lunedì 6 agosto 2018

ULTIMA TROVATA DEL CATTOCOMUNISMO: DAGLI AL RAZZISTA!


Iredia Osakue, il papà della campionessa Daisy, colpita all'occhio da un uovo lanciatogli da una macchina in corsa a Moncalieri, non ha peli sulla lingua e al governo e, specialmente al "barbario" Salvini, le canta chiare: "... episodi inquietanti in Italia in aumento nell'ultimo anno (insomma da quando c'è il Governo Gialloverde n.p.c.). Si urla, la politica usa toni che fomentano: le parole sono frecce. Questo episodio (ovvero quello dell' "uovo sbattuto", n.p.c.) mette i brividi, se continua così non so se potremo restare qui... (l'Italia non è un Paese razzista) è un Paese che mi ha aiutato, gli sono grato, solo che ora sta lasciando spazio ai razzisti ecc. ecc".
E si capisce, povero papà Iredia, la figlia che appariva piangente in tutti i telegiornali e la cui foto, con l'occhio socchiuso, e una lacrima cadente campeggiava sulle prime pagine di tutti i grandi quotidiani, rischiava di perdere l'occhio, per cui non avrebbe più potuto partecipare alle Olimpiadi ecc.
Del resto anche Daisy, atleta ben integrata e militante del PD, non aveva avuto peli sulla lingua e anche lei aveva parlato chiaro: "Mi hanno scambiato per una prostituta di colore e mi hanno aggredito... è stato per motivi razziali... ne sono certa". Mandando a farsi benedire le indagini dei Carabinieri che "annunziavano" ben altra pista e il fatto che, in quella stessa zona, si erano già verificate altre "frittate" addosso a gente che aveva il torto di essere di pelle bianca.
Ma figuriamoci se i giornalisti (scrivo da oltre cinquant'anni sulla carta stampata ma debbo riconoscere amaramente che, a parte rare eccezioni, poco è cambiato dagli anni Sessanta a oggi... il leccaculismo imperava allora come ora!) partiti, lancia in resta, non ci facessero ascoltare le loro "cicalate" e i loro soporiferi sermoni antirazzisti: da Calabresi (alcune famiglie sono come le patate: il meglio rimane sottoterra) che lanciava alti lai contro il "risorgente razzismo", a Merlo che fischiava alto, per mettere in guardia contro la politica "salviniana" dell'odio, a Zucconi (omen nomen) che... beh, ora chiedete troppo, a tutto c'è un limite, non pretenderete mica che sia andato a leggere anche Zucconi?...
Poi veniva Cerasa, la ciliegina, con la voce affettata e le movenze ritmiche del ballerino, che faceva, e fa tuttavia, il verso al "nuovo" Ferrara, "profeta", insieme a Denis Verdini (non si sa se quest'ultimo, dopo la condanna del Tribunale di Firenze, sia agli arresti domiciliari, a Sollicciano o a piede libero) del RENZUSCONISMO; eccoti arrivare anche Luca Telese che un giorno fa un'articolessa su "La Verità" e un libro sui "Cuori neri" uccisi dai comunisti e, il giorno dopo, si esibisce, manco fosse al Circo Orfei, in una tiritera comunista e immigrazionista affiancato dalla sua spalla, certo Davide Fiorenzo, con la vocina stridula del topo, anzi della topa, con le mestruazioni precoci, che istericamente da' sulla voce, con accentuati squittii, a chiunque osi contraddire i suoi dogmi "laicisti"... e che mi ricorda un po' la moglie di don Ferrante, donna Prassede, con poche idee nella zucca ma con tanti pregiudizi pronta a difenderli con i denti.
Non abbiamo finito di ascoltare i proclami antigovernativi, le ferme condanne, i "no pasaran" dei soliti noti, che eccoti la conferma delle loro denunzie: a Napoli un ragazzo nigeriano viene colpito a una gamba da una pallottola sparatagli contro, in uno dei quartieri ad "alta criminalità", da ignoti... e allora si precipita subito al capezzale del ferito "Giggino e' Npule" De Magistris che non ha dubbi e descrive la "sua" città come stretta in una morsa "razzista", e i napoletani come razzisti incalliti che si rifiutano di ospitare gl'immigrati... e dire che ce ne sarebbe tanto bisogno... degli immigrati, naturalmente, parola di "Giggino".
Perfino i canterini capeggiati da un Carneade, certo Gemitaz, al secolo Calogero de Marco, mi sembra, che se la prende con Salvini tanto che il povero Ministro degli Interni, fatto bersaglio da tanta scienza, esclama desolato, durante una conferenza: "Gemitaz? e chi caxxo è?"... e qualcuno intorno sembra abbia risposto a Matteo Salvini: "Un povero Carneade..." senza pensare che molti di questa corte dei miracoli (avevano già sbraitato il fotografo di Benetton di cui non mi viene il nome, e quel gentiluomo di Pistoia, il vignettista pecoreccio Vauro) avrebbero preso Carneade — come, mi dicono, sia successo — per un omone corpulento "bastonatore" d'immigrati, che li minaccia alla stessa maniera con cui il Governatore della Toscana Rossi minaccia i leghisti che osano contestarlo al grido di "Lasci stare il Socialismo o le metto le mani sul muso..." (noblesse oblige!) ... ne sa qualcosa il consigliere regionale toscano leghista Jacopo Alberti.
Nessuno che ascoltasse il povero ragazzo di colore che, con gli occhioni spalancati, continuava a rispondere, inutilmente, alle domande reiterate che volevano fargli dire a tutti i costi come i fascisti-razzisti gli avessero sparato: "Mah veramente io non credo sia un attentato razzista..."
Ebbene il poveretto — e questa è la dimostrazione che le persone perbene ci sono sempre e ovunque — da quel momento l'hanno lasciato solo, come un cane, e senza una lira... questi antirazzisti del caxxo.
Non abbiamo ancora finito di metabolizzare il secondo attentato che eccoti il terzo. A Pistoia un famigerato prete (?) don Biancalani, dogmi cattolici (figuriamoci del diritto canonico e di altre simili... anticaglie) ma che in compenso appare molto avanzato, un chierico pasciuto e "lardellato" ma, soprattutto, molto, molto chiacchierato che, sembra, se ne freghi dei Comadamenti divini e dei pastorale... insomma un "prete di strada" nel vero senso del termine, che non se ne sta in parrocchia a "biascicar rosari e spolverar Cristi e lampioni" ma mette la sua canonica, la sua casa, la sua cucina, il suo letto, il suo vettovagliamento, a disposizione di tanti immigrati: scultorei, giovani di colore, con spalle da Marcantonio, ben palestrati, che, a vederli, sembrerebbero dei Bronzi di Riace... ebbene il "don" Biancalani ("il Bianca" come familiarmente lo chiama la ragazza che mi ha dato queste informazioni e che è "pazza" di lui: "un vero prete di frontiera, un degno emulo di Papa Francesco", mi dice) è l'idolo delle Sinistre (almeno quando esistevano le Sinistre) e perfino (Suor) Laura Boldrini ha onorato la terra di Policarpo Petrocchi, di Collodi e della Gianna Manzini, con la sua presenza e i suoi sermoni, andando a trovarlo nella sua parrocchia.
Insomma, un "Don" che sembra un agit-prop anni Cinquanta, con in più degli occhiali grandi all'ultima moda, pantaloncini attillati e capelli "nero capinera" che, se fossero — come tutto farebbe pensare — tinti, al primo acquazzone la tintura colerebbe sul volto del corpulento pretone come avvenne al cinquantenne professor Aschembach, morto sulla spiaggia dell'Hotel de Bains del Lido di Venezia, stremato d'amore per l'efebico e scultoreo adolescente Taczio...
Insomma il Biancalani non scherza e asserisce — e se lo dice lui c'è da credergli — che due non identificati ragazzi "italiani" sarebbero passati e avrebbero sparato alcuni proiettili con un fucilino ad aria compressa, senza peraltro colpire nessuno e senza lasciar traccia, al grido salviniano di "negri di merda".
Apriti cielo il Governatore Rossi è perentorio: "In Toscana si riapre la caccia al nero" incurante del fatto che, con tutta probabilità, alle prossime elezioni cadrà anche la Giunta Rossa della Toscana e c'è chi asserisce che l'(ex) Governatore Rossi verrà preso, legato e messo in gabbia nel giardino zoologico di Pistoia, per far vedere alle scolaresche, che gli getteranno le noccioline, com'era fatto un comunista...
Poi anche il supertrombato Renzi twitta: è una vergogna che teppisti, istigati dalle parole e dai comportamenti di Salvini, abbiano vilmente aggredito una ragazza di colore, onore e gloria dello sport ecc. ecc. e che bisogna fermare ecc. ecc. Gli fanno eco la Cirinnà, ora disoccupata, Orfini e Del Rio che, quando li vedi insieme al segretario del poco che resta PD Martina e all'onorevole Fiano, ti vien di pensare a un "serviziale" al "lassativo della nonna", i quali affermano che siamo al pre-nazismo, e che questo governaccio non ne ha azzeccate una.
E, a questo punto — voi non ci crederete — ma entra in campo nientepopodimeno che Saviano, "O' guaglione e' Napule", autore, un trentennio fa, di un romanzaccio, un polpettone alla Mistriani scopiazzato in qua e là, ma che fece cassetta e che il leccaculismo nostrano — Giuliano Amato, che Iddio lo conservi, gli concesse pure una scorta (del resto ce l'ha pure Gianfranco Fini!) che ci è costata, ci costa e ci costerà diversi milioni... ma guai a dirlo! — portò sugli altari, ma che ora nessuno ricorda e per cui "o' guaglione" si è messo a fare l'imbonitore immigrazionista, dal suo attico di New York, a tempo pieno. Il popolo della rete l'ha capito e l'ha preso a sonore pernacchie; questo personaggio, che a vederlo sembrerebbe un povero bischero, ha stigmatizzato il razzismo vergognoso, il risorgente fascismo, il filonazismo e si è permesso anche di definire Salvini: "Ministro della Malavita", proprio nel periodo in cui sono stati arrestati i capibastone di diverse cosche. Ma le pernacchie alla sua persona continuavano inesorabili e sapete che ci dice lo "scrittore" della domenica che ha fatto a botte con la grammatica e la sintassi? Io temo Putin... ho paura di lui... insomma lo immaginate Putin, con tutti i problemi che l'affliggono, che si mette a sguinzagliare i servizi segreti russi, fors'anco l'esercito, e manda i Cosacchi del Don a colpire l'autore del romanzo polpettone che ripete, vuotandoci i "maroni", i luoghi comuni che da un cinquantennio sento dire e leggo sulla camorra? E allora le pernacchie arrivano al top, si fanno addirittura minacciose e sapete perché? Perché Salvini, con il suo linguaggio, ha instillato l'odio ecc ecc.

