizio di questo secolo davanti all'Unione Europea. Ma l'afflusso dei migranti da tutto il mondo sta avendo esattamente l'effetto opposto. Le migrazioni saranno il solvente fatale che farà sciogliere l'Unione Europea e la Brexit è stata solo il primo sintomo della crisi".
In tutta Europa dunque assistiamo a un "rigetto" di questa invasione immigrazionista che ha portato e porta tuttavia precarietà, insicurezza, conflitti sociali ed etnici, sfruttamento... eppure sembra sia stato proprio il "Vescovo di Roma", nell'agosto del 2013, con una sua telefonata al Governo Letta, un Governo bisognoso di "sostegno", a sollecitare per un intervento italiano "diretto" nel prelevare gli equipaggi delle "carrette del mare" e portarli in Italia... e così nell'ottobre del 2013 — dopo che lo stesso Bergoglio si recò, con coreografia barocca, in una apoteosi di demagogia, a Lampedusa, a invitare ad invadere la nostra Patria, approfittando di un momento di commozione collettiva, dovuto a una tragedia del mare, occorsa nel Canale di Sicilia il 3 ottobre con 366 morti e 20 dispersi — nacque la "disgraziata" operazione "Mare Nostrum" onde raccogliere in mare (evidentemente, il più delle volte, in accordo con gli "scafisti" che lasciavano in determinate zone il loro "carico umano", per farlo prelevare dalle navi della mostra marina), il più possibile di migranti e portarli in Italia, non come "clandestini", ma come "richiedenti asilo"... addirittura la Marina si spinse anche in acque interne di uno Stato straniero con violazione del diritto interno e internazionale. All'operazione "Mare nostrum", che durò dall'ottobre 2013 all'ottobre 2014, seguì il "Triton Frontex" a guida UE... e fu invasione completa.
Durante tutti questi anni noi cattolici abbiamo assistito a una "crisi della Chiesa" di cui mai avevamo avuto ricordo nella storia: silenzio di fronte al genocidio dei cristiani che, giornalmente, si sta consumando nei Paesi musulmani, silenzio al terrorismo islamico (ma guai a chiamarlo così!) e alle vittime nelle varie Nazioni Europee. Il Papa, non ha mai perso occasione, né la perde adesso, di predicare, a ogni piè sospinto, l'ecumenismo e il dialogo... dimenticando che l'Occidente Cristiano (la Cristianità) ha combattuto — per non permettere che la Mezzaluna dei minareti sostituisse la Croce dei nostri campanili — a Lepanto e a Vienna, in epiche e drammatiche battaglie per respingere il barbaro musulmano invasore.
In nome di un sentimentalismo melenso, in nome di un idiota "volemose bene", stiamo cedendo, giorno per giorno — come entusiasticamente invitava a fare il Presidente golpista Mario Monti — pezzi della nostra sovranità e, soprattutto, stiamo rinnegando la nostra Dottrina cattolica e stiamo abdicando alla nostra Fede secolare... eppure Bergoglio non si creda sia uno sprovveduto — nonostante abbia perso tutte le battaglie "diplomatiche" (una per tutti quella con Trump... mentre la diplomazia vaticana appoggiava Obama e la Cagna, come comunemente viene chiamata negli USA la signora Hilary Clinton) mentre gli amici di Bergoglio, ultime mummie del Comunismo Internazionale tanto care, cadevano, a uno a uno, come mosche — infatti sa benissimo quello che fa, da vero e consumato rivoluzionario, nonostante il Cardinal Martini lo considerasse culturalmente rozzo e caratterialmente inaffidabile, egli porta vanti con la politica di tre passi in avanti e uno indietro, anzi dei cinque passi avanti e mezzo indietro.
"Davvvero dovremmo credere — scrive "Stilum Curiae" di Marco Tosatti del 19 giugno 2018 — che Bergoglio non sappia cosa c'è sotto l'immigrazione odierna? Impossibile! I vescovi africani hanno denunziato spesso, invitando i figli dell'Africa a non farsi ingannare, a non lasciare la propria terra, la loro famiglia, le loro radici, per andare in un'Europa secolarizzata, in cui si troveranno emarginati, sfruttati, in balia di una cultura materialista e nichilista che li ridurrà ad automi "cellularizzati" notte e giorno. Davvero impossibile che Bergoglio non sappia che i migranti minori finiscono, in gran parte, sfruttati sessualmente, come circa 7 o 8 donne su 10. Impossibile non sappia che il traffico di carne umana genera astronomici guadagni, per i trafficanti africani e per quelli occidentali, e che è mosso da innumerevoli interessi delle varie mafie. “Le quali — continua Stilum Curiae — ben prima di "Roma capitale", avevano compreso (...) il potenziale criminale presente nei fenomeni migratori incontrollati. Impossibile che Bergoglio non abbia capito che una fetta di immigrati finisce, dopo essere passata per il mercato della droga, nelle galere dell'Occidente, dopo aver lasciato sole donne e bambini dell'Africa (...). No, Bergoglio sa bene tutto, come pure i suoi amici, George Soros ed Emma Bonino, che sono tutto tranne degli ingenui sprovveduti (...). E allora? E allora l'eresia sposata da Bergoglio è una sorta di utopia comunista: egli sogna una sorta di fratellanza universale, multicolore in cui non esistono più confini, culture, radici, religioni diverse... il primo dogma di questa eresia è l'ecumenismo assoluto: tutti gli dei sono uguali e Cristo non è affatto "La Via, la Verità e la Vita"; il secondo dogma è l'ottimismo di Rousseau: non esiste alcun peccato originale, gli uomini sono tutti naturalmente buoni e il peccato è chi per primo mise un "recinto" alle sue proprietà... Bergoglio direbbe "muro" (...), il mondo di Bergoglio non è quello delle fiabe, come potrebbe sembrare (...) è quello dell'utopia: il mondo multietnico, multicolore, multireligioso, senza muri, porte, chiavi, peccato... è il sogno di un uomo che, come ben è evidente per tanti altri aspetti, non ha una visione trascendente, ma immanente dell'esistenza".
Infine a tenere in piedi questa politica impopolare dell'immigrazionismo, che non porta certo consensi né contribuenti, c'è un'altra chiave di lettura, insomma c'è un altro "dio" al quale sono particolarmente sensibili i nostri cardinali e vescovi ovvero il "dio quattrino" e, infatti, l'immigrazione è un businnes incredibile; sappiamo bene che "gli immigrati fruttano più della droga e a documentarlo, ad esempio, sono i dati dell'ultimo rapporto della Caritas a giugno del 2016, dove si apprende che il diciassette per cento degli stranieri accolti nel nostro paese sono a carico della Cei. Di questi immigrati che risultano nelle strutture religiose solo una piccola parte sono assistiti con fondi ecclesiastici o donazioni, i restanti vengono accolti dalla Caritas, dalla Comunità di S. Egidio e da altre Associazioni collaterali, con i soldi dello Stato... basta fare un calcolo sulle decine e decine di migliaia di immigrati accolti in quelle strutture moltiplicarlo x 35 euro (la cifra che passa lo stato giornalmente per ciascuno) e x 365 (i giorni dell'anno) e si arriva a numeri da capogiro che, a sua volta vanno moltiplicati per il numero degli anni in cui è cominciata la "tratta"... cifre da capogiro!
Insomma questi introiti permetterebbero al Vaticano di ovviare alla perdita di quell'otto per mille che molti cattolici non danno più per opporsi a questa deriva di "autodistruzione ecclesiale".
Recentemente il Cardinal Ravasi ha detto, citando a sproposito un motto evangelico, che chi è contro l'accoglienza va contro il dettato evangelico per cui non potrà varcar le soglie del Paradiso; affermazione questa che ha ispirato un "poeta di strada" a stilare questi versi: "Ormai lo sanno tutti / lo sa anche un bambino / che il Geova di Ravasi / è il dio Quattrino."

