martedì 13 febbraio 2018

RITRATTI IN PUNTA DI... SPILLO. DON MILANI E IL SUO SCUDIERO!

Dalla parte di Caino – ovvero da parte di coloro che, dopo aver preso seggi e remunerazioni, in nome del centrodestra, della destra, dei "valori non negoziabili", passati allegramente all'altra sponda... ovvero alla Sinistra del gender, dell'all'aborto, dell'eutanasia, del caos, delle tasse, della Fornero – ora hanno scoperto un nuovo Santo, don Lorenzo Milani, quello che si batté contro la scuola meritocratica, il "prete rosso" , che precorse la rivoluzione sessantottarda e proclamò che: "L 'obbedienza non è più una virtù ma la peggiore delle tentazioni"; ma c'è di più, ovvero, una lettera dello stesso don Milani al suo amico e "Compagno" Giorgio Pecorini che, tra l'altro, recita testualmente:
"Quando si vuol bene davvero ai ragazzi, bene come gliene può volere solo la mamma che li ha fatti o il maestro che li ha partoriti alla vita dello spirito, o il prete che non ha donna o figli fatti per mezzo del pipì ma solo figli fatti per mezzo dei Sacramenti e della Parola allora il problema della scuola confessionale o non confessionale diventa assurdo, ozioso. Quei due preti mi domandavano se il mio scopo finale nel far scuola fosse di portarli alla Chiesa o no (...) E io come potevo spiegare a loro così pii e così puliti che io i miei figli li amo, che ho perso la testa per loro, che non vivo che per farli crescere, per farli aprire, per farli sbocciare, per farli fruttare? (...) E che se un rischio corro per l'anima mia non è certo quello di aver poco amato, ma piuttosto d'amare troppo (cioè di portarmeli anche a letto!) . (...) la gente non crede a chi non ama.... E chi potrà mai amare i ragazzi fino all'osso senza finire di metterglielo anche in culo se non un maestro che insieme a loro ami Dio e tema l'inferno e desideri il paradiso? "
(Cfr. Lettera di Don Milani a Giorgio Pecorini, da Barbiana il 10 novembre 1959 in Giorgio Pecorini "Don Milani! Chi era costui?" pp.386-391, Ed. Baldini e Castoldi, 1996)
Le recenti vicende del "Forteto", poi, ancora brucianti e angoscianti, vedono protagonisti (nonostante gli imbarazzati e imbarazzanti "distinguo") coloro che alle idee di don Milani si ispirarono (cerca su Google Il Covile n. 729 Catastrofe del Cattocomunismo fiorentino).
E ci voleva questo "incipit" per capire il personaggio di cui farò un breve ed essenziale ritratto : l'illustrissimo signore Onorevole Gabriele Toccafondi, Sottosegretario del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca... insomma un pezzo da novanta della politica italiana...
Questo illustre personaggio nasce a Firenze nel 1972; ancor ragazzino era già un "personaggio anonimo" ma che, proprio per questo, amava farsi notare stando giornate intere attaccato alle gonnelle del parroco... insomma di quei "vota...nidi" che facevano esclamare al buon prete : ma a casa tua non vai mai?
Cresciuto così, tra la sagrestia, il "circolino", la nutella, le merendine, e qualche raro calcio al pallone (meglio non affaticarsi... il lavoro uccide) frequentò anche l'Istituto Tecnico e l'Università anche se – si dice – lo studio e i libri non siano mai stati il suo forte. L'ultima lettura dell'Onorevole Sottosegretario, stando al mio fantasioso "informatore", risalirebbe a "Piccolo Alpino" di Salvator Gotta quando ancora la mamma lo metteva a letto, dopo avergli fatto fare i compiti.
Poi conosce Cielle e don Giussani (i maligni dicono che il Gius, in realtà, non lo abbia mai voluto incontrare) e cresce, immagino, facendo amicizie ed esperienze nella "Compagnia delle Opere" , in odore di "tangenti", non troppo stimata dall'On. Rocco Buttiglione che, una volta, in un incontro televisivo disse, a bruciapelo, a un Dirigente della medesima Compagnia che avrebbero dovuto osservare l'Undicesimo Comandamento; e alla domanda dell'interlocutore, stupito, che chiedeva cosa recitasse l'Undicesimo Comandamento, Buttiglione rispose sornione:  "Ruba un po' meno!"
Ma anche in CL il Leccafondi (come veniva chiamato) tenne sempre un "profilo basso" imparato da un motto che regnava nelle sagrestie e nelle sezioni periferiche democristiane: "Per sopravvivere non importa saper nuotare, basta saper fare il morto... stare a galla" e, infatti, attaccato alla giacca del Rettore Franco Scaramuzzi che, ormai vecchio e pieno di acciacchi, vede nel personaggio un angelo custode , e se lo porta, nel 1999, in Consiglio Comunale per il Centrodestra mettendolo in una delle liste che lo appoggiano, mi sembra quella degli "Amici del gatto e del cane" (quindi, a differenza dei partiti, qui non c'è bisogno di molte preferenze... ne bastano una trentina). E del cane il "Leccafondi" ha tutte le doti: sa fiutare, scodinzolare, uggiolare, guaire di fronte al padrone e, massimamente, è esperto nell'arte del leccaculismo.
Il Signor Nessuno, vestito in grisaglia, un "lupacchiotto" impertinente, con la faccina del bambino viziato con l'eterno "broncino", il ricciolo vago, galleggia, fa il morto, non pesta i piedi a nessuno, lo chiamano "Ragazzi son con voi!", infatti dà ragione a tutti, non si schiera. Raccontano che nel quinquennio una sola volta abbia chiesto la parola e, di fronte a un Consiglio Comunale allibito, che, finalmente, sentiva la sua voce, abbia sibilato: "Sarò breve, Signor Sindaco, ho chiesto la parola solo per domandare se sia possibile chiudere quella finestra là in fondo perché qui passa lo spiffero... e io non vorrei prendere la bronchite... già ieri mi faceva male la gola".