Poi, all'improvviso, si viene a sapere che l'attentato a Daisy è stato effettuato non da bande armate salviniane reazionarie ma da "giovani esperti lanciatori di uova" progressisti, comandati dal figlio di un consigliere comunale del PD, lo stesso partito che ha montato l'attentato razzista, lo stesso partito in cui milita Daisy, lo stesso partito che ha fatto una gran figura di m... .
E il buon papà di Daisy che ci aveva fatto la morale sulla politica che alza troppo la voce su Salvini che avrebbe contribuito a esacerbare gli animi e sul Paese che da quando c'è la Lega al Governo è diventato invivibile? Sì, insomma, viene fuori anche che questi predicatori stalinian-giansenisti che ci hanno fatto la morale non sono poi due stinchi di Santo in quanto papà Iredia Osakue era — scrive "La Verità" del 3 agosto 2018 — "un capo della mafia nigeriana" e "maman" Mogdalyne Albert, tanto per non esser da meno, avviava le ragazze nigeriane alla prostituzione... insomma come inserimento non c'è che dire.
Rimane in piedi l'episodio di Vicofaro (PT) del grosso fratacchione Biancalani. staremo a vedere... mai dire mai!
Non abbiamo finito di apprendere questo che su facebook arrivano i risultati delle indagini dell'attentato di Napoli al povero ragazzo di colore. Aveva ragione lui, il razzismo non c'entrava un tubo. Ma il sindaco della città partenopea "Giggino e' Napule" non se ne fa una ragione e, con lui, non se ne fa una ragione tutta la fauna delle magliette rosse e quella molteplicità di sigle — dall'Arci Lesbica e Arci gay, dalle magliette rosse all'ANPI al LEU e Rifondazione, dal PD ai "diversamente ortaggi", dalle coop rosse a quelle cattocomuniste della Caritas ecc ecc — che chiamano a raccolta l'italica gente, in tutte le piazze d'Italia, per manifestare contro il governo clerico-fascista (ce l'hanno anche con il Ministro Fontana che ha osato proclamare che il matrimonio è solo quello tra un uomo e una donna e ha dichiarato anche la sua contrarietà — che Iddio lo benedica — all'infame e liberticida legge Mancino che manda, o vorrebbe mandare, in galera la gente per i reati di opinione).
Ci sono (anzi, ci dovrebbero essere tutti in piazza... sembra una mobilitazione, anni Cinquanta, di quelle che solo il PCI sapeva fare... ma stavolta i risultati sono stati deprimenti e le piazze erano e sono desolantemente vuote: 27 persone a Firenze, 20 a Trento, 13 a Milano, 21 a Napoli e così contando. Le Sinistre non perdono l'arroganza e danno l'ultimo colpo di coda, non si sono rese conto di "essere al lumicino" come direbbe il mio amico Ascanio Ruschi, che è Provveditore della Confraternita dei Buonomini, quelli che aiutano le persone che sono "al verde, al lumicino" come la Sinistra Italiana.
Ed ora ecco la ciliegina finale di questa miserevole "pochade": sulla copertina del settimanale "FANGHIGLIA CRISTIANA", in stato semifallimentare in quanto nessuno lo compra più, il volto di Salvini con la scritta Vade retro Salvini! Una copertina che, trattandosi di un settimanale semiclandestino, non avrebbe fatti né caldo né freddo, ma essendo un giornale dei padri paolini in qualche modo, nella mentalità delle persone semplici, rappresenta un po' la voce della Chiesa.
E intanto “Avvenire”, con il suo Direttore Marco Tarquinio, il quotidiano cattocomunista della CEI (alla quale ci si raccomanda di non dare l'otto per mille perché con i nostri soldi si finanzia l'invasione islamica) continua a sparare contro il governo italiano e il Ministro Matteo Salvini, che, con la chiusura dei porti ai pirati delinquenti delle ONG e con gli accordi internazionali che è riuscito a fare, grazie alla sua autorevolezza, ha, praticamente, bloccato gli arrivi in Italia di gente che non ha il diritto alla richiesta di asilo (le Sinistre dicevano che non sarebbe stato possibile arrestare una migrazione "epocale"!).
Non si sa se ridere o piangere: la Chiesa che, con il suo Pontefice, sta attraversando la più grande crisi di tutti i tempi, non parla che di "accoglienza", "migranti", "tolleranza", "antirazzismo" ecc. ecc. visto che la politica governativa di fermezza sugli sbarchi ha prosciugato o comunque sta prosciugando le fonti a cui si abbeveravano le coop rosse e la Caritas che sugli immigrati — come precedentemente abbiamo dimostrato — hanno fatto (e, in molti casi, ahimè, stanno facendo ancora) affari d'oro come sentimmo nelle registrazioni di "Roma Capitale" in cui si affermava che "Gl'immigrati rendono assai di più che la droga". I vescovi italiani, con a capo Bassetti, hanno taciuto (quando non hanno incoraggiato) su ogni nefandezza morale: divorzio breve, testamento biologico, matrimonio pederastico, liberalizzazione della droga ecc., non hanno detto una parola sul degrado civile e morale in cui stiamo vivendo, non hanno detto una parola sul mondialismo massonico; intanto si è abbattuto sulla Chiesa il più grande scandalo omosessualista in cui sono coinvolti cardinali, vescovi, altri prelati tutti dell'entourage di Bergoglio... che, un giorno sì e l'altro no, si alza e cambia la dottrina perenne della Chiesa (anzi, si illude di poter cambiare)!
Ma come si fa a coprire tutto questo? Aspetta un po': addosso al governo, addosso a Salvini, addosso ai razzisti... e i risultati sono quelli che sono. Le Sinistre sono crollate o stanno crollando... Salvini è salito e continua a salire.
E la Santa Chiesa, in questa situazione, grazie al nuovo andazzo bergogliano, conta come il due di briscola.
Diceva la mia bisnonna: se non avete altri moccoli andate a letto al buio!
Pucci Cipriani

venerdì 13 luglio 2018

SPIGOLATURE MUGELLANE - RICORDI DI SCUOLA (di Pucci Cipriani)

"Come il mulino odora di farina / e la chiesa d'incenso e cera fina / sa di gesso la scuola / (...) Tutto qui dentro è bello e sa di buono. / La campanella manda un dolce suono, / e a una parete c'è una croce appesa... / pare d'essere in chiesa: / s'entra senza cappello, / si parla a voce bassa / si risponde all'appello..."
Chi sa se le persone della mia età — almeno quelle che son rimaste — ricordano questa poesia di Renzo Pezzani, un poeta dei "buoni sentimenti" che scriveva in rima... conosceva la metrica e andava direttamente al cuore, e forse, per questo, epurato dai riformatori che, dagli anni Cinquanta in poi, hanno sempre cambiato — e in peggio — la nostra scuola. Vorrei aggiunger "cara scuola" perché in molti di noi, delle passate generazioni, i "Ricordi di Scuola" sono sempre belli e ci toccano il cuore e, dopo aver ricordato, dopo aver "rivissuto" i momenti favolosi della fanciullezza, non raramente arriva qualche lacrimuccia e, per non farcene accorgere, per darci un tono, ci stropicciamo gli occhio dando la colpa al solito venticello che ci ha fatto entrare un bruscolo... in tempi in cui, ormai, a scuola, come in chiesa, non si fa più silenzio, ma si chiacchiera... si chiacchiera e, oltre alle chiacchiere, non manca (in chiesa) lo strimpellar delle chitarre e gli alunni, ora, danno del "tu" all'insegnante, imitati in questo, dalle infermiere dell'ospedale, dai garzoni del droghiere e dalle commesse del bar.
Diceva Balzac che "i ricordi ci sembran sempre belli perché ci ricordano la giovinezza". E, aggiungo, te la ricordan, spesso a un'età in cui i malanni incombono e allora rivivi quei giorni spensierati e dimentichi quelle "pene" che ti pesavano sull'animo come macigni e che ora ti sembran leggere come piume...
Tanti di noi hanno letto quel capolavoro di Giovanni Mosca — che, prima di andare a dirigere "Il Corriere della Sera" a Milano, fu maestro elementare — il cui titolo è proprio Ricordi di Scuola un libro che riesce a toccare l'animo del lettore dimostrandoci, poeticamente, come le immagini, i personaggi, i luoghi dei ricordi vengano "trasfigurati" e "mitizzati".
Ma ecco l'Incipit dell'opera di Giovanni Mosca:

"Siete ritornati, da grandi, nella vostra antica scuola elementare? Io sì, la rividi, l'altr'anno, dopo tanto tempo la scuola dov'ero stato prima alunno, e poi insegnante: la bibliotechina, il salone, i maestri...
La bibliotechina sempre la stessa, con gli stessi libri coperti di carta canepina, e il titolo e l'autore scritti in bella calligrafia. (...) E rividi il salone, il grande immenso salone, dove il giovedì, da scolaro, andavo con gli altri a cantare "Fratelli d'Italia" (...) ma com'era diventato piccolo, rivedendolo, il grande, immenso salone!
Come mai? Forse perché da bambini tutto sembra più grande, più bello; ma anche da maestro, il salone m'era parso immenso e i dipinti meravigliosi... come mai ora che non ero più né scolaro né insegnante , tutte queste cose mi sembravano piccole, brutte, misere, e mi davano una stretta al cuore? (...)
"Ci hai lasciati", mi dissero. (Gli ex colleghi in quando Mosca era stato chiamato a dirigere "Il Corriere della Sera", lasciando, così, la scuola, N.d.A.) "Una carriera brillante, la tua. Guadagni molto?"
Dilatavano gli occhi al pensiero dei miei guadagni favolosi. Avrei voluto dirlo ai maestri che mi invidiavano per la mia brillante carriera libera: "Non li lasciate, i ragazzi: finché si vive in mezzo ai ragazzi si è un po' come loro, e le piccole stanze sembrano saloni, e quattro pupazzi sul muro sembrano dipinti meravigliosi; e si crede, vivendo con essi, a tante cose cui, allontanandosene, non si crede più..."

Ecco questi ricordi... mi venivano in mente l'altro giorno leggendo un agile libretto di uno scrittore mugellano, Massimo Biagioni (ma che non è della mia generazione... e i suoi ricordi, come la sua età, son certo più "verdi") che, tratteggiando magistralmente ritratti di persone "immaginarie" fa balzare, invece, davanti ai nostri occhi, in vivi flashback, personaggi reali come quella "Maestra a colori " (e mai definizione fu più calzante) ovvero la signora Fiammetta Buonamici Vigiani che fu davvero una persona che dedicò, con estrema passione, la vita alla scuola e ai "suoi" ragazzi... E anche in quest'opera di Biagioni: Una Maestra a colori in una società in bianco e nero (Ed. Mauro Pagliai, Firenze) c'è il sapore buono e "nostalgico" dell'Amarcord, del "Mi ricordo" e il profumo proprio dei ricordi di scuola...
Anche uno scrittore scarperiese, Giuseppe Baroni — che io considero uno dei "grandi" mugellani, da mettere insieme a Tito Casini e al quale dedicherò una delle mie "Spigolature" — con magistrali pennellate ritrae luoghi e personaggi della scuola scarperiese di fine Ottocento... e ti sembra di aver vissuto a quei tempi leggendo le agili pagine, scritte in un italiano purissimo che sa di Trecento, di Infanzia a Castel San Barnaba (Pellegrini, 1978) e di Mugello antico (Thule, 1980)... e chi sa se vedranno mai la luce le pagine dei Ricordi della vita del M° Prof. Cav. Uff. Luigi Cipriani, Regio Direttore Didattico a riposo - Ispettore onorario. Scritti nell'inverno del 1930 durante il periodo della mia lunga malattia.
E, poi, anche i miei ricordi di scuola a Borgo San Lorenzo che mi son balzati alla mente l'altro giorno quando ho avuto un invito, tanto inaspettato quanto gradito, per visitare la grande azienda ("Acetificio Aretino") di un mio vecchio compagno di classe dei primi anni Cinquanta: Giuliano Verdi, un personaggio che si è fatto onore nella vita e che non dimentica il "suo" Borgo, la sua terra, le sue radici... e allora quanti volti, quante persone che non ci son più, quanti addii a "sogni di gloria" e quanta, quanta nostalgia... per cui mi son venuti alla mente i tempi "de' dolci sospiri" e i versi danteschi della Francesca da Rimini: "Nessun maggior dolore / Che ricordarsi del tempo felice / Nella miseria..."
Già la campana ti dava la sveglia e, subito dopo, eccoti la sirena delle Fornaci del dottor Aldo Brunori... e la nonna che veniva in camera trepidante: forza ragazzi è già suonata la campana... E via, a scuola. E la mia scuola era una scuola statale: "Scuola elementare statale Dante Alighieri" perché dalle suore, dove ero stato all'asilo, c'erano soltanto le classi femminili della scuola elementare. E nella mia scuola elementare, nonostante fosse "statale" ancora vigeva quella saggia pedagogia che divideva i maschi dalle femmine, in quanto i due sessi hanno interessi e livelli di apprendimento diversi.
Noi maschi andavamo a scuola la mattina e, le femmine, il pomeriggio... ricordo la cartella che portavo a tracolla, la cannetta, ovvero la penna alla quale applicavamo un pennino, a foglia o a campanile, che leccavamo, per togliergli l'oleosità, prima di inzuppare nel calamaio che era inserito sul banco e che Beppe Maianardi, con la sua spolverina grigia, riempiva diligentemente con una fiaschetta d'inchiostro nero. E poi il puliscipenne, la carta assorbente, e poi l'astuccio di legno con il quale, a ricreazione, quando la maestra si distraeva, si intraprendevano epiche battaglie, il libro di lettura, il lapis Fila numero 1, con i pastelli Giotto, come recitava la scritta sulla scatola: "Se nel disegno vuoi prender otto: matite Fila pastelli Giotto", il grembiulino nero con davanti, ricamata in rosso la classe: I - II - III - IV - V... i gessetti che, qualche volta, riuscivamo a "fregare" e che ci sarebbero serviti, poi, nel pomeriggio per tracciare il quadrato del Filetto sulle panchine di cemento dei giardini... una volta — avevo visto precedentemente quella scritta sul muro del Faini — presi il gessetto rosso della scuola e scrissi W la ... davanti a casa mia.
La mattina la maestra era già informata di tutto e, dopo il processo scolastico, dovetti subire anche il "processo familiare" che, vi assicuro, fu anche peggiore... il più lieve fu il "processo ecclesiastico" con don Migliorini, talmente comprensivo, da mettere nell'imbarazzo nell'angoscia sia la maestra che i miei familiari che, probabilmente, avevan già preparato il rogo.
Ricordo ancora "La Radio per la Scuola" che ci accendevano dalla segreteria ma che la maestra non ci faceva mai sentire perché "è solo una perdita di tempo"... i vasettini con l'ovatta dove facevamo germogliare il grano e i fagioli, e vasetti con il terriccio e le piantine grasse che erano affidate alla cura di mani esperte come quelle di Baggiani e di Franco Polidori, un ragazzo taciturno e intelligentissimo che faceva il paio con Giovanni Baldi, un "cannone" in aritmetica; spesso andavo a fare i compiti e a giocare a casa di Giovanni Barletti ("Giovannino"), abitava in una bella villetta in via Trieste e viveva con i genitori e altri sette, tra fratelli e sorelle. Il padre di Giovanni era un noto commerciante di vini: il Cav. Emilio Barletti. Ed era commerciante di vini anche il padre di un altro compagno ovvero Giuliano Verdi ("Omo")... Ricordo le risate fatte in famiglia quando raccontai di essere stato a casa di Giuliano e dissi anche che il padre, Fortunato, aveva otto figli in quanto nella scritta del camion della ditta avevo letto "Verdi Fortunato & Figli" ... Plutarco avrebbe certo parlato di queste due famiglie (Barletti e Verdi) nelle sue Vite Parallele... anche la famiglia Verdi, come quella di Giovannino, aveva numerosi figli e, in ambedue le famiglie vi fu un lutto che molto colpì noi ragazzi e tutto il paese. Morì un fratello di Giuliano, Francesco, e, dopo, un fratello di Giovanni, Luigi, un corridore esordiente nella squadra ciclistica borghigiana del Club Ciclo Appenninico, che io vedevo ogni giorno perché ero, come lui, appassionato di ciclismo e tifoso di Ercole Baldini che il Cav. Barletti un giorno — e mi tremavan le gambe — mi presentò...
Un altro fratello di Giuliano, Mauro, era stato a scuola dalla nostra maestra Ida Pini e lei ne conservava un buon ricordo... un giorno "Omo" venne a scuola accompagnato dal fratello Mauro — morirà l'anno dopo soffocato dai vapori del mosto, all'interno di un tino, dove si era calato per salvare la vita a un suo compagno — che, con il permesso della maestra entrò in classe e lei, mandato a posto il fratellino Giuliano, gli fece raccontare la sua avventura: la partenza in moto da Borgo per andare a Siracusa a prelevare le lacrime della Madonna per poter bagnare il volto del fratello morente... un viaggio fatto tutto d'un fiato, andata e ritorno, con solo due brevissime soste per far benzina... e al termine del succinto racconto che Mauro ci fece — con gli occhi inumiditi eravamo, come ammaliati, ad ascoltare il racconto, anzi la "meravigliosa avventura" e trattenevamo il fiato — la maestra Ida Pini, pur sobria nelle lodi, ci disse che quel gesto di Mauro era stato dettato dall'amore del fratello e dalla sua devozione mariana...
Sì, per noi, Mauro diventò un mito...
Come un mito era Giuliano che mi (e ci) difendeva quando altri ragazzi a ricreazione ci facevan le riffe e quando i più grandi, all'oratorio salesiano, si fregavano le palline delle "cheppe"... bastava la parola magica: "Ora lo dico a Omo" e via... il ragazzaccio prepotente se la dava a gambe... ecco quell'invito ha riportato alla mente alcuni ricordi di scuola ed io penso che il ricordare faccia bene al corpo e, soprattutto, all'animo come scrisse Dostoevskij: "Sappiate che non v'è niente di più alto, di più forte, di più sano, di più utile per l'avvenire, nella vita, di qualche buon ricordo, e tanto più se esso appartiene ancora all'infanzia, ala casa paterna. Un bel ricordo, un ricordo sacro conservato dall'infanzia, è forse la migliore educazione, raccogliendo molti di questi ricordi, l'uomo è salvo per tutta la vita".
E vi par poco? Come fare a non ringraziare, con tutto il cuore, il mio vecchio e caro amico Giuliano?