PUCCI CIPRIANI

martedì 12 giugno 2018

Un convegno esemplare: Fatima, la crisi della Chiesa e Papa Francesco (di Ascanio Ruschi)


Con grande affluenza di pubblico, lo scorso 6 giugno 2018 si è tenuto presso l’Auditorium della Regione Toscana un Convegno sul tema: Fatima, la crisi della Chiesa e Papa Francesco.
L’evento, patrocinato dal gruppo Consigliare della Lega, e promosso dalla Fondazione Lepanto e da Controrivoluzione, ha visto protagonisti tre illustri pensatori “non allineati” del calibro del dott. Ettore Gotti Tedeschi - Banchiere, ex Presidente dello IOR, economista; del prof. Massimo de Leonardis - Ordinario di Storia delle Relazioni internazionali all'Università Cattolica di Milano, e del prof. Roberto de Mattei - Storico, Docente Universitario, Presidente della Fondazione Lepanto, introdotti da Jacopo Alberti, consigliere regionale della Lega e da Pucci Cipriani, direttore di Controrivoluzione ed anima del tradizionalismo toscano, nella rispettiva veste di “padrone di casa” e di organizzatore del convegno.
Un tale parterre di ospiti, nonostante la notizia non fosse stata rilanciata dai mass media locali (con qualche complice silenzio tra chi, peraltro, avrebbe dovuto pubblicizzare l’evento), non poteva non passare inosservato, e l’auditorium, al momento di iniziare il convegno, si presentava già pieno: tanti ì giovani, alcuni eroici prelati (che Dio li conservi!), numerose le persone accorse anche da fuori Firenze.
Il convegno, dopo i saluti di Jacopo Alberti e Pucci Cipriani, si è aperto con le parole del sen. Manuel Vescovi, della Lega, che ha ricordato l’impegno politico del proprio partito ad operare sui temi etici e valoriali, in netta discontinuità con quella politica (ma forse non solo quella…) che di valori e di etica non vuol sentir parlare (alzi la mano chi ha sentito parlare di valori non negoziabili negli ultimi anni…).
Dopo il sen. Vescovi, ha preso la parola il dott. Ettore Gotti Tedeschi, che prima del convegno aveva rilasciato una bellissima intervista a Pucci Cipriani. Il dott. Gotti Tedeschi, ha subito richiamato l’opera e il pensiero di Plinio Correa de Oliveira, il pensatore brasiliano della controrivoluzione dallo stesso Gotti Tedeschi definito come uno dei pensatori più influenti del ventesimo secolo insieme e Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. L’economista, sulla scorta dell’insegnamento dell’autore di Rivoluzione e Contro-Rivoluzione ha voluto ribaltare quel sintagma logico per cui si debba partire dalle conseguenze per capire la portata di un fenomeno. Viceversa, ha chiarito con semplicità di parola ma con profondità di pensiero, il processo logico deve partire dalle cause, che sono sempre cause etiche e morali, attraverso la cui analisi è possibile spiegare i fenomeni economici, politici e culturali, che altrimenti non potrebbero essere capiti.
L’intervento successivo è stato del prof. Massimo de Leonardis, che con il suo solito stile inconfondibile ha voluto sottolineare l’epoca paradossale in cui ci troviamo a vivere; un’epoca in cui la difesa del cattolicesimo è demandata a laici quando un tempo era svolta – usque ad effusionem sanguinis – dal clero. Un’epoca in cui la difesa dei valori fondamentali è svolta da quei paesi un tempo appartenenti al blocco comunista. Un’epoca in cui i c.d. paesi cattolici, come quelli sudamericani, sono diventati la culla delle nuove chiese protestanti. Un’epoca di paradossi e di contrasti, di perdita del vero, del buono e del bello (intesi come unica triade del medesimo concetto).
Ha chiuso la serie di interventi il prof. Roberto de Mattei, che nell’occasione ha presentato la sua ultima opera: è Plinio Correa de Oliveira: Apostolo di Fatima - Profeta del Regno di Maria (Ed. Fiducia) con la prefazione di S.E. Mons. Athanasius Schneider. Il prof. de Mattei, è considerato tra i suoi maggiori interpreti e conoscitori a livello nazionale ed europeo pensatore brasiliano, di cui fu discepolo. Il prof de Mattei già aveva trattato della vita e delle opere del dott. Plinio ne Il crociato del secolo XX: Plinio Corrêa de Oliveira (Piemme, Casale Monferrato, 1996), con Prefazione del Cardinale Alfons Maria Stickler. Con quest’ultima opera analizza invece il pensiero di Correa de Oliveira, mostrandone la sorprendente capacità “profetica” e l’acume nell’analisi dei fatti e delle loro cause. E’ proprio nella capacità di risalire alle più profonde radici della dissoluzione attuale (individuate nell’abbandono dell’insegnamento di Cristo e della Tradizione della Chiesa), che risiede il grande insegnamento del pensatore controrivoluzionario, il quale, senza averla vissuta, già preconizzava l’attuale rivoluzione nichilista (secondo de Mattei, ma non solo, la quinta rivoluzione dopo quella luterana del 1517; quella francese del 1789; quella bolscevica del 1917; e quella dei costumi del 1968).
Nel suo intervento il prof. de Mattei ha richiamato il valore salvifico della virtù del sacrificio, a livello privato (es. familiare) sino a quello pubblico (es. il martirio), aggiungendo con grande pathos e sofferenza, che oggi ognuno di noi è chiamato a dare testimonianza pubblica della Fede, predisponendo il proprio animus al sacrificio, in particolar modo a fronte ad un arretramento evidente della Chiesa visibile, sempre più allineata con i poteri forti e il pensiero unico dominante.
Ai relatori va dunque l’enorme merito di aver delineato con chiarezza i tratti salienti, e le cause primigenie, dell’epoca di crisi che viviamo. A noi spetta far tesoro delle loro parole, trarne conforto spirituale, e maggiore forza spirituale, sicuri che comunque, alla fine dei tempi, il Cuore Immacolato di Maria trionferà.
Sulla scorta di tale predisposizione d’animo, ci prepariamo, dopo l’estate, ad organizzare una serie di incontri e iniziative culturali, sempre in nome di quei principi non negoziabili, che oggi come non mai siamo chiamati, con l’aiuto e il sostegno del Signore, a difendere!

Ascanio Ruschi




venerdì 8 giugno 2018

CIRCOLARE DI CONTRORIVOLUZIONE AGLI AMICI

ETIAMSI OMNES EGO NON!



CIRCOLARE DI CONTRORIVOLUZIONE AGLI AMICI



Cari amici,
un successo entusiasmante il Convegno su "Fatima, la crisi della Chiesa e Papa Francesco" che si è tenuto mercoledì 6 giugno 2018, a Firenze, presso l'Auditorium della Regione Toscana e organizzato dal Portavoce dell'Opposizione e Capogruppo della Lega in Regione Toscana Jacopo Alberti, dalla Fondazione Lepanto e da Controrivoluzione ed al quale hanno partecipato, dopo il saluto di Jacopo Alberti e Pucci Cipriani, Direttore di "Controrivoluzione" 

ETTORE GOTTI TEDESCHI - Banchiere, ex Presidente dello IOR, economista 

MASSIMO de LEONARDIS - Ordinario di Storia delle Relazioni Internazionali dell'Università Cattolica di Milano

ROBERTO de MATTEI - Storico, Docente Universitario, Presidente della Fondazione Lepanto

ha moderato l'incontro il Giurista ASCANIO RUSCHI

Durante il Convegno è stato presentato il libro di Roberto de Mattei: "Plinio Correa de Oliveira - Apostolo di Fatima - Profeta del Regno di Maria" (Edizioni Fiducia)

Intervista di Pucci Cipriani a Ettore Gotti Tedeschi



Galleria fotografica

La cronoca della Conferenza e i commenti verranno pubblicati nei prossimi giorni su "Controrivoluzione"

Riteniamo importante segnalare (e invitare gli amici che ci leggono a partecipare) a due importanti manifestazioni contro la dittatura omosessualista che si terrà a Reggio Emilia il 9 giugno 2018 e una processione a Roma, sempre il 9 giugno, in riparazione del Gay Pride e dell'orribile peccato contro natura.