Da qui "Gabri", come lo chiamano gli intimi che siedono alla sua mensa, spicca il volo, conosce Verdini il ras "loggiatico" di Forza Italia, l'uomo che ha passato la vita a far leggi elettorali "ad personam" in quanto quando si è presentato non ha preso nemmeno il voto della moglie, il messia della Gran Loggia, quello che distruggerà completamente il centrodestra in Toscana, e Verdini, che non ha Patria né Bandiera, vede in questo giovanotto uno che se ne sta nel suo guscio, sa riportar l'osso e non rompe le scatole con gli ideali, principi e fesserie del genere, gli mette la livrea e lo imbarca sulla sua Filibusta: nel 2004 è eletto in Consiglio Comunale per Forza Italia, nel 2008 lo nomina Parlamentare per il Popolo delle Libertà e lo rinomina nel 2013, e dal 2008 al 2013, al servizio di Verdini, Gabriele Toccafondi diventa anche coordinatore di Forza Italia, quindi , praticamente, "caporione" del centrodestra a Firenze. Dal 2013 "Gabri" è al top infatti il duo Renzi-Verdini: premia il Quisling fiorentino che ha pugnalato alle spalle – insieme a Lupi, quello dei Rolex, Alfano (Vittorio Sgarbi definisce in TV il duo Alfano-Verdini "Due ladroni, due scorregge fritte") e altre fantasime–- Silvio Berlusconi e gli dà i "trenta denari" nominandolo nientemeno che Sottosegretario all'Istruzione, alla Università e alla Ricerca e, insieme al Ministro Maria Chiara Carrozza nel Governo Letta e sotto i Ministri Stefania Giannini e, ultima, "La più migliore" la Fedeli, è stato protagonista – ed ha ancora il coraggio di professarsi cattolico – della Legislatura, la più disastrosa del Dopoguerra , che ha praticamente – imponendo anche un cambiamento antropologico – distrutto quello che ancora rimaneva della Civiltà Cristiana.
C'è chi per questo, in attesa di un Giudizio Supremo a cui nessuno, nemmeno i furbetti sfuggiranno, non dormirebbe la notte o si ritirerebbe nella Trappa... cose troppo difficili perfino da pensare per il nostro "Gabri" che, poverino, fa sonni tranquilli e semmai alla Trappa va a mangiar la minestra dei frati e a mendicar voti, il quale , prevedendo di non aver più il tempo di lavorare si era già premunito entrando come dirigente in una RSA (Residenze Sanitarie Anziani) guadagnando (nulla di illegale sia ben chiaro!) così anche sui poveri vecchi costretti ad andare in Casa di Riposo; il Presidente della cooperativa RSA è Massimo Mattei, allora "Pupillo" di Renzi , Assessore del PD caduto in disgrazia per un giro di escort e dimessosi da ogni carica (dimostrando, almeno lui, una sua coerenza!), inoltre Gabriele "Leccafondi" ha molti agganci in Curia a cominciare da Enrico Viviano, l'ex portavoce del Card. Antonelli, che si fece assumere all'Opera del Duomo per due anni (2013-2015) prendendosi una liquidazione (ripeto due anni di (non)lavoro!) di 330.000 Euro (seicentosessantamilioni di vecchie lire), dopo naturalmente aver preso l'altra liquidazione dalla Curia e suscitando l'ira dei fiorentini che avevano versato 170.000 per i restauri del Battistero... soldi andati in tasca al Viviano, il confidente, l'amico, il suggeritore di Maniago, implicato nello scandalo di pedofilia della Regina della Pace e oggi, "ripescato" da Bergoglio e messo in una Commissione di (distruzione) liturgica per ostacolare l'opera del Cardina Sarah.
Le nostre fonti ci dicono che Gabri, prima della composizione delle liste sia andato ad elemosinare, piagnucolando, un posto in Forza Italia, ma sembra anche che l'avvocato Ghedini per poco non lo mettesse in orbita con un calcio nelle parti molli, per cui, parafrasando il Bollettino della Vittoria di Armando Diaz, potremmo scrivere a proposito del Nostro: "I resti di quello che fu uno dei più potenti e arroganti voltagabbana d'Italia risalgono in disordine le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza".
Ma "Leccafondi" non si perde d'animo e, fedele al motto Francia o Spagna purché se magna corre da Renzi e, rinfacciandogli i suoi servigi e le pugnalate date alle spalle di Berlusconi, ottiene un seggio blindato nel Collegio 1 di Firenze per "aiutare" il PD e le proprie finanze... e siccome contro il PD di Renzi i Liberi ed Uguali di Grasso schierano nello stesso collegio di Firenze 1 la figlia di Michele Gesualdi, Sandra (Onore al merito): va dato atto che i Gesualdi, idee non condivisibili a parte, almeno sono persone coerenti e serie e hanno seguito sempre il donmilameuccismocomunismo!) a Toccafondi hanno fatto un corso accelerato su don Milani (lui pensava fosse il priore di Roccacannuccia) e allora, il Leccafondi, si è entusiasmato di questa sua nuova conoscenza e, sembra, abbia voluto leggere anche la "Lettera a una Professoressa" dove il prete "rosso" minacciava i professori che rimpiangevano la vecchia scuola media di mandarli in Siberia quando i comunisti fossero venuti al potere.
Fa perfino un video il Toccafondi Gabriele dove spiega che lui don Milani ce l'ha nel cuore (in confronto i Gesualdi manco l'hanno conosciuto!) e che è andato a Barbiana, prima di iniziare la campagna elettorale (ha saputo "Gabrielino bello" che a Barbiana c'era stato anche Bergoglio, con tutti preti di Firenze... ma non avevano invitato però le vittime del "Forteto", la cooperativa rossa pedofila degli ex seguaci del donmilameuccismo) era stato – udite, udite – a pregare sulla tomba del prete fiorentino:

"perché nel Paese in questi cinque anni abbiamo fatto un percorso nel ricordo di don Milani. Avevo appena iniziato a fare il Sottosegretario nel 2013, quando Papa Francesco incontrò tutto il suo mondo".

E qui a me viene il vomito perché il Leccafondi si copre dietro don Milani e papa Francesco per giustificare tutte le infamie e i crimini commessi da questo governo che ha smantellato – Gabriele Toccafondi, in testa – ogni "principio non negoziabile" : ammettendo il divorzio breve, i matrimoni pederastici (quando, dopo "Piccolo Alpino" e "Lettera a una professoressa" il Toccafondi leggerà un altro libro – mi dice il prof.  Vincicio Catturelli  – dovrebbe cercare il brano della Bibbia in cui si narra la distruzione col fuoco delle città di Sodoma e Gomorra), l'eutanasia nascosta, il gender nelle scuole per cui si corrompe l'infanzia togliendo ai bambini anche l'unica cosa di cui eran certi: il Genere, infatti Dio ci ha creato maschi e femmine...
Ma di questo il Toccafondi se ne strafrega anzi, con la più grande faccia tosta, va balbettando ai suoi amici (anzi suoi ex amici) che lui, ha fatto di tutto, per "mitigare" le leggi... altrimenti avrebbero fatto ancor Peggio. (Torno a vomitare)
Ora Gabrielino passa dalla Curia alla Casa del popolo dove, dice lui, lo accolgono benissimo perché, ohibò, ora, di fronte ai compagni, fa sentire anche la sua voce e all' "I CARE" milaniano ha sostituito il "ME NE FREGO" fascista e incalza l'Iscariota:

"Me ne frego di chi urla più forte nel centro Destra".