Gaddo de Grandville  (Pucci Cipriani)








La famiglia Verdi Fortunato nel 1951.
Giuliano Verdi è il terzo da sinistra nella fila in basso
e Mauro terzo nella prima fila in alto da sinistra



I fratelli Verdi nel 2000. Giuliano è il secondo nella fila in alto da destra


mercoledì 20 giugno 2018

IMMIGRAZIONE: VOGLIONO TOGLIERCI LE NOSTRE RADICI CRISTIANE (di Pucci Cipriani)

Si avvicina la consegna delle dichiarazioni dei redditi e si avvicina anche il "redde rationem" dell'otto per mille da (NON) dare alla Chiesa cattolica almeno fino a che non cessi questa "autodemolizione" che, giorno dopo giorno, lascia macerie e lacrime e sta distruggendo, quando già non l'abbia distrutto, il tessuto connettivo della Santa Chiesa ovvero quell'essenziale collante universale che lega i fedeli e che è rappresentato dalla Dottrina immutabile e dalla Fede.
L'inquilino del Santa Marta continua imperterrito a dar colpi alla "Sposa Immacolata del Cristo" ovvero a demolire — parole sue — "questa Chiesa (che) non serve a niente, una Chiesa così non è altro che un museo" fatto di "Battitori da Inquisizione... cristiani ipocriti interessati solo ai loro formalismi... cristiani pappagallo ... sterili nel loro formalismo... fondamentalisti... marci nel cuore... torte deliziose, leccornie dolci: deliziosi ma non veri Cristiani... preti untuosi e idolatri... etc., etc..." (Cfr.” Opportune Importune” del 14 -XII -2015 "Lingua mea calamus scribae velociter scribentis")
Dal "buonasera" della sua elezione, al "buon pranzo" dell'Angelus, dal "chi sono io per giudicare un gay", alle interviste al "papa laico" Eugenio Scalfari in cui afferma che "non esiste un Dio cattolico" stilando, poi, un vero e proprio manifesto del relativismo (ovvero l'opposto della religione cattolica) per cui "Ciascuno di noi ha una visione del Bene e anche del Male. Noi dobbiamo incitarlo a procedere verso quello che lui pensa sia il Bene", dalla persecuzione dei Cavalieri di Malta, ai "Processi stalinisti" nei confronti degli Ordini Religiosi rimasti fedeli all'insegnamento perenne della Chiesa (vedi la distruzione dei Frati Francescani dell'Immacolata, l'unico Ordine con fiorenti vocazioni, accusato di avere una regola troppo rigida e di pregare troppo e, per di più, in latino etc.), dalla persecuzione dei cardinali, dei vescovi e del clero tradizionalisti, tolti dai loro incarichi e offerti, come bersagli, alle ingiurie, ai lazzi e alle pesanti offese da parte degli scagnozzi papolatri, siano questi gli sculettanti monsignori "formichieri" della Locanda Santa Marta, siano i pennivendoli servili dell'illeggibile quotidiano "Avvenire" della "rossa" CEI di Bassetti-Galantino, dalla creazione di arcivescovi "rossi", all'incensazione di personaggi squallidi e repellenti come la Bonino, Pannella e il prete "giacobino" don Lorenzo Milani, il precursore del lager rosso degli orchi pedofili de "Il Forteto", nei cui repellenti scritti c'è sempre un'esaltazione della lotta di classe e una giustificazione ("Cicero pro domo sua"?) della pedofilia... e poi gli attacchi alla Dottrina e ai Sacramenti con il documento Amoris Laetitia a causa del quale un nutrito gruppo di cardinali e centinaia di illustri personalità dell'Università e della Cultura hanno presentato al Santo Padre dei "Dubia" in cui si denunziano alcune proposizioni eretiche, ai quali "dubia" Bergoglio si è guardato bene dal rispondere... per non parlare, poi, del silenzio totale sui "principi non negoziabili" ovverosia della rinunzia alla lotta in difesa della famiglia e della vita dal concepimento fino alla morte naturale .
Ormai la Chiesa è diventata, o si accinge a diventare, una succursale di un sindacato o una sorta di "Onlus" dove non si predica più la Dottrina di un tempo, non si insegna più il Catechismo di san Pio X, dove la Santa Messa, con le riforme "conciliari" e quelle fatte in nome dello "Spirito del Concilio", è diventata una sorta di rumoroso bla-bla-bla, una noiosa e inconcludente riunione condominiale, con centinaia di "fedeli" a ricevere (sacrilegamente sulla mano) la Particola consacrata e i confessionali sempre vuoti (per mancanza sia di confessori che di penitenti)... ultimamente, nel quarantennale dell'approvazione della legge criminale 194 sull'aborto, il Cardinal Bassetti, Presidente della CEI ha detto che quella legge non sarà una buona legge ma comunque va "APPREZZATA"...
Capito? Sarebbe "apprezzabile" una legge che in 40 anni ha prodotto milioni di aborti, ovvero milioni di omicidi, uno spargimento di sangue innocente che grida vendetta al cospetto di Dio e, del resto, questa dichiarazione vergognosa arriva proprio alla vigilia del referendum sull'aborto nella (ex) cattolica Irlanda, ed è stata seguita, senza che Bergoglio, solitamente ciarliero e logorroico su twitter , abbia aperto il "becco", da un altra vergognosa dichiarazione da parte del (non) responsabile dei vescovi irlandesi in cui ci si augurava che, dopo il referendum, venisse emanata una legge che promuova un aborto sicuro, raro e legale"... In altre parole — chiosa un attento osservatore come il giornalista cattolico Marco Tosatti — "il mantra, ingannevole nei fatti, come dimostra l'esperienza, che è il cavallo di battaglia di sempre del fronte abortista". E anche in Irlanda ora il crimine dell'aborto è legge, con la benedizione di Bassetti e dei vescovi apostati irlandesi.
Parlavo all'inizio dell'otto per mille: fonti riservate e, solitamente attendibili, mi dicono che da quando è iniziata l'era Bergoglio, in contemporanea, è diminuito il gettito dell'otto per mille dato alla CEI da fedeli che, senza porsi troppe domande, preferiscono non dare il loro contributo a una rossa Conferenza Episcopale (del resto si può sempre dare il cinque per mille ad Associazioni fedeli alla Tradizione cattolica, restando l'obbligo di aiutare, nei limiti delle possibilità, quei sacerdoti che non abbracciano e, anzi, contrastano questo andazzo eretico, pauperistico, ciarlatano e becero della "Barca di Pietro") alla luce anche di questa invasione immigrazionista a cui stiamo assistendo, fortunatamente, ora, con un Governo che sembra voglia almeno tentare, meritoriamente, di arginarla... nonostante sia contrastato pesantemente dai "poteri forti" — Commissioni episcopali neomoderniste e filocomuniste, multinazionali, Bildelberg, l'associazione mondialista paramassonica alla cui riunione in Italia ha partecipato anche il cardinal Parolin, fondazioni radicalmassoniche tendenti a destabilizzare come quelle del miliardario Soros o la fondazione Rockfeller etc. etc. — e dai relitti di una sinistra allo sbando che, insieme ai rimasugli di Forza Italia e del radicalume, cercava di portare avanti l'equivoco di una politica in accordo con la UE che persegue i fini del mondialismo: ovvero la sostituzione etnica del popolo Europeo, l'abbattimento della politica a favore dell'economia (si impersonifica e si fa parlare il Mercato: "il Mercato soffre", "il Mercato decide"... "lasciate stare, tanto il Mercato rimette tutto in linea", "Ci pensa il Mercato a normalizzare") mentre si stanno abbattendo le "classi medie" per cui stiamo andando verso una sorta di "Neocapitalismo" che prevede l'abbattimento delle piccole imprese e delle piccole industrie per creare Multinazionali senz'anima (lavoro sottopagato, mobilità, assunzioni "a termine"), insomma una società che avrà solo due categorie di persone: i "super ricchi" e "i poveri o poverissimi", insomma la fine della divisione tra "destra" e "sinistra" e la creazione di una nuova contrapposizione tra "liberalismo aperto" e "nazionalismo e populismo chiusi" per cui oggi ad interessarsi dei poveri e dei diseredati, del "sottoproletariato", non è più la sinistra, anzi...
Afferma il professor Rémi Brague, membro dell'Institut de France, forse il maggior filosofo cattolico francese ed europeo:
"È curioso oggi come aperto passi oggi per un aggettivo unicamente positivo. In fin dei conti nessuno è più "aperto" di un samurai che ha appena fatto harakiri... Nel XIX Secolo, la sinistra si preoccupava degli esclusi della società , cercava di risolvere quella che chiamava la "questione sociale". Esiste ancora oggi una sinistra che si preoccupa dei poveri?... da noi le persone che si dicono di sinistra sembrano coloro che sono già capaci di difendersi (e persino di attaccare) perché sono raggruppati in sindacati, associazioni, "collettivi" di ogni sorta. Il termine "liberalismo" è talmente ambiguo che bisogna prenderlo con le pinze, così come le parole "libertà"."