Ricordiamo infine l'Università d'estate, organizzata dal Centro Lepanto che, per il quarto anno, si etrrà a Subiaco. Potranno partecipare i giovani dai sedici ai trentacinque anni. I giovani interessati alla Tradizione sono caldamente invitati ad iscriversi.

Inviamo a tutti gi amici e ai loro familiari un saluto in Xto Rege

Pucci Cipriani
Ascanio Ruschi

lunedì 4 giugno 2018

FATIMA, LA CRISI DELLA CHIESA E PAPA FRANCESCO (Prima parte), di Pucci Cipriani

Mercoledì 6 giugno 2018, a Firenze, per iniziativa del Gruppo Lega Nord alla Regione Toscana, della Fondazione Lepanto, della Comunione Tradizionale e di "Controrivoluzione" (www.controrivoluzione.it), Convegno sul tem a: "FATIMA, LA CRISI DELLA CHIESA E PAPA FRANCESCO" con la presentazione del libro di Roberto de Mattei con la prefazione di S.E. Mons. Athanasius Schneider : "Plinio Correa de Oliveira Apostolo di Fatima Profeta del Regno di Maria" (ed. Fiducia) che si terrà presso l'Auditorium del Consiglio Regionale della Toscana - Via Cavour, 4 Palazzo del Pegaso - alle ore 17:00.
Il Convegno sarà presieduto dal Giurista Ascanio Ruschi, dopo il saluto del Capogruppo della Lega Nord al Consiglio Regionale Toscano Jacopo Alberti e del Direttore di "Controrivoluzione" (www.controrivoluzione.it) Pucci Cipriani, interverranno:

ETTORE GOTTI TEDESCHI - Banchiere, ex Presidente dello IOR, economista

MASSIMO de LEONARDIS - Ordinario di Storia delle Relazioni Internazionali - Università Cattolica di Milano

 ROBERTO de MATTEI - Storico - Docente Universitario di Storia del Cristianesimo - Presidente della Fondazione Lepanto




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FATIMA, LA CRISI DELLA CHIESA E PAPA FRANCESCO
(Prima parte)