Dopo corre a Sesto Fiorentino dove la Curia, seguendo il nuovo corso sovietico-bergogliano, ha svenduto, per "trenta denari" un terreno destinato al Culto Cattolico e lo ha fatto acquistare ai Musulmani per costruirci la Moschea, siglando il patto con il Gran Sinedrio al Completo: l'Imam fiorentino, il Rabbino, l'altro Imam Giuseppe Betori e il Rettore rosso dell'Università... a Sesto c'è rivolta: la popolazione è rimasta allibita e minaccia di vendicarsi con la Curia non versando l'otto per mille alla CEI cattocomunista e filomusulmana. Fratelli d'Italia ha affisso un grande cartello (6 metri per tre) in cui campeggia la scritta: "NON ALLA MOSCHEA PRIMA GLI ITALIANI" uno slogan condiviso, lì, a Sesto, non solo dai "destri" ma anche da molti "compagni" che sono stufi di questo calabrachismo di fronte all'invasione islamica.
Ma il Toccafondi Gabriele, a comando del Signor Padrone, abbaia : "A Sesto Fiorentino sembra partita la campagna elettorale. Che c'entra la preghiera con ‘prima gl'italiani’?"
E stavolta il "sagrestanino" ha preso proprio posizione... lontano il suo intervento per far chiudere la finestra!
Ma mal gliene incorse e, infatti, gli risponde Giovanni Donzelli, candidato alle elezioni nel proporzionale per FdI e combattivo Capo Gruppo in regione di FdI

"Non mi stupisce che l'ex capo del Centrodestra a Firenze e ora neorenziano Gabriele Toccafondi sia diventato, proprio nei giorni in cui si decidano i seggi (la polemica risale ad alcune settimane fa, n.p.c) , a favore dell'islamizzazione dell'Italia e si offenda a leggere la scritta "Prima gli italiani". Lui è libero di cambiare idea (del resto) in perfetto stile PD lui si interessa dei problemi di tutti meno che dei cittadini sestesi".

EXPLICIT
Rimandiamo all'Incipit: Leggano bene quello che ha detto don Milani, il nuovo idolo del Toccafondi nella lettera a Giorgio Pecorini. Lo stesso Signor Onorevole Sottosegretario si permise di dire, con la sua solita ignorante sicumera e con il suo solito cattivo gusto, tempo fa: "Saba grande poeta ma pedofilo!" dimostrando anche di non aver letto Saba che è davvero – provi a leggerlo il novello "Pioniere" donmilaniano – un grandissimo scrittore e poeta... forse "Gabri" un giorno imparerà che c'è anche un amore "ideale" superiore come quello di Dante per Beatrice. Rilegga ciascuno bene le parole di don Milani e poi consideri il personaggio Toccafondi che ha detto quello che ha detto...

UNA LETTERA - COMMENTO DEL PROF. VINICIO CATTURELLI DA MONTECATINI
Caro Pucci Cipriani,
ho letto il Suo "pezzo" benissimo! l'ultimo acciacco mi impedisce, per il momento, di scrivere – ho novantotto primavere suonate – ma non mi estraneo dal giornalismo che ho iniziato nei lontani anni all'Università di Buenos Aires. Spero ci vediamo domenica da Manlio, qui a Montecatini, e comunque il mio archivio è sempre a sua disposizione.
Dopo le manifestazioni piazzaioli della sinistra che, ora, fa il gioco delle parti, i moderati e gli estremisti... rivedo l'immagine della manifestazione di Macerata e una ragazza che issa un grande cartello: "La mia fica dice NO AL FASCISMO" ... in nome della parità dei sessi, delle pari opportunità e della par condicio il giovanotto capelluto che le sta vicino dovrebbe issarne un altro con la scritta "Il mio culo dice SI' AL COMUNISMO"... Il dare e l'avere, insomma, la doppia partita come si diceva un tempo...
L'aspetto allora domenica. E guardi un po' un vecchio in che discorsi è costretto a entrare.


Articolo di Pucci Cipriani

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