Insomma il Melting Pot creato dal "Mondialismo" che ha voluto questa scriteriata e suicida (probabilmente, ben preparata e ben organizzata!) invasione dell'Europa da parte di persone che non fuggono da nessuna guerra o persecuzione, a cui si è accodata la Chiesa di Bergoglio, sposandone i "dogmi laici" (vedi enciclica sulla raccolta differenziata della spazzatura) , è ora sul banco degli imputati come scrive lo storico Inglese Niall Ferguson in un brillante saggio pubblicato dal “Sunday Times” dal titolo: "Melting pot is melting down" (Il multiculturalismo europeo si sta sciogliendo) il quale rileva come da centodieci anni il Meltin pot veniva celebrato come un crogiolo nel quale si fondevano popoli di diverse etnie mentre oggi: "Un'immagine simile era balzata agli occhi all'inizio di questo secolo davanti all'Unione Europea. Ma l'afflusso dei migranti da tutto il mondo sta avendo esattamente l'effetto opposto. Le migrazioni saranno il solvente fatale che farà sciogliere l'Unione Europea e la Brexit è stata solo il primo sintomo della crisi".
In tutta Europa dunque assistiamo a un "rigetto" di questa invasione immigrazionista che ha portato e porta tuttavia precarietà, insicurezza, conflitti sociali ed etnici, sfruttamento... eppure sembra sia stato proprio il "Vescovo di Roma", nell'agosto del 2013, con una sua telefonata al Governo Letta, un Governo bisognoso di "sostegno", a sollecitare per un intervento italiano "diretto" nel prelevare gli equipaggi delle "carrette del mare" e portarli in Italia... e così nell'ottobre del 2013 — dopo che lo stesso Bergoglio si recò, con coreografia barocca, in una apoteosi di demagogia, a Lampedusa, a invitare ad invadere la nostra Patria, approfittando di un momento di commozione collettiva, dovuto a una tragedia del mare, occorsa nel Canale di Sicilia il 3 ottobre con 366 morti e 20 dispersi — nacque la "disgraziata" operazione "Mare Nostrum" onde raccogliere in mare (evidentemente, il più delle volte, in accordo con gli "scafisti" che lasciavano in determinate zone il loro "carico umano", per farlo prelevare dalle navi della mostra marina), il più possibile di migranti e portarli in Italia, non come "clandestini", ma come "richiedenti asilo"... addirittura la Marina si spinse anche in acque interne di uno Stato straniero con violazione del diritto interno e internazionale. All'operazione "Mare nostrum", che durò dall'ottobre 2013 all'ottobre 2014, seguì il "Triton Frontex" a guida UE... e fu invasione completa.
Durante tutti questi anni noi cattolici abbiamo assistito a una "crisi della Chiesa" di cui mai avevamo avuto ricordo nella storia: silenzio di fronte al genocidio dei cristiani che, giornalmente, si sta consumando nei Paesi musulmani, silenzio al terrorismo islamico (ma guai a chiamarlo così!) e alle vittime nelle varie Nazioni Europee. Il Papa, non ha mai perso occasione, né la perde adesso, di predicare, a ogni piè sospinto, l'ecumenismo e il dialogo... dimenticando che l'Occidente Cristiano (la Cristianità) ha combattuto — per non permettere che la Mezzaluna dei minareti sostituisse la Croce dei nostri campanili — a Lepanto e a Vienna, in epiche e drammatiche battaglie per respingere il barbaro musulmano invasore.
In nome di un sentimentalismo melenso, in nome di un idiota "volemose bene", stiamo cedendo, giorno per giorno — come entusiasticamente invitava a fare il Presidente golpista Mario Monti — pezzi della nostra sovranità e, soprattutto, stiamo rinnegando la nostra Dottrina cattolica e stiamo abdicando alla nostra Fede secolare... eppure Bergoglio non si creda sia uno sprovveduto — nonostante abbia perso tutte le battaglie "diplomatiche" (una per tutti quella con Trump... mentre la diplomazia vaticana appoggiava Obama e la Cagna, come comunemente viene chiamata negli USA la signora Hilary Clinton) mentre gli amici di Bergoglio, ultime mummie del Comunismo Internazionale tanto care, cadevano, a uno a uno, come mosche — infatti sa benissimo quello che fa, da vero e consumato rivoluzionario, nonostante il Cardinal Martini lo considerasse culturalmente rozzo e caratterialmente inaffidabile, egli porta vanti con la politica di tre passi in avanti e uno indietro, anzi dei cinque passi avanti e mezzo indietro.
"Davvvero dovremmo credere — scrive "Stilum Curiae" di Marco Tosatti del 19 giugno 2018 — che Bergoglio non sappia cosa c'è sotto l'immigrazione odierna? Impossibile! I vescovi africani hanno denunziato spesso, invitando i figli dell'Africa a non farsi ingannare, a non lasciare la propria terra, la loro famiglia, le loro radici, per andare in un'Europa secolarizzata, in cui si troveranno emarginati, sfruttati, in balia di una cultura materialista e nichilista che li ridurrà ad automi "cellularizzati" notte e giorno. Davvero impossibile che Bergoglio non sappia che i migranti minori finiscono, in gran parte, sfruttati sessualmente, come circa 7 o 8 donne su 10. Impossibile non sappia che il traffico di carne umana genera astronomici guadagni, per i trafficanti africani e per quelli occidentali, e che è mosso da innumerevoli interessi delle varie mafie. “Le quali — continua Stilum Curiae — ben prima di "Roma capitale", avevano compreso (...) il potenziale criminale presente nei fenomeni migratori incontrollati. Impossibile che Bergoglio non abbia capito che una fetta di immigrati finisce, dopo essere passata per il mercato della droga, nelle galere dell'Occidente, dopo aver lasciato sole donne e bambini dell'Africa (...). No, Bergoglio sa bene tutto, come pure i suoi amici, George Soros ed Emma Bonino, che sono tutto tranne degli ingenui sprovveduti (...). E allora? E allora l'eresia sposata da Bergoglio è una sorta di utopia comunista: egli sogna una sorta di fratellanza universale, multicolore in cui non esistono più confini, culture, radici, religioni diverse... il primo dogma di questa eresia è l'ecumenismo assoluto: tutti gli dei sono uguali e Cristo non è affatto "La Via, la Verità e la Vita"; il secondo dogma è l'ottimismo di Rousseau: non esiste alcun peccato originale, gli uomini sono tutti naturalmente buoni e il peccato è chi per primo mise un "recinto" alle sue proprietà... Bergoglio direbbe "muro" (...), il mondo di Bergoglio non è quello delle fiabe, come potrebbe sembrare (...) è quello dell'utopia: il mondo multietnico, multicolore, multireligioso, senza muri, porte, chiavi, peccato... è il sogno di un uomo che, come ben è evidente per tanti altri aspetti, non ha una visione trascendente, ma immanente dell'esistenza".
Infine a tenere in piedi questa politica impopolare dell'immigrazionismo, che non porta certo consensi né contribuenti, c'è un'altra chiave di lettura, insomma c'è un altro "dio" al quale sono particolarmente sensibili i nostri cardinali e vescovi ovvero il "dio quattrino" e, infatti, l'immigrazione è un businnes incredibile; sappiamo bene che "gli immigrati fruttano più della droga e a documentarlo, ad esempio, sono i dati dell'ultimo rapporto della Caritas a giugno del 2016, dove si apprende che il diciassette per cento degli stranieri accolti nel nostro paese sono a carico della Cei. Di questi immigrati che risultano nelle strutture religiose solo una piccola parte sono assistiti con fondi ecclesiastici o donazioni, i restanti vengono accolti dalla Caritas, dalla Comunità di S. Egidio e da altre Associazioni collaterali, con i soldi dello Stato... basta fare un calcolo sulle decine e decine di migliaia di immigrati accolti in quelle strutture moltiplicarlo x 35 euro (la cifra che passa lo stato giornalmente per ciascuno) e x 365 (i giorni dell'anno) e si arriva a numeri da capogiro che, a sua volta vanno moltiplicati per il numero degli anni in cui è cominciata la "tratta"... cifre da capogiro!
Insomma questi introiti permetterebbero al Vaticano di ovviare alla perdita di quell'otto per mille che molti cattolici non danno più per opporsi a questa deriva di "autodistruzione ecclesiale".
Recentemente il Cardinal Ravasi ha detto, citando a sproposito un motto evangelico, che chi è contro l'accoglienza va contro il dettato evangelico per cui non potrà varcar le soglie del Paradiso; affermazione questa che ha ispirato un "poeta di strada" a stilare questi versi: "Ormai lo sanno tutti / lo sa anche un bambino / che il Geova di Ravasi / è il dio Quattrino."