Ho voluto evidenziare l'annunzio del Convegno su "Fatima, la crisi della Chiesa e Papa Francesco" che avviene a pochi mesi dal centenario delle Apparizioni fatimite della Santa Vergine perché penso che questa crisi della Chiesa - una crisi "irreversibile" agli occhi umani - altro non sia che una sorta di preparazione, una preparazione che vedrà quindi la lotta tra il Bene e il Male in attesa del "Regno di Maria", come - mi dicono - venga spiegato nel libro di Roberto de Mattei : "Plinio Correa de Oliveira : Apostolo di Fatima Profeta del Regno di Maria" (ed. Fiducia)
Del resto S. E. Mons. Athanasius Snhneider, prefatore del libro di de Mattei, ha parlato recentemente di una "...quarta grande crisi (della Chiesa), in una confusione tremenda sulla dottrina e sulla liturgia (per cui) il primo interesse di ogni membro del clero dovrebbe essere quello di essere popolari agli occhi di Dio e non agli occhi dei potenti"
Già, insomma l'opposto di quello che sta accadendo oggi, per cui si vedono "mandrie" di vescovi — è chiaro che ci siano, seppur rare, eccezioni — e di preti che non solo si adeguano a questo andazzo neomodernista, pauperistico e cialtronesco facendosene paladini e "guardie svizzere", per cui il Capo (che dovrebbe difendere la Dottrina e la Fede) si esibisce clownescamente, e speriamo inconsapevolmente, davanti ai "media" parlando a braccio, in un linguaggio dopolavoristico da osteria, e additando al pubblico ludibrio quei cattolici che si rifiutano di abbracciare i moderni idoli del "neopaganesimo conciliare", colpevoli di essere fedeli alla Chiesa di sempre e alla sua Dottrina. Ecco alcuni florilegi degli epiteti rivolti ai tradizionalisti da Papa Francesco (già nel 2015 il giornale online"Opportune Importune" ne ha pubblicati circa duecento):
"Vecchie comari", "Fomentatori della coprofagia", "Sgranarosari", "Neo pelagiani", "Mummie da museo", "Cortigiano lebbroso", "Cristiani con la faccia da sottaceto", "Piccoli mostri", "Giovani maniaci della moda", "Cristiani pappagallo", "Preti untuosi e idolatri", "Marci nel cuore", "Cristiani pipistrelli che preferiscono le ombre alla luce" . Ma alla sequela di ingiurie nei confronti dei fedeli ne seguono altre rivolte perfino a Domineddio: "Non esiste un Dio cattolico" (ad Eugenio Scalfari) e al Convegno della Diocesi di Roma , nella Basilica di San Giovanni in Laterano, se ne uscì addirittura affermando che, Gesù, nell'episodio dell'adultera "Fa un po' lo scemo" . Poi, Papa Bergoglio, che, con ostentazione, si rifiuta di inginocchiarsi davanti al SS. Sacramento e di salutare i fedeli con il segno della croce, ne ha anche per la Chiesa, ovvero alla Sposa Immacolata del Cristo: "Questa Chiesa non serve a niente, una Chiesa così non è altro che un museo" che, per questo crea: "Seminaristi che stringono i denti aspettando di finire gli studi, che seguono le regole e sorridono, e rivelano l'ipocrisia del clericalismo, uno dei mali peggiori"
Proprio da qui vorrei cominciare : un papa che considera la S. Chiesa, la Chiesa dei Martiri e dei Santi, la "casta meretrix" che si da' a tutti, generosamente, come ha fatto in secoli di evangelizzazione... per il "vescovo di Roma" Argentino sarebbe un "museo", ovvero qualcosa di vecchio di inattuale. E a questo museo, a questo "Madre dei Santi" che raccoglie la Tradizione di due Millenni, Bergoglio contrappone una "sua" Chiesa ovvero un "Ospedale da campo", dove si curano, appunto, i malati e si dià una pedata nel sedere ai "sani" ovvero a quelli che restano fedeli alla Tradizione. Questa Chiesa Museo, la Chiesa di Cristo, la nostra Chiesa, avrebbe dunque il demerito (Udite!) di formare dei sacerdoti che, a forza di grandi sacrifici, di rinunce, dopo aver "stretto i denti" per superare gli scogli dello studio e della ferrea disciplina, seguendo le regole (severe) dell'Ordine, per finire e i loro studi hanno la colpa imperdonabile di avere il "sorriso sulle lebbra" rivelando "ipocrisia clericale"...
E allora il mio pensiero va a quei Frati Francescani dell'Immacolata che, per primi, dopo l'insediamento dell'Argentino, provarono la sua misericordia sulle loro carni subendo una persecuzione talmente feroce e cattiva che ricorda quelle del Comunismo assassino, i processi staliniani, con la differenza che nei processi orditi da Stalin contro i dissidenti o "presunti tali" se è vero che la condanna era scontata, è anche vero che, almeno, in quei tribunali criminali, potevi leggere l'accusa che ti rivolgevano Nei confronti dei francescani dell'Immacolata non è stata mossa, almeno in un primo tempo, nessuna accusa : esiliati, "deportati", calunniati (il dottor Rigoletto Corsini parlerà "ad abundantiam" di quello che successe a Firenze nel suo diario che pubblicheremo nei prossimi giorni), fatti fuori : ed è vero erano personaggi che vivevano troppo poveramente (con una sola veste, come San Francesco) , andavano scalzi, vivevano di elemosina, e, ahimè, avevano la colpa di essere sempre sereni, nonostante "stringessero" i denti per la vita fatta di rinunzie, di sacrifici, di obbedienza alla regola... sì, è vero, gli aguzzini della Diavola Inquisizione dei Neomodernisti avevano ragione : questi esseri erano degli ipocriti, estremamente clericali, pensate che a Firenze ne conobbi uno che aveva la tubercolosi ossea e trascorreva le sue giornate — tra un ricovero in ospedale e una sosta in convento — sempre con il sorriso sulle labbra, nonostante i tremendi dolori... e anzi era talmente "ipocrita" che non parlava mai del suo male e faceva catechismo ai bambini riversando verso di loro — ampiamente ricambiato — tanto affetto e spiritualità da commuovere. Anche lui, "Fra' Sorriso", impudente e ipocrita, un uomo che viveva, per dirla con il mio Vasco Pratolini, si "estasi e di digiuni", fu cacciato insieme ai suoi confratelli, "deportato" nelle Filippine...perché di lui si perdesse financo il ricordo. E non si levò in sua difesa (anzi...lasciamo perdere!) la voce del Vescovo che sedeva ,e siede tuttavia, sulla Cattedra che fu di S. Zanobi e S. Antonino,... eppure egli sapeva bene che quei cari fratelli erano innocenti. Ma avallò, con il suo silenzio, l'opera di un personaggio clownesco come p. Volpi (deceduto e quindi bisognoso, come tutti i defunti, di preghiere!) che condusse, in nome di Papa Bergoglio, una delle persecuzioni più vergognose che la Storia ricorderà a eterna vergogna dei suoi fautori....
Certo se del "Cappuccino" p. Volpi si potrà ripetere in futuro quello che sentenziò - come racconta Fedro in un suo apologo - una voce fuori dal coro di fronte a una bellissima maschera da teatro... peccato che "cerebrum non habet"... nei confronti dei mandanti la Storia sarà meno indulgente...
La carcerazione di padre Manelli, il tentativo andato a vuoto di mettere le mani sui beni dei laici (i frati, fedeli alla regola, francescana, non avevano beni), le calunnie, nei confronti di padre Fondatore dell'Ordine, raccolte in un libro vergognoso scritto dalla nipote del cappuccino e, donato al Papa, in pompa magna, dalla medesima "scrittrice" (si fa per dire) costretta poi a smentire il tutto e ad ammettere che le "voci" contro il Manelli e i suoi frati erano solo calunnie, calunnie infami e infamanti ....
Fermiamoci qui...
Miglior sorte non è toccata all'allora Prefetto della Segnatura Apostolica Cardinale Edmond Leo Burke ,sollevato "manu militari" dal "Papa della Misericordia" e creato, poi, "Protettore" dei Cavalieri di Malta e, quindi cacciato anche da lì, quando la "Chiesa dei poveri" mise le mani sui beni dell'Ordine... con il silenzio complice e vile dei suoi membri...
Quindi la chiusura di seminari fiorenti, di tanti Ordini che si rifacevano alla Tradizione perenne della Chiesa ( e quindi avevano il torto di celebrare la S. Messa nel rito romano antico, in latino per intendersi), come erano fiorenti i Francescani dell'Immacolata, Ordini che avevano tante vocazioni in una Chiesa che ha vuoti i suoi seminari dove a montare in cattedra non è più il teologo tomista o il moralista "omofobo" che, santamente, incuteva negli aspiranti sacerdoti l'orrore per il "peccato contronatura", ma lo psicologo freudiano, che cerca di trasformare, secondo un profilo voluto dall'alto, gli studenti dei seminari "conciliari" in tanti "battelli senza vapore", melensi, buonisti, effeminati, "politicamente corretti", seguaci della "New Age"... Insomma i nuovi "pretini" (sia chiaro, non generalizzo, ci sono anche, formati nei seminari del Conciliabolo, tanti bravi e santi sacerdoti... che Iddio li benedica!) che nelle parrocchie si sottomettono a una mafia di "catechisti" e beghine vissute nelle sagrestie, mezz'uomini, virago maleducate, femministe che voglion fare le "pretesse", rimasti al Sessantotto, al cialtronismo, alla scuola degli asini predicata dal nuovo idolo bergogliano don Lorenzo Milani, il prete rosso, il fomentatore cattivo di odio, portato sugli scudi da tutti i comunisti ed eretici vari proni, a quattro zampe (è proprio il caso di dirlo), di fronte al "verbo cristiano invertito" , alle Comunità di Base, alle Marce per la pace, al FUORI (Fronte Universitario Unitario Omosessuale Rivoluzionario), al così detto "spirito del concilio" con il quale si giustifica tutto e il contrario di tutto, alle schitarrate dopolavoristiche e cialtrone tipo "La Marianna la va in campagna" 
Poi seguono le "imprese" di Bergoglio — un sito cattolico aveva aperto una pagina dal titolo "Bergoglionate"... subito chiusa dalla gaystapo di facebook — che alle denunzie doverose di alcuni cardinali e di centinaia di teologi, laici e religiosi, che hanno sollevato dei "dubia" sul documento "Amoris Laetitia" che conterrebbe almeno sette proposizioni eretiche (il documento che, per dirla in breve, cambia la Dottrina cattolica sul matrimonio e sulla morale), fa orecchi da mercante rifiutandosi di rispondere e di prendere in considerazione la denunzia fatta, appunto, da eminenti personalità della Chiesa.
E poi via...con il "buon pranzo" e la "buona digestione",, a rotta di collo nominando arcivescovi le cui "performances" avrebbero fatto la fortuna dei proprietari del Circo Togni...a cominciare da quello di Palermo che arrivò in duomo in bicicletta, per arrivare a gente come Nisoglia, arcivescovo di Torino, e Zuppi, arcivescovo di Bologna (mandato in sostituzione del grande Cardinal Caffarra morto di crepacuore a causa dell'andazzo eretico della Chiesa di Cristo) che hanno indetto, all'indomani della formazione del governo veglie di preghiera per la Nazione... la Nazione che andrebbe a cadere sotto le grinfie del cattivo governo Salvini-Di Maio... ebbene avete mai sentito il Nisoglia e lo Zuppi organizzare veglie di preghiera in difesa della vita dal concepimento fino alla morte? Avete mai sentito Nisoglia, Zuppi e compagni vari denunziare i sei milioni di bambini morti in questi tragici quaranta anni (1978-2018) dalla promulgazione della legge criminale sull'aborto? Avete mai sentito dire i "Pionieri" di Bergoglio dire una parola (eppure perfino il loro Capo, ha, sommessamente cinguettato) sul governo che introdotto in Italia i matrimoni pederastici, la pre-eutanasia, il divorzio breve e porcherie simili?
Avete sentito i nostri vescovi e cardinali (anche qui, naturalmente, ci sono rare e lodevoli eccezioni) condannare il "peccato contro natura" o parlare della distruzione, con il fuoco, delle città di Sodoma e gomorra? Avete sentito i nostri cardinali, vescovi e pretume vario dire qualcosa, o promuovere veglie, in favore dei nostri fratelli nella Fede che, a migliaia, ogni giorno cadono sotto i colpi del terrorismo islamico? 
Eppure quel rosso porpora che contraddistingue il colore della veste e dello zuccotto dei cardinali sta a indicare la disponibilità al martirio, a versare il sangue per la difesa della Fede e della Dottrina"usque ad effusionem sanguinis"...ebbene li vedete voi i vari Ravasi, Maradiaga, Marx, Zucchi, Nosiglia, Lorefice, Bassetti dare la vita "usque ad effusionem sanguinis"...ovvero fino a versare il sangue per essa? Li vedete voi questi personaggi morire in difesa della Dottrina? Al più, ammesso che muoiano, potranno morire di indigestione...
Eppure Francesco, se vuole, sa parlare chiaro e, infatti, quando riunì in Vaticano tutti i rappresentanti dei Movimenti popolari e dei guerriglieri, in mezzo a uno sventolio e a un garrire di bandiere rosse si rivolse ai rappresentanti dei delinquenti del Centro Sociale "Leoncavallo" — quelli nella cui sede distribuivano droga ai loro adepti e che andavano in giro a spaccare le teste degli avversari come cocomeri di Rassina — con queste parole : "Andate e portate a termine la vostra opera"... non è dato a sapere quale fosse la loro opera principale, spaccare in due il capo alle persone o spacciare droga!...
Poi ecco l'enciclica sulla raccolta differenziata della spazzatura, sul surriscaldamento del globo (pochi giorni dopo il termometro scese a meno 20 gradi), sul salvataggio degli aracnidi e dei serpentelli...insomma una nuova teologia per una nuova religione della spazzatura ...che però non è quella cattolica!
In politica Bergoglio ha dato, e sta dando, il meglio di sé abbracciando tutti i partiti e movimenti popolari e pauperistico — rivoluzionari, mettendosi perfino (e questo è il colmo per un Pontefice) a tu per tu, in diretta, durante un viaggio in aereo in America latina, con un candidato alle elezioni americane e dandogli del reazionario e del nemico del popolo a un certo Trump che, poi, il caso volle, che quello stesso popolo a cui sempre si rifà il papa Argentino scegliesse quel "certo Trump" per Presidente degli USA... insomma proprio una catastrofe diplomatica in diretta per il Vaticano che, da allora, non si è chetato un attimo con l'accoglienza ai profughi...nel giustificare l'invasione islamica del nostro Paese, nell'attaccare quei politici che, in qualche maniera difendevano, e tuttavia difendono, quei valori dell'Occidente cristiano così invisi al Vaticano. 
In prima fila Galantino e Bassetti, i due campioni delle "sconfitte" della CEI, asservita ai relitti del Comunismo Internazionale che, come diceva Augusto Del Noce, ha fatto la sua metamorfosi trasformandosi in un partito radicale di massa... con benedizione e sigillo papale.
Oggi i valori "non negoziabili", come li aveva definiti Benedetto XVI , non fanno più per questo Papa perché non esistono, secondo lor signori, valori in assoluto e tanto meno "non negoziabili"... anzi la difesa della vita senza se e senza ma, la condanna dell'aborto e dell'eutanasia, dei matrimoni pederastici, è solo un ricordo del passato. I valori "non negoziabili" sono "divisivi" ... ecco la parola chiave! E così anche l'aborto, questo crimine maledetto e infame, viene benedetto da Bassetti, il Caporione della CEI,e compagni, per cui la legge 194 sull'aborto, che permette di uccidere la creatura indifesa già nel seno materno, per qualsivoglia ragione ("l'utero è mio e lo gestisco io" urlavano le femministe assatanate nel Sessantotto!) diventa una legge certo non buona ma apprezzabile! Capito? Per la CEI di Bassetti-Galantino a cui ancora qualcuno si ostina a dare il proprio otto per mille — la legge assassina 194 che legittima l'omicidio dell'innocente è una legge apprezzabile! E i difensori della Vita, quella gente che partecipa, con sacrificio personale, alla Grande Marcia della Vita che ogni anno, nel mese di maggio, nel mese sacro a Maria, si svolge a Roma sono degli "sgranarosari", dei "neo pelagiani", dei "cavilattori moralistiuci", dei "fomentatori di coprafogia" come si è espresso gentilmente il misericordioso Bergoglio nei confronti dei cattolici fedeli alla "Tradizione vita e giovinezza della Chiesa" come si espresse il grande teologo perseguitato , il pratese Mons. Brunero Gherardini! 
Ma c'è di più e, con questo episodio, chiudo la 1° parte del mio articolo: i cardinali apostati si mettono a capo delle truppe dell'Anticristo e arrivano a contestare il simbolo più alto della Fede : il Crocifisso.