PUCCI CIPRIANI

martedì 12 giugno 2018

Un convegno esemplare: Fatima, la crisi della Chiesa e Papa Francesco (di Ascanio Ruschi)


Con grande affluenza di pubblico, lo scorso 6 giugno 2018 si è tenuto presso l’Auditorium della Regione Toscana un Convegno sul tema: Fatima, la crisi della Chiesa e Papa Francesco.
L’evento, patrocinato dal gruppo Consigliare della Lega, e promosso dalla Fondazione Lepanto e da Controrivoluzione, ha visto protagonisti tre illustri pensatori “non allineati” del calibro del dott. Ettore Gotti Tedeschi - Banchiere, ex Presidente dello IOR, economista; del prof. Massimo de Leonardis - Ordinario di Storia delle Relazioni internazionali all'Università Cattolica di Milano, e del prof. Roberto de Mattei - Storico, Docente Universitario, Presidente della Fondazione Lepanto, introdotti da Jacopo Alberti, consigliere regionale della Lega e da Pucci Cipriani, direttore di Controrivoluzione ed anima del tradizionalismo toscano, nella rispettiva veste di “padrone di casa” e di organizzatore del convegno.
Un tale parterre di ospiti, nonostante la notizia non fosse stata rilanciata dai mass media locali (con qualche complice silenzio tra chi, peraltro, avrebbe dovuto pubblicizzare l’evento), non poteva non passare inosservato, e l’auditorium, al momento di iniziare il convegno, si presentava già pieno: tanti ì giovani, alcuni eroici prelati (che Dio li conservi!), numerose le persone accorse anche da fuori Firenze.
Il convegno, dopo i saluti di Jacopo Alberti e Pucci Cipriani, si è aperto con le parole del sen. Manuel Vescovi, della Lega, che ha ricordato l’impegno politico del proprio partito ad operare sui temi etici e valoriali, in netta discontinuità con quella politica (ma forse non solo quella…) che di valori e di etica non vuol sentir parlare (alzi la mano chi ha sentito parlare di valori non negoziabili negli ultimi anni…).
Dopo il sen. Vescovi, ha preso la parola il dott. Ettore Gotti Tedeschi, che prima del convegno aveva rilasciato una bellissima intervista a Pucci Cipriani. Il dott. Gotti Tedeschi, ha subito richiamato l’opera e il pensiero di Plinio Correa de Oliveira, il pensatore brasiliano della controrivoluzione dallo stesso Gotti Tedeschi definito come uno dei pensatori più influenti del ventesimo secolo insieme e Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. L’economista, sulla scorta dell’insegnamento dell’autore di Rivoluzione e Contro-Rivoluzione ha voluto ribaltare quel sintagma logico per cui si debba partire dalle conseguenze per capire la portata di un fenomeno. Viceversa, ha chiarito con semplicità di parola ma con profondità di pensiero, il processo logico deve partire dalle cause, che sono sempre cause etiche e morali, attraverso la cui analisi è possibile spiegare i fenomeni economici, politici e culturali, che altrimenti non potrebbero essere capiti.
L’intervento successivo è stato del prof. Massimo de Leonardis, che con il suo solito stile inconfondibile ha voluto sottolineare l’epoca paradossale in cui ci troviamo a vivere; un’epoca in cui la difesa del cattolicesimo è demandata a laici quando un tempo era svolta – usque ad effusionem sanguinis – dal clero. Un’epoca in cui la difesa dei valori fondamentali è svolta da quei paesi un tempo appartenenti al blocco comunista. Un’epoca in cui i c.d. paesi cattolici, come quelli sudamericani, sono diventati la culla delle nuove chiese protestanti. Un’epoca di paradossi e di contrasti, di perdita del vero, del buono e del bello (intesi come unica triade del medesimo concetto).
Ha chiuso la serie di interventi il prof. Roberto de Mattei, che nell’occasione ha presentato la sua ultima opera: è Plinio Correa de Oliveira: Apostolo di Fatima - Profeta del Regno di Maria (Ed. Fiducia) con la prefazione di S.E. Mons. Athanasius Schneider. Il prof. de Mattei, è considerato tra i suoi maggiori interpreti e conoscitori a livello nazionale ed europeo pensatore brasiliano, di cui fu discepolo. Il prof de Mattei già aveva trattato della vita e delle opere del dott. Plinio ne Il crociato del secolo XX: Plinio Corrêa de Oliveira (Piemme, Casale Monferrato, 1996), con Prefazione del Cardinale Alfons Maria Stickler. Con quest’ultima opera analizza invece il pensiero di Correa de Oliveira, mostrandone la sorprendente capacità “profetica” e l’acume nell’analisi dei fatti e delle loro cause. E’ proprio nella capacità di risalire alle più profonde radici della dissoluzione attuale (individuate nell’abbandono dell’insegnamento di Cristo e della Tradizione della Chiesa), che risiede il grande insegnamento del pensatore controrivoluzionario, il quale, senza averla vissuta, già preconizzava l’attuale rivoluzione nichilista (secondo de Mattei, ma non solo, la quinta rivoluzione dopo quella luterana del 1517; quella francese del 1789; quella bolscevica del 1917; e quella dei costumi del 1968).
Nel suo intervento il prof. de Mattei ha richiamato il valore salvifico della virtù del sacrificio, a livello privato (es. familiare) sino a quello pubblico (es. il martirio), aggiungendo con grande pathos e sofferenza, che oggi ognuno di noi è chiamato a dare testimonianza pubblica della Fede, predisponendo il proprio animus al sacrificio, in particolar modo a fronte ad un arretramento evidente della Chiesa visibile, sempre più allineata con i poteri forti e il pensiero unico dominante.
Ai relatori va dunque l’enorme merito di aver delineato con chiarezza i tratti salienti, e le cause primigenie, dell’epoca di crisi che viviamo. A noi spetta far tesoro delle loro parole, trarne conforto spirituale, e maggiore forza spirituale, sicuri che comunque, alla fine dei tempi, il Cuore Immacolato di Maria trionferà.
Sulla scorta di tale predisposizione d’animo, ci prepariamo, dopo l’estate, ad organizzare una serie di incontri e iniziative culturali, sempre in nome di quei principi non negoziabili, che oggi come non mai siamo chiamati, con l’aiuto e il sostegno del Signore, a difendere!

Ascanio Ruschi




venerdì 8 giugno 2018

CIRCOLARE DI CONTRORIVOLUZIONE AGLI AMICI

ETIAMSI OMNES EGO NON!



CIRCOLARE DI CONTRORIVOLUZIONE AGLI AMICI



Cari amici,
un successo entusiasmante il Convegno su "Fatima, la crisi della Chiesa e Papa Francesco" che si è tenuto mercoledì 6 giugno 2018, a Firenze, presso l'Auditorium della Regione Toscana e organizzato dal Portavoce dell'Opposizione e Capogruppo della Lega in Regione Toscana Jacopo Alberti, dalla Fondazione Lepanto e da Controrivoluzione ed al quale hanno partecipato, dopo il saluto di Jacopo Alberti e Pucci Cipriani, Direttore di "Controrivoluzione" 

ETTORE GOTTI TEDESCHI - Banchiere, ex Presidente dello IOR, economista 

MASSIMO de LEONARDIS - Ordinario di Storia delle Relazioni Internazionali dell'Università Cattolica di Milano

ROBERTO de MATTEI - Storico, Docente Universitario, Presidente della Fondazione Lepanto

ha moderato l'incontro il Giurista ASCANIO RUSCHI

Durante il Convegno è stato presentato il libro di Roberto de Mattei: "Plinio Correa de Oliveira - Apostolo di Fatima - Profeta del Regno di Maria" (Edizioni Fiducia)

Intervista di Pucci Cipriani a Ettore Gotti Tedeschi



Galleria fotografica

La cronoca della Conferenza e i commenti verranno pubblicati nei prossimi giorni su "Controrivoluzione"

Riteniamo importante segnalare (e invitare gli amici che ci leggono a partecipare) a due importanti manifestazioni contro la dittatura omosessualista che si terrà a Reggio Emilia il 9 giugno 2018 e una processione a Roma, sempre il 9 giugno, in riparazione del Gay Pride e dell'orribile peccato contro natura.

Ricordiamo infine l'Università d'estate, organizzata dal Centro Lepanto che, per il quarto anno, si etrrà a Subiaco. Potranno partecipare i giovani dai sedici ai trentacinque anni. I giovani interessati alla Tradizione sono caldamente invitati ad iscriversi.

Inviamo a tutti gi amici e ai loro familiari un saluto in Xto Rege

Pucci Cipriani
Ascanio Ruschi

lunedì 4 giugno 2018

FATIMA, LA CRISI DELLA CHIESA E PAPA FRANCESCO (Prima parte), di Pucci Cipriani

Mercoledì 6 giugno 2018, a Firenze, per iniziativa del Gruppo Lega Nord alla Regione Toscana, della Fondazione Lepanto, della Comunione Tradizionale e di "Controrivoluzione" (www.controrivoluzione.it), Convegno sul tem a: "FATIMA, LA CRISI DELLA CHIESA E PAPA FRANCESCO" con la presentazione del libro di Roberto de Mattei con la prefazione di S.E. Mons. Athanasius Schneider : "Plinio Correa de Oliveira Apostolo di Fatima Profeta del Regno di Maria" (ed. Fiducia) che si terrà presso l'Auditorium del Consiglio Regionale della Toscana - Via Cavour, 4 Palazzo del Pegaso - alle ore 17:00.
Il Convegno sarà presieduto dal Giurista Ascanio Ruschi, dopo il saluto del Capogruppo della Lega Nord al Consiglio Regionale Toscano Jacopo Alberti e del Direttore di "Controrivoluzione" (www.controrivoluzione.it) Pucci Cipriani, interverranno:

ETTORE GOTTI TEDESCHI - Banchiere, ex Presidente dello IOR, economista

MASSIMO de LEONARDIS - Ordinario di Storia delle Relazioni Internazionali - Università Cattolica di Milano