"Una croce lacera la Baviera — scrive Paolo Valentino su "Il Corriere della Sera" di sabato 3 giugno 2018 — da venerdì scorso è entrata in vigore la legge che impone l'obbligo di appendere il simbolo dei cristiani all'ingresso di tutti gli edifici pubblici (...) critico il cardinale Reinhard Marx (uno e consiglieri di Bergoglio, Capo della Conferenza Episcopale Tedesca, collega, in tutti i sensi, di Bassetti, n.p.c.) che afferma "è una provocazione per per ogni cristiano, per la Chiesa, ma anche per lo Stato"(...) la decisione rischia infatti di "seminare divisione, ribellione e conflitti."

Sì, ribellione da parte dell'elettorato bavarese, in stragrande maggioranza cattolico, che ha voluto questa legge e che, per bocca del suo premier Markus Soder, il parlamentare cattolico che ha voluto questa legge, ha virilmente dichiarato:

"La croce non è solo parte integrante della nostra religione, ma appartiene anche alle fondamenta del nostro Stato" Gli fa eco il Segretario generale della CSU Markus Blumer che, rivolto alla canea radicale e socialista, con l'aiuto dei Verdi e degli estremisti islamici, capeggiata dal Cardinal Marx proclama:

"Siete un'alleanza sacrilega tra nemici della religione e rinnegati".

Precisamente! Vi sareste aspettati voi, a pochi mesi dalle Apparizioni di Fatima, nell'attesa del Regno di Maria, le truppe dell'Anticristo, comandate dal cardinal Marx (omen nomen!) un cardinale (ex) cattolico che marcia, in combutta con gl' infedeli e gli eretici contro la croce di Cristo?

Misterium iniquitatis! Fine prima parte - continua

PUCCI CIPRIANI

giovedì 24 maggio 2018

Recensione: A. Socci, "TRADITI, SOTTOMESSI, INVASI" (di Luca Ferruzzi)

Berlusconi: “La crisi è alle spalle” (“La Repubblica”, 28 giugno 2010); Monti: “La crisi è passata, ora possiamo rilassarci” (“Il Fatto Quotidiano”, 2 aprile 2012); Letta: “Crisi alle spalle” (Il Sole 24 Ore”, 2 febbraio 2014); Renzi: “Crisi alle spalle, l'Italia è ripartita” (“Affaritaliani.it”, 17 marzo 2015); Gentiloni: “Non prometto miracoli, ma la crisi è alle spalle” (“Il Messaggero” 2 settembre 2017); Renzi: “Il PD ha portato l'Italia fuori dalla crisi” (“Repubblica.it”, 29 ottobre 2017).
Al di là dell'evidente falsità di tali insulse dichiarazioni protrattesi negli anni, riportate nell'ottimo volume di Antonio Socci Traditi, Sottomessi, Invasi – L'estinzione di un popolo senza figli, senza lavoro, senza futuro, il libro evidenzia e sdipana, capitolo dopo capitolo, il dramma pluricentenario di un popolo codardo e imbelle, capace forse di episodici atti eroici di lirismo e patriottismo, ma condannato all'ignavia dalla propria stessa natura dispersiva e centripeta prima ancora che da mire, trame e disegni di potenze esterne e interne più o meno occulte, lobbies e centri di potere vari i quali, dotati di formidabili armi di distrazione di massa da un lato e di propaganda / comunicazione dall'altro, hanno buon gioco nel perpetuare l'eterno stato di sudditanza – sociale, morale, economica, politica, militare imposto con minacce varie, ricatti ed ultimatum, esposti in modo brillante ed inoppugnabile nel volume rivelatore di Socci.
La sensazione che rimane all'attento lettore non è tanto quella, ormai consolidata e nota, di dolore e impotenza di fronte alla nostra cronica incapacità di auto-determinarsi che da sempre accompagna la consapevolezza individuale e collettiva (L' “Italia d'ogni dolore ostello” di dantesca memoria) quanto piuttosto il rendersi conto dell'esistenza, spesso al di fuori dei confini nazionali, di un mondo spietatamente e sapientemente organizzato e determinato (Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale, Unione Europea, NATO, ecc.) alla sottomissione del più debole, alla deprivazione della stessa coscienza collettiva di popolo e di nazione, per ovvi motivi principalmente legati alla sopravvivenza di tale mondo, al bisogno – vitale - di supremazia totale, che fa si che l'Italia, così come ogni altro paese e territorio, venga considerata alla stregua di una cellula acefala di un poderoso e auto-rigenerantesi organismo mondiale, atlantista, globalizzato, disumanizzato, intento a spegnere ogni focolaio di rivolta o di individualismo all'interno del proprio tessuto connettivo e ad annichilire, in ogni modo possibile (a questo proposito i concetti di lecito e illecito sembrerebbero ormai superati per sempre) altre forme di cultura, di governo, di organizzazione sociale – in primis quelle basate sulla tradizione – che debbono essere delegittimate e estirpate senza pietà.
I sempre più flebili ed isolati appelli alla presa di coscienza rispetto al paventato pericolo della società globalizzata, della distruzione sistematica dei valori tradizionali, dei pericoli derivanti dall'espandersi incontrollato – nel mondo - di religioni sommarie, violente e totalizzanti vengono così sistematicamente ignorati (se possibile), ridicolizzati, o infine estirpati tout court, con le buone (disinformazione, sterilizzazione, desensibilizzazione sistematica delle coscienze e delle capacità intellettive) o con le meno buone (defenestrazioni e quarantene nei riguardi delle “Cassandre” e dei riottosi, attacchi mirati, improvvisi e sospetti innalzamenti dello “spread con i Bund tedeschi” piuttosto che del “rischio – paese assegnato dalle società internazionali di rating”, financo a cambi di regime pilotati, patenti completamente gratuite di “bontà” o di “malvagità” distribuite senza alcuno straccio di evidenza, embarghi e sanzioni, droni (quali nuovi angeli vendicatori) e quant'altro.

In questo clima da guerra perenne non ci fanno granché bella figura i meschini governanti di ogni colore politico di cui si è poc'anzi detto, impegnati più che altro ad assicurarsi il più saldamente possibile alle rispettive cadreghe, né la guida spirituale massima alla quale una sana società dovrebbe guardare per trovare conforto, speranza, protezione e coraggio: “Bergoglio e il suo rifiuto di parlare di violenza islamica: una autocensura ideologica. Un libro consigliato a tutti coloro ai quali il diuturno mal di stomaco provocato dal mondo moderno non è sufficiente.

Antonio Socci
TRADITI, SOTTOMESSI, INVASI
Rizzoli, Milano 2018
p. 313, Euro 18.00

mercoledì 23 maggio 2018

Veri e falsi difensori della vita (di Ascanio Ruschi)


Siamo certi che Egli ci ascolta, siamo certi che Egli ci aiuta, siamo certi che Egli non cesserà di assisterci giorno per giorno, momento per momento, fino alla vittoria contro la cultura di morte che ci minaccia. Questa cultura, questo sistema, ha in sé stesso i germi della sua auto-distruzione. La causa per cui combattiamo contiene invece in sé i germi della vita e della vittoria. Noi rappresentiamo il futuro, non solo per quanto riguarda l’Italia, ma per quanto riguarda il mondo.”

Con queste vigorose e commoventi parole, pronunciate da Virginia Coda Nunziante sul grande palco posto alla fine dei Fori imperiali, si è chiusa l’ottava edizione della Marcia per la Vita, in ricordo del piccolo Alfie Evans. Una Marcia bellissima, partecipata oltre le più rosee aspettative, nonostante i colpevoli silenzi dei molti, troppi, “cattolici” e delle opposizioni (quelle sì, manifeste) dei difensori dell’aborto. Una Marcia che, è bene subito ribadire, segna un punto di non ritorno. Che si rassegnino i vari gufi e gufetti, gli ignavi, i difensori della vita da tastiera, i democristianucci de “la 194 è una legge che non va abrogata ma applicata meglio”. La Marcia andrà avanti, comunque vada. Il successo dell’ottava edizione, avversata dall’esterno ma anche dall’interno del mondo cattolico, sta lì a dimostrare che la strada imboccata è quella giusta, e che ormai il popolo della vita ha capito che per fare sentire la propria voce, deve riappropriarsi delle piazze, deve dare pubblica testimonianza delle proprie idee, senza paure e senza timori di ledere il politically correct.
E pensare che via via che i giorni passavano, e il 19 maggio si avvicinava, i timori di non riuscire ad organizzare un pullman avevano pervaso, ahimè, anche il sottoscritto e l’amico Pucci Cipriani. Troppe telefonate erano rimaste prive di risposta, i vecchi e nuovi amici non rispondevano neanche ai messaggi che li sollecitavano a partecipare. Neanche il minimo sforzo di aiutarci su facebook propagandando la Marcia (eppure c’è chi sui social network ci passa giornate intere…). Dalle parrocchie pochi segnali di vita, anche l’ambiente “tradizionalista” sembrava anestetizzato. La rabbia cresceva dentro di me, o forse era solo delusione. Eppure oramai avrei dovuto essere abituato, ma tant’è…
Ma anche io sono un uomo di poca fede, e avrei dovuto ben sapere che il Signore non ci avrebbe abbandonato. E così, la mattina del 19 maggio, quando con Pucci ci ritroviamo alle 7.00 al punto di ritrovo fissato per la partenza, ecco che il pullman è praticamente pieno. Qualcuno è arrivato anche da Pisa pur di partecipare. Un folto gruppo, capeggiato dall’amico Leonardo Rossi è arrivato da Empoli. In diversi arrivano dal Mugello, con loro il giovane Fabio (fotografo ufficiale del gruppo). Abbiamo la benedizione di avere ben due sacerdoti per l’assistenza spirituale. Un altro lo raccatteremo lungo la via. Bene ci siamo tutti, si parte! Una veloce sosta alla Certosa del Galluzzo, un ultimo sguardo alla cupola del Brunelleschi, ed il pullman punta diretto verso l’Urbe.
Il concentramento è in Piazza della Repubblica alle 14,30. Siamo in anticipo di qualche minuto, e la piazza è ancora quasi vuota. Il giovane Fabio – alla sua prima Marcia - mi guarda, un po’ dispiaciuto: “Pensavo saremmo stati di più….”. Passo lo sguardo sulla piazza, esito un attimo e poi: “Aspetta Fabio, ancora qualche minuto… non disperare”. Ed ecco, improvvisamente sbucare dalle vie laterali centinaia, migliaia di persone che festanti si riversano nella piazza. Sono famiglie con bambini piccoli, ragazzi (tantissimi!), sacerdoti, frati (anche dei Francescani dell’Immacolata, che Dio li protegga!), chi da solo chi con la parrocchia, in tanti si sono mossi da tutta Italia. Tantissimi cartelli e striscioni in difesa della vita e per l’abrogazione della legge 194; molte le sigle dei movimenti presenti. Guardo le sigle: Napoli, Bergamo, Genova, Siena, Trieste, Bari, sono venuti proprio da tutta la penisola!
Una leggera brezza rende più gradevole l’assolata giornata romana, e nel mentre il corteo si muove, scorgiamo molte facce conosciute: molti li avevamo visti pochi mesi orsono a Civitella del Tronto al consueto raduno annuale della Tradizione. Abbracci, strette di mano, il sorriso sincero di chi, nelle occasioni che contano, è presente, anche a costo di molti sacrifici. A loro, ai tanti amici con impegno e dedizione hanno partecipato alla Marcia, va il nostro plauso e, ne sono sicuro, il ringraziamento e le preghiere delle anime di quei 5 milioni di bambini abortiti in Italia da quando la legge 194 è stata varata.
Per loro abbiamo marciato e marceremo; per loro abbiamo pregato e pregheremo; per loro siamo scesi e scenderemo nelle strade e nelle piazze, per riaffermare che non esistono verità differenti, ma che la Verità è una sola, e che ciò che è bene è e rimarrà bene; e ciò che è male è e rimarrà male. La battaglia va avanti, ma da sabato la affronteremo con rinnovato vigore, sicuri che l’esito sarà quello voluto. Al 18 maggio 2019 amici!