 ROBERTO de MATTEI - Storico - Docente Universitario di Storia del Cristianesimo - Presidente della Fondazione Lepanto




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FATIMA, LA CRISI DELLA CHIESA E PAPA FRANCESCO
(Prima parte)

Ho voluto evidenziare l'annunzio del Convegno su "Fatima, la crisi della Chiesa e Papa Francesco" che avviene a pochi mesi dal centenario delle Apparizioni fatimite della Santa Vergine perché penso che questa crisi della Chiesa - una crisi "irreversibile" agli occhi umani - altro non sia che una sorta di preparazione, una preparazione che vedrà quindi la lotta tra il Bene e il Male in attesa del "Regno di Maria", come - mi dicono - venga spiegato nel libro di Roberto de Mattei : "Plinio Correa de Oliveira : Apostolo di Fatima Profeta del Regno di Maria" (ed. Fiducia)
Del resto S. E. Mons. Athanasius Snhneider, prefatore del libro di de Mattei, ha parlato recentemente di una "...quarta grande crisi (della Chiesa), in una confusione tremenda sulla dottrina e sulla liturgia (per cui) il primo interesse di ogni membro del clero dovrebbe essere quello di essere popolari agli occhi di Dio e non agli occhi dei potenti"
Già, insomma l'opposto di quello che sta accadendo oggi, per cui si vedono "mandrie" di vescovi — è chiaro che ci siano, seppur rare, eccezioni — e di preti che non solo si adeguano a questo andazzo neomodernista, pauperistico e cialtronesco facendosene paladini e "guardie svizzere", per cui il Capo (che dovrebbe difendere la Dottrina e la Fede) si esibisce clownescamente, e speriamo inconsapevolmente, davanti ai "media" parlando a braccio, in un linguaggio dopolavoristico da osteria, e additando al pubblico ludibrio quei cattolici che si rifiutano di abbracciare i moderni idoli del "neopaganesimo conciliare", colpevoli di essere fedeli alla Chiesa di sempre e alla sua Dottrina. Ecco alcuni florilegi degli epiteti rivolti ai tradizionalisti da Papa Francesco (già nel 2015 il giornale online"Opportune Importune" ne ha pubblicati circa duecento):
"Vecchie comari", "Fomentatori della coprofagia", "Sgranarosari", "Neo pelagiani", "Mummie da museo", "Cortigiano lebbroso", "Cristiani con la faccia da sottaceto", "Piccoli mostri", "Giovani maniaci della moda", "Cristiani pappagallo", "Preti untuosi e idolatri", "Marci nel cuore", "Cristiani pipistrelli che preferiscono le ombre alla luce" . Ma alla sequela di ingiurie nei confronti dei fedeli ne seguono altre rivolte perfino a Domineddio: "Non esiste un Dio cattolico" (ad Eugenio Scalfari) e al Convegno della Diocesi di Roma , nella Basilica di San Giovanni in Laterano, se ne uscì addirittura affermando che, Gesù, nell'episodio dell'adultera "Fa un po' lo scemo" . Poi, Papa Bergoglio, che, con ostentazione, si rifiuta di inginocchiarsi davanti al SS. Sacramento e di salutare i fedeli con il segno della croce, ne ha anche per la Chiesa, ovvero alla Sposa Immacolata del Cristo: "Questa Chiesa non serve a niente, una Chiesa così non è altro che un museo" che, per questo crea: "Seminaristi che stringono i denti aspettando di finire gli studi, che seguono le regole e sorridono, e rivelano l'ipocrisia del clericalismo, uno dei mali peggiori"
Proprio da qui vorrei cominciare : un papa che considera la S. Chiesa, la Chiesa dei Martiri e dei Santi, la "casta meretrix" che si da' a tutti, generosamente, come ha fatto in secoli di evangelizzazione... per il "vescovo di Roma" Argentino sarebbe un "museo", ovvero qualcosa di vecchio di inattuale. E a questo museo, a questo "Madre dei Santi" che raccoglie la Tradizione di due Millenni, Bergoglio contrappone una "sua" Chiesa ovvero un "Ospedale da campo", dove si curano, appunto, i malati e si dià una pedata nel sedere ai "sani" ovvero a quelli che restano fedeli alla Tradizione. Questa Chiesa Museo, la Chiesa di Cristo, la nostra Chiesa, avrebbe dunque il demerito (Udite!) di formare dei sacerdoti che, a forza di grandi sacrifici, di rinunce, dopo aver "stretto i denti" per superare gli scogli dello studio e della ferrea disciplina, seguendo le regole (severe) dell'Ordine, per finire e i loro studi hanno la colpa imperdonabile di avere il "sorriso sulle lebbra" rivelando "ipocrisia clericale"...
E allora il mio pensiero va a quei Frati Francescani dell'Immacolata che, per primi, dopo l'insediamento dell'Argentino, provarono la sua misericordia sulle loro carni subendo una persecuzione talmente feroce e cattiva che ricorda quelle del Comunismo assassino, i processi staliniani, con la differenza che nei processi orditi da Stalin contro i dissidenti o "presunti tali" se è vero che la condanna era scontata, è anche vero che, almeno, in quei tribunali criminali, potevi leggere l'accusa che ti rivolgevano Nei confronti dei francescani dell'Immacolata non è stata mossa, almeno in un primo tempo, nessuna accusa : esiliati, "deportati", calunniati (il dottor Rigoletto Corsini parlerà "ad abundantiam" di quello che successe a Firenze nel suo diario che pubblicheremo nei prossimi giorni), fatti fuori : ed è vero erano personaggi che vivevano troppo poveramente (con una sola veste, come San Francesco) , andavano scalzi, vivevano di elemosina, e, ahimè, avevano la colpa di essere sempre sereni, nonostante "stringessero" i denti per la vita fatta di rinunzie, di sacrifici, di obbedienza alla regola... sì, è vero, gli aguzzini della Diavola Inquisizione dei Neomodernisti avevano ragione : questi esseri erano degli ipocriti, estremamente clericali, pensate che a Firenze ne conobbi uno che aveva la tubercolosi ossea e trascorreva le sue giornate — tra un ricovero in ospedale e una sosta in convento — sempre con il sorriso sulle labbra, nonostante i tremendi dolori... e anzi era talmente "ipocrita" che non parlava mai del suo male e faceva catechismo ai bambini riversando verso di loro — ampiamente ricambiato — tanto affetto e spiritualità da commuovere. Anche lui, "Fra' Sorriso", impudente e ipocrita, un uomo che viveva, per dirla con il mio Vasco Pratolini, si "estasi e di digiuni", fu cacciato insieme ai suoi confratelli, "deportato" nelle Filippine...perché di lui si perdesse financo il ricordo. E non si levò in sua difesa (anzi...lasciamo perdere!) la voce del Vescovo che sedeva ,e siede tuttavia, sulla Cattedra che fu di S. Zanobi e S. Antonino,... eppure egli sapeva bene che quei cari fratelli erano innocenti. Ma avallò, con il suo silenzio, l'opera di un personaggio clownesco come p. Volpi (deceduto e quindi bisognoso, come tutti i defunti, di preghiere!) che condusse, in nome di Papa Bergoglio, una delle persecuzioni più vergognose che la Storia ricorderà a eterna vergogna dei suoi fautori....
Certo se del "Cappuccino" p. Volpi si potrà ripetere in futuro quello che sentenziò - come racconta Fedro in un suo apologo - una voce fuori dal coro di fronte a una bellissima maschera da teatro... peccato che "cerebrum non habet"... nei confronti dei mandanti la Storia sarà meno indulgente...
La carcerazione di padre Manelli, il tentativo andato a vuoto di mettere le mani sui beni dei laici (i frati, fedeli alla regola, francescana, non avevano beni), le calunnie, nei confronti di padre Fondatore dell'Ordine, raccolte in un libro vergognoso scritto dalla nipote del cappuccino e, donato al Papa, in pompa magna, dalla medesima "scrittrice" (si fa per dire) costretta poi a smentire il tutto e ad ammettere che le "voci" contro il Manelli e i suoi frati erano solo calunnie, calunnie infami e infamanti ....
Fermiamoci qui...
Miglior sorte non è toccata all'allora Prefetto della Segnatura Apostolica Cardinale Edmond Leo Burke ,sollevato "manu militari" dal "Papa della Misericordia" e creato, poi, "Protettore" dei Cavalieri di Malta e, quindi cacciato anche da lì, quando la "Chiesa dei poveri" mise le mani sui beni dell'Ordine... con il silenzio complice e vile dei suoi membri...
Quindi la chiusura di seminari fiorenti, di tanti Ordini che si rifacevano alla Tradizione perenne della Chiesa ( e quindi avevano il torto di celebrare la S. Messa nel rito romano antico, in latino per intendersi), come erano fiorenti i Francescani dell'Immacolata, Ordini che avevano tante vocazioni in una Chiesa che ha vuoti i suoi seminari dove a montare in cattedra non è più il teologo tomista o il moralista "omofobo" che, santamente, incuteva negli aspiranti sacerdoti l'orrore per il "peccato contronatura", ma lo psicologo freudiano, che cerca di trasformare, secondo un profilo voluto dall'alto, gli studenti dei seminari "conciliari" in tanti "battelli senza vapore", melensi, buonisti, effeminati, "politicamente corretti", seguaci della "New Age"... Insomma i nuovi "pretini" (sia chiaro, non generalizzo, ci sono anche, formati nei seminari del Conciliabolo, tanti bravi e santi sacerdoti... che Iddio li benedica!) che nelle parrocchie si sottomettono a una mafia di "catechisti" e beghine vissute nelle sagrestie, mezz'uomini, virago maleducate, femministe che voglion fare le "pretesse", rimasti al Sessantotto, al cialtronismo, alla scuola degli asini predicata dal nuovo idolo bergogliano don Lorenzo Milani, il prete rosso, il fomentatore cattivo di odio, portato sugli scudi da tutti i comunisti ed eretici vari proni, a quattro zampe (è proprio il caso di dirlo), di fronte al "verbo cristiano invertito" , alle Comunità di Base, alle Marce per la pace, al FUORI (Fronte Universitario Unitario Omosessuale Rivoluzionario), al così detto "spirito del concilio" con il quale si giustifica tutto e il contrario di tutto, alle schitarrate dopolavoristiche e cialtrone tipo "La Marianna la va in campagna" 
Poi seguono le "imprese" di Bergoglio — un sito cattolico aveva aperto una pagina dal titolo "Bergoglionate"... subito chiusa dalla gaystapo di facebook — che alle denunzie doverose di alcuni cardinali e di centinaia di teologi, laici e religiosi, che hanno sollevato dei "dubia" sul documento "Amoris Laetitia" che conterrebbe almeno sette proposizioni eretiche (il documento che, per dirla in breve, cambia la Dottrina cattolica sul matrimonio e sulla morale), fa orecchi da mercante rifiutandosi di rispondere e di prendere in considerazione la denunzia fatta, appunto, da eminenti personalità della Chiesa.
E poi via...con il "buon pranzo" e la "buona digestione",, a rotta di collo nominando arcivescovi le cui "performances" avrebbero fatto la fortuna dei proprietari del Circo Togni...a cominciare da quello di Palermo che arrivò in duomo in bicicletta, per arrivare a gente come Nisoglia, arcivescovo di Torino, e Zuppi, arcivescovo di Bologna (mandato in sostituzione del grande Cardinal Caffarra morto di crepacuore a causa dell'andazzo eretico della Chiesa di Cristo) che hanno indetto, all'indomani della formazione del governo veglie di preghiera per la Nazione... la Nazione che andrebbe a cadere sotto le grinfie del cattivo governo Salvini-Di Maio... ebbene avete mai sentito il Nisoglia e lo Zuppi organizzare veglie di preghiera in difesa della vita dal concepimento fino alla morte? Avete mai sentito Nisoglia, Zuppi e compagni vari denunziare i sei milioni di bambini morti in questi tragici quaranta anni (1978-2018) dalla promulgazione della legge criminale sull'aborto? Avete mai sentito dire i "Pionieri" di Bergoglio dire una parola (eppure perfino il loro Capo, ha, sommessamente cinguettato) sul governo che introdotto in Italia i matrimoni pederastici, la pre-eutanasia, il divorzio breve e porcherie simili?
Avete sentito i nostri vescovi e cardinali (anche qui, naturalmente, ci sono rare e lodevoli eccezioni) condannare il "peccato contro natura" o parlare della distruzione, con il fuoco, delle città di Sodoma e gomorra? Avete sentito i nostri cardinali, vescovi e pretume vario dire qualcosa, o promuovere veglie, in favore dei nostri fratelli nella Fede che, a migliaia, ogni giorno cadono sotto i colpi del terrorismo islamico? 
Eppure quel rosso porpora che contraddistingue il colore della veste e dello zuccotto dei cardinali sta a indicare la disponibilità al martirio, a versare il sangue per la difesa della Fede e della Dottrina"usque ad effusionem sanguinis"...ebbene li vedete voi i vari Ravasi, Maradiaga, Marx, Zucchi, Nosiglia, Lorefice, Bassetti dare la vita "usque ad effusionem sanguinis"...ovvero fino a versare il sangue per essa? Li vedete voi questi personaggi morire in difesa della Dottrina? Al più, ammesso che muoiano, potranno morire di indigestione...
Eppure Francesco, se vuole, sa parlare chiaro e, infatti, quando riunì in Vaticano tutti i rappresentanti dei Movimenti popolari e dei guerriglieri, in mezzo a uno sventolio e a un garrire di bandiere rosse si rivolse ai rappresentanti dei delinquenti del Centro Sociale "Leoncavallo" — quelli nella cui sede distribuivano droga ai loro adepti e che andavano in giro a spaccare le teste degli avversari come cocomeri di Rassina — con queste parole : "Andate e portate a termine la vostra opera"... non è dato a sapere quale fosse la loro opera principale, spaccare in due il capo alle persone o spacciare droga!...
Poi ecco l'enciclica sulla raccolta differenziata della spazzatura, sul surriscaldamento del globo (pochi giorni dopo il termometro scese a meno 20 gradi), sul salvataggio degli aracnidi e dei serpentelli...insomma una nuova teologia per una nuova religione della spazzatura ...che però non è quella cattolica!
In politica Bergoglio ha dato, e sta dando, il meglio di sé abbracciando tutti i partiti e movimenti popolari e pauperistico — rivoluzionari, mettendosi perfino (e questo è il colmo per un Pontefice) a tu per tu, in diretta, durante un viaggio in aereo in America latina, con un candidato alle elezioni americane e dandogli del reazionario e del nemico del popolo a un certo Trump che, poi, il caso volle, che quello stesso popolo a cui sempre si rifà il papa Argentino scegliesse quel "certo Trump" per Presidente degli USA... insomma proprio una catastrofe diplomatica in diretta per il Vaticano che, da allora, non si è chetato un attimo con l'accoglienza ai profughi...nel giustificare l'invasione islamica del nostro Paese, nell'attaccare quei politici che, in qualche maniera difendevano, e tuttavia difendono, quei valori dell'Occidente cristiano così invisi al Vaticano. 
In prima fila Galantino e Bassetti, i due campioni delle "sconfitte" della CEI, asservita ai relitti del Comunismo Internazionale che, come diceva Augusto Del Noce, ha fatto la sua metamorfosi trasformandosi in un partito radicale di massa... con benedizione e sigillo papale.
Oggi i valori "non negoziabili", come li aveva definiti Benedetto XVI , non fanno più per questo Papa perché non esistono, secondo lor signori, valori in assoluto e tanto meno "non negoziabili"... anzi la difesa della vita senza se e senza ma, la condanna dell'aborto e dell'eutanasia, dei matrimoni pederastici, è solo un ricordo del passato. I valori "non negoziabili" sono "divisivi" ... ecco la parola chiave! E così anche l'aborto, questo crimine maledetto e infame, viene benedetto da Bassetti, il Caporione della CEI,e compagni, per cui la legge 194 sull'aborto, che permette di uccidere la creatura indifesa già nel seno materno, per qualsivoglia ragione ("l'utero è mio e lo gestisco io" urlavano le femministe assatanate nel Sessantotto!) diventa una legge certo non buona ma apprezzabile! Capito? Per la CEI di Bassetti-Galantino a cui ancora qualcuno si ostina a dare il proprio otto per mille — la legge assassina 194 che legittima l'omicidio dell'innocente è una legge apprezzabile! E i difensori della Vita, quella gente che partecipa, con sacrificio personale, alla Grande Marcia della Vita che ogni anno, nel mese di maggio, nel mese sacro a Maria, si svolge a Roma sono degli "sgranarosari", dei "neo pelagiani", dei "cavilattori moralistiuci", dei "fomentatori di coprafogia" come si è espresso gentilmente il misericordioso Bergoglio nei confronti dei cattolici fedeli alla "Tradizione vita e giovinezza della Chiesa" come si espresse il grande teologo perseguitato , il pratese Mons. Brunero Gherardini! 
Ma c'è di più e, con questo episodio, chiudo la 1° parte del mio articolo: i cardinali apostati si mettono a capo delle truppe dell'Anticristo e arrivano a contestare il simbolo più alto della Fede : il Crocifisso.