Ascanio Ruschi

Convegno: "Fatima, la crisi della Chiesa e papa Francesco" (Firenze, 6 giugno 2018)



martedì 22 maggio 2018

La grande Marcia per la Vita (di Pucci Cipriani)


"C'è un libro della vita e c'è un libro della morte. In questo libro della morte la data del 22 maggio 1978 è scritta con caratteri di sangue, il sangue di quasi sei milioni di vittime, a cui vanno aggiunti i 50 milioni di bambini uccisi ogni anno nel mondo. 137.000 al giorno, 5700 all'ora. Non vogliamo far passare questo anniversario senza chiedere di abrogare la legge 194 e, in attesa che si arrivi a questo, di togliere immediatamente dalla spesa pubblica 2-300 milioni che ogni hanno sono dedicati ad uccidere i nostri bambini (...) la nostra è una società molto ipocrita, ormai pratica l'eugenetica e l'infanticidio di Stato, di cui abbiamo avuto un drammatico esempio in Gran Bretagna con l'uccisione del piccolo Alfie."
(Virginia Coda Nunziante, al termine della VIII Marcia per la Vita tenutasi a Roma il 19 maggio 2018)


A tre giorni della Grande Marcia per la Vita che si è tenuta a Roma sabato 19 marzo mi ero perso d'animo: il pullman che avevamo fissato e che, grazie ad Ascanio Ruschi e all'indimenticabile padre Serafino Lanzetta (ahimè quanto rimpianto in questo deserto fiorentino dove l'abilità della Curia è riuscita, con il consenso degli interessati, a fare una eutanasia della Tradizione) organizziamo ogni anno, da otto anni a questa parte, per dare a tanti la possibilità di recarsi a Roma a manifestare in favore della vita, dal concepimento alla morte naturale, contro il crimine orrendo dell'aborto, era pressoché vuoto... ma all'antivigilia è avvenuto il "miracolo" e sono fioccate le prenotazioni non solo dalla città ma anche dai paesi della provincia e il pullman — un grazie anche all'amico Leonardo Rossi! — si è riempito.
Pensavo, con amarezza, fino al giorno prima, alla vergogna che nessun sacerdote si fosse sentito in dovere di accompagnare la nostra comitiva ed eccoti, invece, anche tre preti in talare, combattivi, pieni di entusiasmo, con i loro giovani, con la loro gente, tre preti che riscattano la viltà di tanti conigli: don Gianluca (che fu con noi anche lo scorso anno) che ha guidato, all'andata e al ritorno, il Santo Rosario, don Stefano e Fratel Giuseppe... e poi gli amici fiorentini di sempre, tanti giovani di "Verità e Vita", giovani di Larciano, di Lucignano, di Pisa, di Borgo San Lorenzo...
Abbiamo con noi quello che, ormai, è diventato il nostro simbolo identitario: un grande striscione — ideato e realizzato anni fa dall'allora quindicenne Gabriele Bagni — con l'effige di san Pio X e con le parole di quel Papa Santo: "Vi chiameranno papisti, retrogradi, intransigenti, clericali: siatene fieri".
E via, alla volta della Città Santa dove una fiumana di persone con striscioni, bandiere, stendardi e croci, magliette con il logo della Marcia della Vita... e tante, tante persone, tantissimi giovani...
Sì, troppe croci, troppe tonache, troppe suore, aveva detto e scritto Gianluigi Gigli, l'ex parlamentare sonoramente trombato, Presidente del così detto Movimento della Vita (che poi è come l'araba Fenice: che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa) che si sentì in dovere di scrivere una lettera a tutti i Presidenti dell'Associazione invitandoli a non aderire e, semmai, boicottare la Marcia per la Vita.
E, invece, quest'anno, nel quarantesimo anniversario dell'approvazione della criminale legge 184, che ha fatto 6 milioni di morti, "ad memoriam" del piccolo martire Alfie Evans, assassinato dai boia inglesi (legislatori, giudici e medici) con la fattiva collaborazione dei vescovi a cominciare da quello di Liverpool che ha avuto la spudoratezza di invitare i genitori del bambino ad affidarsi a quei i medici (assassini) che hanno fatto morire Alfie — che ha resistito incredibilmente per tre giorni — togliendogli l'ossigeno... quindi un'atroce morte per soffocamento.
Quest'anno il corteo dell'ottava edizione della Marcia è ancor più imponente degli scorsi anni e sfilano a migliaia e migliaia giovani, intere famiglie, papà e mamme... nonni e nonne con i carrozzini, medici, infermieri e farmacisti con il camice bianco, e poi, con le loro bandiere, i giovani, particolarmente numerosi di "Italia Cristiana" con Fabrizio Verduchi e di "Militia Christi" con Fabrizio Lastei, due colonne portanti della Tradizione, membri di congregazioni e confraternite religiose, centinaia di giovani suore e tantissimi sacerdoti (in talare, on. Gigli! e con tante croci portate senza vergogna, con orgoglio, caro Onorevole Gigli, ex Presidente del così detto MpV), gli eroici frati dell'Immacolata (che vivono in semiclandestinità dopo la soppressione dell'ordine nel tentativo, andato a vuoto, di incamerarne i beni.... che erano invece dei laici. La Fraternità Sacerdotale San Pio X, guidata da don Emanuel du Chalard, a cui si deve la conservazione della Messa in rito romano antico, la "Messa di sempre" e di tutti, i sacerdoti del Verbo Incarnato, tantissimi preti diocesani e di vari ordini religiosi, l'ICRSS di Gricigliano (Fi), e, in mezzo a loro, S. E. il Cardinale Raymond Leo Burke, Mons. Carlo Maria Viganò, Nunzio Apostolico Emerito negli Stati Uniti d'America, mons. Luigi Negri, Arcivescovo emerito di Ferrara Comacchio.
Apriva il corteo una delegazione con un grande striscione "Ottava marcia per la Vita" dietro al quale vi erano quindici sindaci, con fascia tricolore delle varie città d'Italia, a cominciare da Verona, l'on. Giorgia Meloni, Presidente di FdI, gli Onorevoli Lorenzo Fontana, Vicepresidente della Camera, Giancarlo Giorgetti, Capogruppo della Lega alla Camera, il Senatore Simone Pillon, della 1° Commissione Affari Costituzionali, l'ex Sindaco di Roma Gianni Alemanno con le delegazioni "Pro Life" provenienti dai cinque Continenti.
Seguiva il "Trenino della vita" stracolmo di bimbi... di mamme, di papà... e poi l'immane fiumana del "popolo della vita" di gente pronta al "Bonum certamen"... c'è un clima fraterno e mi commuovo nello stringere decine e decine di mani e di salutare tanti, tanti, amici e "camerati" di cinquant'anni di battaglie, "i vecchi e i giovani", parafrasando Pirandello: innanzi tutto Roberto de Mattei, che è stato nell'arco della mia vita, uno dei punti di riferimento sicuri, con... tutta la sua famiglia, sempre al servizio della buona causa; con lui fissiamo un Convegno che si terrà a Firenze il 6 giugno su "Fatima, la crisi della Chiesa e Papa Francesco"... verranno l'ex Presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi e il prof. Massimo de Leonardis, oltre, naturalmente, a Roberto de Mattei. Poi un saluto e un ringraziamento a Donna Virginia Coda Nunziante; riabbraccio due cari e vecchi (non certo di spirito) amici: Andrea Cristoforo e Marco Clarke, rivedo, come ogni anno (e lo immortalo nella foto ricordo) l'amico carissimo Fabrizio Verduchi, poi Fabrizio Lastei. Ed ecco un'altra foto di gruppo con il Capitano Cesare Maria Glori, l'onorevole Simone Pillon ("Certo, verrò assai volentieri, a settembre a parlare a Firenze contro l'aborto") e poi Gianni Turco ed Emanuel, Giuilo Panella e Guido Vignelli poi Giovanni Gasparro, che io (e non solo io) considero il maggiore artista italiano vivente, con le sue tele sublimi, e ancora l'architetto De Meo Arbore (che non riconoscevo dopo il "taglio" della barba!), l'Abbé Emanuel du Chalard che mi fece conoscere il grande Monsignor Marcel Lefebvre, il nostro caro Kevin Marcel Chan, Pinardi, Diego Martino Zoia, Montes della TFP, Michel Beghin, l'amico padovano, gli amici di Genova che mi portano il saluto di Piero Vassallo, Alessandro Elia (ahi ahi! noto l'assenza di Lorenzo Gasperini...) e tanti ragazzi e ragazze che erano e verranno anche in seguito a Civitella del Tronto nella seconda domenica di marzo, per il Convegno della Tradizione Cattolica.... non vedo fortunatamente Giuda Iscariota (e non l'ho, per la verità mai visto, alla Marcia per la Vita) che mi propose, a marzo, di... rinnegare la Tradizione e la "mia" Civitella... povero untorello pieno di prosopopea che ambirebbe a scranni e cadreghe elemosinando a destra e a manca... ma lasciamo perdere. Mi commuovono i tanti che mi salutano e mi stringono la mano dicendomi di avermi riconosciuto: come vorrei stringerli tutti in un forte abbraccio!
Il grande corteo, sempre ordinato, sempre gioioso, sfila da piazza della Repubblica e si snoda occupando, dalla testa alla coda, l'intera via Cavour fino ai Fori Imperiali, per poi giungere sino alla chiesa della Madonna di Loreto a piazza Venezia dove si è concluso il grande corteo; dal palco, poi, ci sono state alcune testimonianze toccanti: Janet Moran ha parlato della sua associazione Silent no more, fondata in America per aiutare le donne. Poi è stata la volta di Margherita, una giovane donna napoletana, madre di due figli, convinta, lo scorso gennaio ad uccidere il terzo bimbo, che aveva in grembo, perché risultato down. Oggi, grazie all'aiuto del suo parroco, ha trasformato il dolore e il rimorso per la tragica scelta compiuta in una determinata volontà di combattere l'aborto, affinché altre donne non abbiano a patire la sua stessa sofferenza; grandi applausi per Federica, una ragazza down romana, che ha intessuto, con le sue parole un vero inno alla vita, raccontando come e quanto la sua vita sia felice, bella e assolutamente degna di essere vissuta, per il fatto di sentirsi amata e accolta da tutti; poi la drammatica testimonianza di Viviane, la madre di Vincent Lambert, il 41enne tetraplegico francese, da dieci anni in stato vegetativo, ricoverato presso l'ospedale di Reims. Benché non si tratti di un malato terminale, i medici sarebbero intenzionati a interrompere l'idratazione e l'alimentazione, provocandone di conseguenza la morte. Solo la ferma opposizione dei genitori ha finora fermato la loro mano. Viviane, la madre, autrice di una lettera al Presidente Macron in proposito, ha assicurato come non intenda trasformare suo figlio Vincent "nel portabandiera dell'eutanasia, bensì nel portabandiera della vita".
Una giornata che ci ha ridato davvero la "carica" e che ci sprona al "Bonum certamen" nonostante le tante amarezze, la viltà altrui, l'opportunismo, il carrierismo di tanti.... A proposito ho rivisto i vecchi amici del Cenacolo della Santa Croce... ne avevo già parlato con il Conte Capponi: lo rifonderemo nella nostra Firenze. E anche questo grazie a questa grande manifestazione in difesa della vita.

Pucci Cipriani

martedì 15 maggio 2018

Recensione: Francesco Agnoli e Andrea Bartelloni, "Scienziati in tonaca" (di Luca Ferruzzi)


La ricerca e lo sviluppo del metodo scientifico inteso quale chiave per comprendere l'ordinamento del creato rappresentano esigenza e dovere profondo dei religiosi esaminati nell'interessante pubblicazione di Francesco Agnoli e Andrea Bartelloni “Scienziati in Tonaca” la cui prima edizione del 2013 vede oggi una nuova versione, riveduta ed ampliata che va a coprire una breve disamina della vita e delle opere di diciannove religiosi, alcuni più importanti, altri meno conosciuti, impegnati nello studio e nell'osservazione scientifica del mondo e dell'universo e nella definizione dei più importanti parametri che andranno a costituire il fondamento delle diverse scienze, dalla fine del medioevo fino ai giorni nostri.
Per questi religiosi lo studio della natura rappresenta un atto d'amore verso il Creatore; in essi la conoscenza approfondita dell'Opera  Divina, in tutte le sue forme, così come dei meccanismi fisici e biologici che regolano l'esistenza della materia creata è necessità teologica, fondamento di fede, preghiera, ragione stessa di vita.
Così dal quattordicesimo secolo di Nicola Oresme, Vescovo di Lisieux, filosofo, fisico, matematico e astronomo, fino agli inizi del ventesimo secolo con Padre Georges Edouard Lemaitre, fisico ed astronomo, anticipatore della teoria del Big Bang, passando attraverso l'opera di grandi ricercatori quali il Cardinal Nicola Cusano, astronomo, matematico e filosofo naturale, il canonico Niccolò Copernico, estensore dell'eliocentrismo e del calendario gregoriano, gli astrofisici Padre James Bradley e Don Giovan Battista Guglielmini, Don Leonardo Garzoni, teologo e studioso di magnetismo, fino ai biologi, botanici, naturalisti e genetisti Lazzaro Spallanzani, Bonaventura Corti,  Jean Baptiste Carnoy, Luigi Galvani, Gregorio Mendel, Don Giacomo Bresadola ed agli studiosi di mineralogia e sismologia Padre René-Just Hauy,  sant'Alberto Magno, Padre Andrea Bina, Don Timoteo Bertelli, la storia e l'evoluzione della scienza moderna e lo strutturarsi del metodo scientifico di studio delle diverse discipline acquista forma e sostanza sempre permeata di profonda fede religiosa in inscindibile e feconda interazione.
Teologia e Fede sono le luci- guida di quei religiosi alla gioiosa scoperta dell'intera Opera Divina, che fanno della concezione cristiana della natura, come afferma Don Giuseppe Tanzella-Nitti, radio-astronomo e cosmologo presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche e l'Osservatorio Astronomico di Torino, un fattore di sviluppo del pensiero scientifico, dai tempi del Logos Cristiano di Sant'Agostino in poi.
L'uomo creato ad immagine e somiglianza di Dio ha così la possibilità di rimirarne, estasiato e riconoscente, l'Opera, e l'ordine nel quale le cose create esistono: il cosmo, quindi, come riflesso di Dio.
Non a caso, infatti, matematica e astronomia rappresentano, per molti “Scienziati Religiosi” trattati nel libro di Agnoli e Bartelloni un binomio inscindibile necessario allo studio e alla comprensione dell'universo e delle sue proprietà ed alla rappresentazione delle leggi che lo regolano. Il mondo fisico è stato creato come “matematizzabile”: si tratta del linguaggio, secondo John Polkinghorne, con il quale il creato entra in contatto con l'uomo, e gli parla.
Per Don Tanzella-Nitti, allora, La teologia diventa lo strumento, la chiave di lettura per mezzo della quale si sviluppa, attraverso la conoscenza scientifica, la nostra visione filosofica della natura.
E' il “Credo in un solo Dio, creatore del cielo e della terra” che ci pone di fronte all'estensione, alla dinamica e alla bellezza del cosmo visto attraverso la scienza moderna.




Francesco Agnoli
Andrea Bartelloni
SCIENZIATI IN TONACA
La fontana di Siloe, Torino 2018
p. 154, Euro 14.50