"Una croce lacera la Baviera — scrive Paolo Valentino su "Il Corriere della Sera" di sabato 3 giugno 2018 — da venerdì scorso è entrata in vigore la legge che impone l'obbligo di appendere il simbolo dei cristiani all'ingresso di tutti gli edifici pubblici (...) critico il cardinale Reinhard Marx (uno e consiglieri di Bergoglio, Capo della Conferenza Episcopale Tedesca, collega, in tutti i sensi, di Bassetti, n.p.c.) che afferma "è una provocazione per per ogni cristiano, per la Chiesa, ma anche per lo Stato"(...) la decisione rischia infatti di "seminare divisione, ribellione e conflitti."

Sì, ribellione da parte dell'elettorato bavarese, in stragrande maggioranza cattolico, che ha voluto questa legge e che, per bocca del suo premier Markus Soder, il parlamentare cattolico che ha voluto questa legge, ha virilmente dichiarato:

"La croce non è solo parte integrante della nostra religione, ma appartiene anche alle fondamenta del nostro Stato" Gli fa eco il Segretario generale della CSU Markus Blumer che, rivolto alla canea radicale e socialista, con l'aiuto dei Verdi e degli estremisti islamici, capeggiata dal Cardinal Marx proclama:

"Siete un'alleanza sacrilega tra nemici della religione e rinnegati".

Precisamente! Vi sareste aspettati voi, a pochi mesi dalle Apparizioni di Fatima, nell'attesa del Regno di Maria, le truppe dell'Anticristo, comandate dal cardinal Marx (omen nomen!) un cardinale (ex) cattolico che marcia, in combutta con gl' infedeli e gli eretici contro la croce di Cristo?

Misterium iniquitatis! Fine prima parte - continua

PUCCI CIPRIANI